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domenica, 11 gennaio 2009
Franz Ferdinand

Franz Ferdinand - Tonigh: Franz Ferdinand

“Why are these guys so same but somehow more awesome every time?” è il commento, letto online, che riassume perfettamente il pensiero a riguardo dei Franz Ferdinand dopo ripetuti ascolti di Tonight. Riescono ad essere (o forse è meglio dire sembrare) così uguali a se stessi nei precedenti album ma allo stesso tempo proporre un disco che ti conquista ineluttabilmente, nonostante mai come in questo caso ci sia stata la possibilità, tra concerti e singoli, di svelarne gran parte – sei/sette brani – prima della sua pubblicazione.
La sorpresa c’è comunque, ed è rappresentata da una versione di Lucid Dreams davvero sconcertante. Sarebbe forse stato troppo banale includere nell’album il pezzo ammiccante che circola dal settembre scorso, ed ecco quindi apparire un pezzo che è ambizione pura, simbolo della sfacciataggine dei fuoriclasse di Glasgow, un mash-up che imbocca una dozzina di diverse direzioni musicali nel volgere dei sette minuti di percorso. Poco importa se nella “mia” versione dell’album preferirò mantenere la Lucid Dreams precedente e tradizionale che sicuramente apparirà nei vari bonus disks, in fondo anche questa è una nuova opzione che ci viene offerta: la personalizzazione di un album secondo i propri gusti.
E questo dettaglio a riguardo di Lucid Dreams la dice lunga sul fatto di come quest’album sia tutt’altro che scontato. Il gruppo ci ha lavorato sodo per tre anni e probabilmente ha cambiato più volte impostazione durante questo lasso di tempo. La familiarità dei suoni non deve trarre in inganno: lo sviluppo c’è stato, eccome. Declinazioni Garage (Bite Hard), Afrobeat (Send Him Away), Electro (Twilight Omens) ed anche Dance (Live Alone). Gli episodi migliori restano il singolo Ulysses, No You Girls, What She Came For e la adorabile traccia di chiusura Katerine Kiss Me, intima ed acustica, destinata a raccogliere l’eredità di Eleanor

Send Him Away [link rimosso su richiesta di Domino Records]


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sabato, 10 gennaio 2009
White Lies

White Lies

Dalla copertina scelta per rappresentare la lista degli album che si sarebbero resi disponibili nel 2009 era facile preconizzare che il primo al quale sarebbe stato dedicato un post nel nuovo anno sarebbe stato To Lose My Life dei White Lies, battuto cronologicamente di pochissimo da Morrissey in termine di apparizione nei vari peer2peer, anche se si tratta in entrambi i casi di transcode, per quanto di discreta qualità.
E’ altrettanto facile prevedere un enorme successo commerciale per il gruppo di Ealing, rilevante quartiere nella zona ovest di Londra, dove è tra l’altro cresciuto Pete Townshend, che ha già conquistato diverse copertine di riviste musicali e l’investitura unanime dai principali media inglesi a next big thing.
La ricetta per il successo si basa su diversi fattori, i suoni delle “piccole bugie a fin di bene” attingono alla migliore tradizione britannica degli anni ottanta (Joy Division ed Echo And The Bunnymen), si rispecchiano nei gruppi connazionali che recentemente ne hanno ripercorso le tracce (Editors, The Departure, The Bravery), e talvolta si affidano a passaggi che ricordano gli Interpol (facendo le dovute proporzioni), il tutto scandito dalla sapiente voce baritonale di Harry McVeigh, prossimo idolo della nuova generazione di groupie.
Il risultato è un disco che, stranamente in quanto non particolarmente attinente, ricorda per certi versi Hot Fuss, l’esordio dei The Killers. E’ molto gradevole da ascoltare, offre diversi brani che si insediano nelle orecchie senza volersi schiodare per giorni (la title track, Death, Unfinished Business, From The Stars ed A Place To Hide)  . Facili, e proprio per questo destinati a riempire i palazzetti in futuro, emulando in questo i sopraccitati The Killers. La schiera dei critici è già molto nutrita e diversi autorevoli fonti li dipingono come sopravvalutati. Il fatto mi interessa relativamente, il loro dovere di intrattenimento musicale lo svolgono egregiamente, e per me ciò è più che sufficiente, se preferite qualcosa di più impegnato, invece, Merriweather Post Pavilion degli Animal Collective saprà soddisfare i padiglioni auricolari più raffinati ed esigenti.

A Place To Hide mp3


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lunedì, 22 dicembre 2008
2009 Watch List

White Lies - To Lose My Life

Il 2009 musicale appare molto promettente, probabilmente migliore di un 2008 che ha regalato diversi buoni dischi ma che è mancato negli acuti, quelli che restano negli annali. Il mio promemoria degli album che usciranno nell'anno che sta per arrivare è infatti già piuttosto nutrito:

• Ambulance Ltd – Second Album (curato da John Cale, Ivy e Ladyfingers sono brani che promettono già molto)
• Arcade Fire – The Box OST (un paio di pezzi strumentali)
• Badly Drawn Boy – EP
• Band Of Horses – Third Album
• Belle & Sebastian – God Help The Girl
• Black Stoltzfus – Debut Album (in realtà sarebbe il secondo perchè è il nuovo nome della band Mazarin dopo le grane legali relative al precedente nome del gruppo)
• Cake – Live At Crystal Palace e Sixth Album
• Doves – Fouth Album (House Of Mirrors?)
• Franz Ferdinand – Tonight (26 gennaio)
• Gomez – A New Tide (30 marzo)
• Idlewild – Seventh Album
• Kasabian – Third Album (“Fire”? – stile Syd Barret dei primi Pink Floyd)
• Manic Street Preachers – Journal For Plague Lovers
• Morrissey – Years Of Refusal (16 febbraio)
• Mumford & Sons – Debut Album
• Muse – Fifth Album (registrato in Italia, Lago di Como)
• Pela – Rise Ye Sunken Ships (secondo album di un gruppo decisamente troppo sottovalutato)
• PJ Harvey – A Woman A Man Walked By (30 marzo)
• Red Light Company – Fine Fascination (16 febbraio)
• Starsailor – All The Plans (3 marzo)
• Sufjan Stevens – New Jersey (?)
• The Boy Least Likely To – Law Of The Playground
• The Decemberists – Hazards Of Love (24 marzo)
• The National – Live EP
• The Rakes – Klang (16 marzo)
• The Temper Trap – Debut Album
• The Veils – Third Album
• White Lies – To Lose My Life (19 gennaio)
• Wilco – Seventh Album (annunciate sonorità tipo Yankee Hotel Foxtrot)
• Yeah Yeah Yeahs – Third Album


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sabato, 22 novembre 2008
Franz Ferdinand @ Magazzini Generali - Milano

Tonight: Franz Ferdinand

Setlist

01: Bite Hard
02: Do You Want To?
03: Turn It On
04: The Dark Of Matinée
05: Michael
06: No You Girls
07: 40 ft
08: Walk Away
09: Take Me Out
10: Ulysses
11: What She Came For
Encore
12: Jacqueline
13: The Fallen
14: Outsiders
15: This Fire

In grassetto i brani che saranno inclusi nel nuovo album Tonight: Franz Ferdinand, atteso per gennaio. Clamorose versioni di Walk Away e Outsiders (finalmente ascoltata dal vivo!).
Analogamente alle altre date di questo minitour europeo in locali raccolti e relativamente intimi, la scaletta è risultata un po' breve, e certamente poter ascoltare altri tre o quattro brani, di cui un altro paio dall'album di cui sopra (tipo Katherine Kiss Me e Send Him Away - eseguite in altre occasioni live) avrebbe reso la serata realmente superlativa.


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venerdì, 24 ottobre 2008
Arizona

Arizona - Glowing Bird

Erano settimane che aspettavo un album così; uno di quelli di cui ci si può innamorare perdutamente e mettere in repeat per ore. Il fatto che poi giunga da una band di cui è stata molto sottovalutata la produzione sin ora e che le strade del web 2.0 mi abbiano portato in passato ad entrare in contatto con un componente della stessa (Nick Campbell – chitarra e voce), conferisce all’accadimento ancor più coinvolgimento e soddisfazione.
Gli Arizona sono stati seguiti a lungo, e l’impressione che potessero prodursi in un disco sopra alla media era forte e chiara. Ciò nonostante Glowing Bird supera le già elevate aspettative. Come da tradizione per il gruppo è stato partorito in uno studio improvvisato in un paesino montano disperso sugli Appalachi, ed ha beneficiato dell’apporto di Danny Kadar (ingegnere del suono per My Morning Jacket e The Avett Brothers) che ha svolto la funzione di catalizzatore per riuscire ad ottenere da ciascuno dei quattro componenti del gruppo il meglio di loro in termini di scrittura, composizione ed esecuzione, per mettere quindi appieno a frutto l’indubbio talento dei ragazzi originari di Brooklyn. Colors, ispirata da un’alba caratterizzata da nuance di una bellezza quasi contundente, è per i miei gusti la canzone più bella di quest’anno e mi ricorda i migliori episodi dell’inizio degli anni novanta, contraddistinta da una chitarrona quasi grunge. Ma ci sono altre tre o quattro tracce che mi fanno trasalire, ed il bello è che si sviluppano su temi ed atmosfere anche molto diversificati, da You Were Right a Ghost, dalla title track a Easily, per chiudere con Whiskey Or Wine. Con Colors sono sei, in realtà, e allora posso tranquillamente confermare che si tratta di un gran disco. Spero solo, a questo punto, che Nick mantenga la sua promessa: nel 2009 venire in tour anche in Italia.

Colors video

Easily mp3

Whiskey Or Wine mp3


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martedì, 21 ottobre 2008
Snow Patrol

Snow Patrol - A Hundred Million Suns

Gary Lightbody ci aveva avvisato: “questo sarà l’album migliore degli Snow Patrol”. Sembrerebbe che il frontman del gruppo nordirlandese di stanza a Glasgow abbia mantenuto la promessa, consegnando un album – A Hundred Million Suns – che sfiora l’ora di minutaggio, chiudendo con una poderosa suite in tre parti di oltre 16 minuti. Sempre in bilico tra mainstream e alternative (parlare di indie in questo caso diventa difficile anche se l’accezione del termine è ormai praticamente universale), questo disco è pronto a fornire un’altra buona dose di tracce per colonne sonore di film post-adolescenziali e serie televisive di successo. Ciò non toglie che possa garantire anche ad ascoltatori più smaliziati gradevoli atmosfere musicali costruite con maestria ed attenzione, indugiando talvolta in gargantueschi crescendo di chitarre. E se siete amanti delle metafore astronomiche e spaziali ("Use me forever as rocket fuel... Love me like the silence of the turning earth”) declamate dalla suadente voce di Lightbody, potreste anche giudicarlo uno dei migliori dischi dell’anno (ma il voto di Pitchfork non supererà il 6.9).
Il primo singolo è Take Back The City, ma come traccia da nastrone preferisco If There’s A Rocket Tie Me To It, la prima del disco.

The Lightning Strike mp3
(i "What If This Storm Ends?")
(ii "Sunlight Through the Flags")
(iii "Daybreak")


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venerdì, 10 ottobre 2008
+/- (Plus/Minus)

+/- (Plus/Minus) - Xs On Your Eyes

A distanza di due anni quasi esatti dal bellissimo Let's Build A Fire, i +/- pubblicano un nuovo disco, Xs On Your Eyes. I Plus/Minus ricorrono molto meno al supporto elettronico per questo episodio, muovendosi verso suoni più tradizionali e complessivamente un po' più quieti. Non che questo comprometta l'esito del disco, anzi, però può risultare meno originale e distintivo della produzione precedente. Resta che i +/- hanno a mio avviso raccolto meno successo di quello che si sarebbero meritati, e purtroppo dubito che Xs On Your Eyes possa contribuire alla causa in maniera determinante. Spiace per loro, ma ciò non impedisce di gustarsi questo disco dalla copertina legnosa.
Non so con certezza a cosa debbono il loro nome, ma essendo di Brooklyn e considerando che NY vanta una buona tradizione nell'hockey su ghiaccio, mi verrebbe proprio da pensare che si riferisca all'omonima statistica +/- refertata dalla National Hockey League, che essenzialmente tiene in considerazione per ciascun giocatore il fatto che la squadra di appartenenza realizzi o subisca una rete in condizione di superiorità o inferiorità numerica. Complicato? Di sicuro la loro musica è ben più intuitiva...

Tired Eyes mp3

Unsung mp3


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mercoledì, 10 settembre 2008
CAW! CAW!

CAW! CAW! - Wait Outside EP

“CAW! CAW! È ciò che si ottiene quando fate crescere tre ragazzi in una caverna di ghiaccio con una dieta a base di cioccolata calda, pollo fritto ed ambrosia (inteso come nettare degli Dei, non la malefica infestante che mi fa starnutire anche solo a scriverne il nome- ndt); e quindi fornendo loro delle chitarre.
Formatosi originariamente nel 2001 come gruppo post-punk, un lustro di sessioni, registrazioni ed evoluzioni insieme in un attico della north side di Chicago ha affinato questi giovanissimi in una entità formata da svariati componenti: un pizzico di disperata naïvità (intontita da imprudenti tessiture di chitarre) ed una salutare dose di rock and roll convinto (propulso da sezione ritmica furbesca ed esplosiva). Loro suonano in maniera trasognante, eccessiva, rabbiosa e docile.
Col tempo, il loro gruppo originariamente punk è cresciuto in una cosmic pop band, quindi in un trio di musica d’ambiente e sperimentale, fino all’attuale definizione di una paletta di suoni che spazia nel terreno che accomuna tutti questi generi, ma non solo. CAW! CAW! Suonano una musica che si scuote, si lamenta , esplode e quindi si trascina barcollante sino al letto, solo per emergere di tanto in tanto per pochi brevi e malinconici respiri…
…CAW! CAW! È lo stargazer, il rude cowboy, il sincero, l’ipocrita ed il selvaggio bambino asessuato che vorresti ancora essere. Loro suonano per tutti, ma si specializzano in canzoni terrestri per esploratori dello spazio, viaggiatori del tempo, amanti delle battaglie di cuscini, giocatori di minigolf e teenager che vogliono farsi distinguere. Se sei uno di questi, o solamente un ragazzo da qualche parte, questa può essere la band che fa per te.”
Avrei forse potuto rimanere insensibile ad un richiamo del genere, la più fantasiosa ed intrigante descrizione di un gruppo che mi sia capitato di leggere? Ma il bello è che è tutto (o quasi) vero. E’ bastato un ascolto per capire che si trattasse di una delle più interessanti nuove proposte di questo periodo. L’EP Wait Outside, in uscita il 23 settembre, sarà il loro esordio ufficiale; 28 minuti di musica da gustare, senza scarti e ritagli con un ampia rappresentazione dei diversi generi menzionati nella presentazione. Se è vero che il loro primo concerto si è tenuto nei bagni del dipartimento di arte della loro scuola superiore a Chicago, alla presenza di preside e vice-preside – andando piuttosto bene peraltro – , mi sento di poter scommettere che presto si schiuderanno palcoscenici ben più prestigiosi per questi tre giovani.

Organisms mp3

Sito Web


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domenica, 13 luglio 2008
Franz Ferdinand & The Cribs @ Piazza Castello - Ferrara

Un concerto dei Franz Ferdinand è sempre interessante, ma quando si tratta di poter ascoltare in anteprima un buon numero di pezzi dall’imminente terzo album (che potrebbe intitolarsi Not Yet oppure Favourite Lie e che non vedrà ufficialmente la luce sino al 2009 in quanto i componenti della band desiderano rifinire il mixaggio con cura ed attenzione ai più piccoli dettagli), beh allora diventa un evento irrinunciabile, al punto da sorbirsi ulteriori centinaia di kilometri in un week end posto tra due settimane che mi vedono transitare dalle Alpi alle piramidi, dal Manzanarre al Reno (in questo caso – trattandosi di Ferrara – la citazione è pertinente, anche se l’originale si riferiva all’omonimo fiume wagneriano).
La pigrizia è stata vinta a buona ragione, questo gruppo è certamente uno dei migliori che la scena musicale glam-indierock ci ha proposto negli ultimi anni, e non ci sarebbe certo la necessità di trovare conferma in questa data estiva, ma il loro savoir faire sul palco e con le note riesce ancora a sorprendere per l’eccellenza dell’esecuzione e la spontaneità con cui il gruppo si pone in contatto con il pubblico.
Dal repertorio conosciuto escono Michael, Come On Home, Dark Of Matinee, 40 ft., Take Me Out, This Fire e Jaqueline (primo encore) dall’eponimo debutto, nonché Walk Away, The Fallen, Do You Want To ed una superlativa versione di Outsiders (con la presenza dei fratelli Jarman dei The Cribs sul palco alle percussioni in una travologente jam session) da You Could Have It… E’ mancata Eleanor Put Your Boots On (per la quale eravamo pronti per un appassionato sing along) e ci domandiamo se per caso la relazione con la adorabile signorina Friedberger sia giunta al termine.
Ed i nuovi pezzi? Ne ho contati sei, e di tre sono abbastanza certo dell’identità, visto che sono anche quelli che più mi piacciono tra le novità: in primo luogo Katherine Kiss Me (che probabilmente verrà rinominata nel disco in Girls, You’ll Never Know), poi il secondo encore Turn It On, e quindi What She Came For. Le altre tre dovrebbero essere A New ThrillUlysses e Bite Hard, ma non ci metterei la mano sul fuoco. L’impressione è che il terzo album non si discosterà poi molto dal tradizionale suono FF, con più spazio al sintetizzatore rispetto agli episodi precedenti.
Esprimo parole di apprezzamento anche per i The Cribs, sebbene dal confronto escono inevitabilmente sovrastati, anche se una notevole attenuante è costituita dal loro setup audio, certamente deficitario. Il loro punk rock non mi ha mai del tutto conquistato in passato, non è tra i miei generi preferiti del resto, ma ciò non mi ha impedito di adottare alcuni loro brani per l’alta rotazione, come Hey Scenesters! (il miglior pezzo della loro esibizione di ieri sera), Mirror Kissers e Shoot The Poets (brano incluso nell’ultimo album Men's Needs, Women's Needs, Whatever – prodotto da Alex Kapranos e si sente…).


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mercoledì, 02 luglio 2008
Sunny Day Sets Fire

Sunny Day Sets Fire - Summer Palace

Summer Palace è uno dei più bei dischi indiepop che mi sia capitato di ascoltare quest’anno. E’ l’album d’esordio dei Sunny Day Sets Fire, un eterogeneo gruppo di base a Londra, cui il nostro paese ha l’onore di contribuire con ben due componenti, il frontman Mauro ed il polistrumentista Max. Completano la lineup del gruppo una ragazza di Hong Kong e due componenti anglosassoni, dal Regno Unito e dal Canada. Le origini della formazione sono da attribuire a Mauro ed Onyee (la componente femminile) che fecero conoscenza anni fa in quanto colleghi: erano entrambi maschere in un cinema di Chelsea; scoprirono di condividere i gusti musicali e si ritrovarono a comporre motivi pop durante le pause della loro attività. Da lì a costituire un duo il passo fu breve, e si aggiunsero strada facendo gli ulteriori elementi sino a plasmare la formazione odierna che propone, come da loro stesso definito, “un insieme di influenze ad ampio spettro che scorrono su di un piano di epico pop psichedelico”. I loro primi EP sono stati pubblicati nel 2006 (risale a quell’anno il brano più orecchiabile e radiofonico: Brainless), ma è con la pubblicazione di Summer Palace che i Sunny Day Sets Fire si aspettano di raggiungere un pubblico più vasto, ed io non posso che unirmi al coro di coloro che ascoltato l’album esclamano: “Grandiosi! Speriamo che in molti si accorgano di loro!”.

Brainless mp3

Smallest Heart On Earth mp3


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venerdì, 20 giugno 2008
Fear Of Music

Fear Of Music - Actor / Actress

“Quando sono arrivati i Radiohead, tutti dicevano che suonavano come i REM. E loro si scocciavano. Ed hanno dimostrato che non era così. Quando sono arrivati i Muse, tutti dicevano che suonavano come i Radiohead. E loro si seccavano. Ed hanno dimostrato che non era vero. Quando sono arrivati i Fear Of Music, tutti hanno detto che suonano come i Muse. Vedete come funziona? E la catena risale ai REM, ed a ritroso sino agli albori del rock’n’roll. [snip]
Con lo spirito dei The Smashing Pumpkins, lo strillo dei Placebo, la portata dei Muse (eh già) e la coscienza dei Manic Street Preachers, ma anche la grazia di Jeff Buckley e l’isteria dei Pixies, i Fear Of Music estraggono un suono vergine tutto loro”.

Questo scriveva un paio di mesi fa Alex Fordham della agenzia PR Scruffy Bird (che si occupa anche dei Foals, Young Knives, Feeder e Liam Finn tra gli altri), accompagnando la comunicazione con un paio di demo che lasciavano intravedere come, tra le iperboli di un abile consulente di pubbliche relazioni, risiedesse una certa dose di verità.
Sin da allora ho raccolto materiale a riguardo di questo nuovo gruppo di Manchester, ma soltanto la pubblicazione dell’album di esordio, Actor / Actress, consente di rimuovere le riserve del caso, facendo giungere alla considerazione che se i quattro giovani mancuniani probabilmente non raggiungeranno mai le vette delle icone a cui sono stati accostati, di sicuro si meritano un occhio di riguardo nell’ambito della moltitudine di gruppi che vengono sfornati settimanalmente oltremanica.

Ropes Out Of Sheets mp3


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lunedì, 16 giugno 2008
Sigur Rós

Sigur Ros - Med Sud I Eyrum Vid Spilum Endalaust

Pare evidente che Með suð í eyrum við spilum endalaust (con un brusio nelle orecchie suoniamo senza fine), il settimo album dei Sigur Rós in uscita tra pochi giorni, potrà essere annoverato tra le meraviglie musicali del 2008. Bastano pochi passaggi per rendersene conto, e se l’usuale maestria degli islandesi a ricamare atmosfere da brividi boreali non può certo essere considerata una sorpresa, arriva invece più inaspettata una certa vena effervescente che affiora in alcune tracce, come la seconda "Inní mér syngur vitleysingur" (dentro a me canta uno squilibrato), come se il fatto che per la prima volta un loro disco sia stato registrato e prodotto ben più a sud della loro isola natia (New York, Londra e addirittura L’Avana) avesse instillato in loro un po’ di calore. E da questo punto di vista l’immagine adottata per la copertina (tratta dal catalogo fotografico I Know Where the Summer Goes di Ryan McGinley) è perfettamente rappresentativa di questa nuova attitudine. "Ára bátur" (barca a remi) è un gioiello che sfiora i nove minuti, registrato in un'unica presa con un intera orchestra ed un coro di ragazzi londinesi, mentre la traccia conclusiva All Allright è la prima canzone dal testo esclusivamente in inglese proposta dal gruppo.

Inní mér syngur vitleysingur mp3


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venerdì, 13 giugno 2008
Deerhunter

Deerhunter - MicrocastleMi piace molto il nuovo disco dei Deerhunter, Microcastle, il terzo del gruppo shoegaze originario di Atlanta che verrà pubblicato dalla interessante etichetta Kranky nelle prossime settimane. Sono fino ad ora rimasto un po’ sconcertato dall’attitudine del segaligno frontman dei Deerhunter, Bradford Cox, e dalla sua abitudine di presentarsi sul palco con un vestito (nel senso di abito monopezzo magari anche un po’ vintage) da donna, per non parlare delle confidenze a riguardo delle proprie bizzarre abitudini sessuali che riserva al pubblico al termine dei concerti, ma questi fatti poco hanno a che fare con la musica, e se mi limito ad ascoltare le sue produzioni (assieme al resto della band ovviamente) non posso che professarmi grato per quanto offerto. Del resto la sua eccentricità gli ha già consentito di attirare l’attenzione del fashion business, promuovendolo al rango di testimonial del marchio Converse e del prodotto icona dell’indie, le Chuck Taylor, unitamente alla adorabile Eleanor Friedberger dei Fiery Furnaces (in passato anche con Prada) ed a Julian Casablancas dei The Strokes, per nominarne solo alcuni.
Microcastle pare piacere sia ai fedeli seguaci del gruppo sin dalle prime produzioni che a coloro che non avrebbero mai pensato di poterlo apprezzare. Forse la chiave risiede nel fatto che oltre al puro shoegaze stile My Bloody Valentine (da sempre segnalati come loro primaria influenza) in questo disco si fa largo anche un po’ di psych-pop, rendendolo più orecchiabile specie in alcune tracce.

Agoraphobia mp3


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giovedì, 12 giugno 2008
Crystal Antlers

Crystal Antlers - S/T EP

L’8.5 che ha attribuito loro Pitchfork non più tardi di ieri lo meritano tutto. Progressive, garage, psycheledic, ed accenni funk punk: difficilmente è possibile miscelare questi generi in maniera così sapiente, nella più totale spontaneità. Si spendono riferimenti ai The Mars Volta (facile, il produttore del loro EP eponimo di debutto è Isaiah “Ikey” Owens è il tastierista del gruppo sperimentale che è basato a Long Beach proprio come i Crystal Antlers) ed ai Les Savy Fav, con i quali posso concordare, aggiungendo che alcuni passaggi mi ricordano anche sfumature dei TV On The Radio, e non credo che la componente coloured che contraddistingue entrambe le band sia del tutto incidentale a tal riguardo.

A Thousand Eyes mp3

Owl mp3


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giovedì, 05 giugno 2008
The Fairline Parkway



A completampento del post precedente, questo è il video di Westward Bound, disegnato da Georgia Perris.


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lunedì, 19 maggio 2008
The Dandy Warhols

The Dandy Warhols - ...Earth To The Dandy Warhols...

Odditorium or Warlords of Mars, nel 2005, ha rappresentato una delle più grosse delusioni di questi ultimi anni. The Dandy Warhols erano stati inflazionati dagli spot e dalle varie colonne sonore, ma la speranza che potessero consegnarci qualche altro brano della godibilità di Godless, I Am Sound, You Were The Last High o We Used To Be Friends, giusto per evitare di menzionare quello che dopo il cinque milionesimo passaggio ci aveva vagamente stufato, era piuttosto giustificata; quel disco invece è risultato del tutto piatto e privo di qualsiasi attrattiva, totalmente inutile, in due parole. Ringrazio l’era del “preascolto” altrimenti avrei certamente buttato tre banconote azzurrine, vista la considerazione che riservavo al gruppo di Portland, strettamente imparentato con quei The Brian Jonestown Massacre con cui dividono l’esperienza di DiG! il film-documentario di culto (che hanno recentemente pubblicato My Bloody Underground – un’altra perla di psych rock aggiunta alla loro rilevante collezione), capace di produrre uno space rock alla portata di tutti, forse anche troppo. Dopo quel triste episodio non ero affatto certo che Courtney Taylor sarebbe stato in grado di riportare la propria band a livelli più consoni, non dico a quelli di Thirteen Tales from Urban Bohemia, ma almeno alla sufficienza.
Arriva invece oggi ...Earth To The Dandy Warhols... (titolo già utilizzato per un brano del rarissimo The Black Album) a dissipare il mio scetticismo. Un complicato meccanismo di sottoscrizione rende disponibile il download dell’album con ampio anticipo sulla data di pubblicazione, prevista per il prossimo autunno, altrimenti lo streaming è accessibile liberamente. Il disco impiega quattro tracce a carburare, e solamente la seconda metà consente di sciogliere le riserve. In particolare l’accoppiata Talk Radio / Love Song (che vanta la presenza di Mark Knoplfer) sembra riconsegnarci i migliori The Dandy Warhols, ma anche la ballata con venature western The Legend of The Last of the Outlaw Truckers AKA the Ballad Of Sherriff Shorty – che concorre al primato di titolo più lungo della storia – mentre i puristi dello space rock possono abbandonarsi alla suite finale di quasi un quarto d’ora Musee D'Nougat, una vera passeggiata spaziale.

Love Song mp3


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mercoledì, 14 maggio 2008
The Fairline Parkway

The Fairline Parkway - A Memory Of Open Space 

Per quest'anno non possiamo contare su un nuovo disco dei Wilco, è quindi necessario rivelgere altrove le proprie attenzioni per trovare un nuovo disco che proponga gli stessi suoni morbidi, capaci di cullarci nei pigri pomeriggi delle giornate estive. A Memory Of Open Space dei The Fairline Parkway è un disco che si candida autorevolmente a rivestire questo impegnativo ruolo, pur sapendo che i confronti con il genio di Jeff Tweedy possono risultare molto severi. Il gruppo, che ha ottenuto visibilità grazie all'apparizione al South By SouthWest,  ha sede a Washinghton DC, dove promuoverà a metà giugno il lancio del disco ad etichetta Kora Records (la stessa dei Gregor Samsa) insieme, guardacaso, ai Grand Archives.

The Fairline Parkway

Westward Bound mp3


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lunedì, 28 aprile 2008
Fleet Foxes

Fleet Foxes - S/T

Tre gruppi sino ad ora pressoché sconosciuti hanno saputo guadagnarsi una certa visibilità in questo scorcio d’annata nell’ambito del panorama indie più integralista. Sebbene dalle caratteristiche diverse, sono tutti accomunati dal fatto di avere pubblicato esordi a vario titolo tra il 2005 e 2006, salvo dovere attendere una necessaria maturazione per ottenere l’attenzione che certamente meritano: The Dodos (psych-folkrock da San Francisco); The Ruby Suns (world indiepop – alla Architecture In Helsinki per intenderci – dalla Nuova Zelanda) ed i Fleet Foxes da Seattle.
Proprio questi ultimi sono, alla luce degli ultimi risvolti, vedi apparizione del loro album di esordio – eponimo – che vedrà ufficialmente la luce ad inizio giugno attraverso Sub Pop / Bella Union, quelli che hanno saputo far breccia nelle mie orecchie. Il primo incontro con i Fleet Foxes, e il nome scelto dai cinque componenti del gruppo mi ha istintivamente suscitato simpatia, risale all’EP Sun Giant, pubblicato ad inizio 2008 che, contrariamente alle recenti abitudini discografiche, contiene brani che non si sovrappongono in alcun modo a quelli presenti nel disco full-lenght che lo segue di pochi mesi. Ma se l’EP non era stato in grado, da solo, di consentirmi di realizzare se le sonorità proposte dai Fleet Foxes mi piacessero davvero, ho trovato le risposte – affermative – che cercavo con l’ascolto dell’album.
Nella musica dei Fleet Foxes la voce è lo strumento primario, per loro stessa ammissione attingono da folk, musica corale, gospel, psichedelica barocca (!), musica tradizionale dall’Irlanda al Giappone, ed infine musica contemporanea della costa occidentale, in particolare dei gruppi amici dell’area di Seattle. Quest’ultimo riferimento mi pare particolarmente significativo, in quanto il modo di cantare del vocalist dei Fleet Foxes mi ricorda in diverse occasioni il miglior Ben Bridwell dei Band Of Horses, anche se il risultato finale si differenzia nelle atmosfere, più folk, più corali e con un costante effetto riverbero, che è valso loro anche qualche critica in quanto molto vicino allo stile My Morning Jacket (il cui ultimo album Evil Urges è davvero incantevole).

Ragged Wood mp3

Blue Ridge Mountains mp3


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sabato, 05 aprile 2008
dEUS

dEUS - Vantage Point

Il singolo The Architect è già apparso da diverse settimane, reso disponibile per il libero ascolto anche su last.fm, ed ha contribuito a seminare un po’ di terrore tra le fila degli appassionati dei dEUS. Non che sia una brutta canzone, per carità, ma è piuttosto poco rappresentativa delle qualità di Tom Barman e compagni, forse anche tendente al commerciale, e questo non poteva che suscitare qualche legittima perplessità. Era quindi arrivato anche il secondo brano, nonché video, Slow, ma da solo non era bastato a fornire indicazioni rassicuranti a riguardo dello stato di salute del quintetto belga, a mio avviso la migliore band contemporanea dell’Europa continentale.
Fortunatamente l’ascolto dell’intero Vantage Point, album in uscita in questo mese, riesce a spazzare via tutte le perplessità e le apprensioni che hanno accompagnato la sua attesa. E lo fa anche in modo del tutto inequivocabile: è un gran disco e non si limita ad essere un’estensione dello splendido Pocket Revolution. I dEUS non ritrattano il suono che ha contraddistinto i loro esordi, casomai lo rivisitano, aggiungendovi nuovi slanci sino a consegnare una varietà di brani, dieci per quarantasei minuti e mezzo, sempre diversi nei tempi e nelle atmosfere, a dimostrazione di una versatilità ammirabile e di una decisa consapevolezza dei propri mezzi. Ottima l’opportunità di poter constatare se queste impressioni si riveleranno fondate in occasione della prossima data dell’8 maggio, a Milano ai Magazzini Generali, luogo che – nonostante la sua atipicità – mi ha già regalato serate indimenticabili.

Oh Your God mp3

Popular Culture mp3

Edit del 14 maggio:
La plausibile scaletta del concerto è la seguente. La difficoltà nel ricordare l'esatta sequenza è da addebitare alla fase in cui si sono susseguiti ininterrottamente brani di Vantage Point, che talvolta non differiscono neanche molto tra loro. Tom Barman prevedibilmente immenso, assegno pertanto la nota di merito a Mauro Antonio Pawlowski ed alla sua allure.

When She Comes Down
Sun Ra da Poket Revolution
Instant Street da The Ideal Crash
Fell Off The Floor, Man da In A Bar Under The Sea
Slow
Theme From Turnpike da In A Bar Under The Sea
Favourite Game
Smokers Reflect
The Vanishing Of Maria Schneider
The Architect
Is A Robot
Bad Timing da Poket Revolution
---
What We Talk About da Poket Revolution
For The Roses da In A Bar Under The Sea
Oh Your God
Suds & Soda da Worst Case Scenario


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mercoledì, 19 marzo 2008
Death Cab For Cutie

Death Cab For Cutie - I Will Possess Your Heart

Narrow Stairs è il titolo del nuovo album dei Death Cab For Cutie in uscita a maggio. E’ stato annunciato dalla band come “più rumoroso, più dissonante e… abrasivo”, dato che Gibbard, Walla e compagni non si sentono in obbligo di dover dimostrare ancora qualcosa e quindi si sono sentiti liberi di fare un album con il suono che più preferiscono. Le premesse sono indubbiamente interessanti, forse potranno deludere i fan dei DCFC vecchio stile, ma il primo singolo conferma che non è proprio il caso di aspettarsi un nuovo Transatlanticism. I Will Possess You Heart è costituita da un intro strumentale di ben quattro minuti, un giro di basso su cui si inseriscono chitarre riverberate, sporadiche tastiere ed infine la batteria, con una struttura di circa trenta secondi che sembra ripetersi in loop sino all’arrivo dell’inconfondibile voce di Gibbard. Ricorda per certi aspetti alcuni pezzi dei The Secret Machines, e questo per me non è affatto un male. Di certo preferisco questa evoluzione piuttosto che un altro Plans. Ed una copertina così non poteva mancare in questo spazio azzurrognolo

I Will Possess Your Heart (Album Version) mp3


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31 Inspirational Tracks

  • Modest Mouse - Satellite Skin
  • Dinosaur Jr. - Pieces
  • Kasabian - Underdog
  • Wilco - I'll Fight
  • Eels - That Look You Gave That Guy
  • Manic Street Preachers - All Is Vanity
  • Doves - The Kingdom Of Rust
  • ...And You Will Know Us By The Trail Of Death - Insatiable One
  • The Decemberists - The Hazards Of Love 1 (The Prettiest Whistles Won't Wrestle The Thistles Undone)
  • Gomez - Airstream Driver
  • The Veils - Sit Down By The Fire
  • Iran - I Can See The Future
  • Ben Folds - Cologne
  • The National - So Far Around The Bend
  • Franz Ferdinand - What She Came For
  • White Lies - From The Stars
  • The Temper Trap -Sweet Disposition
  • Animal Collective - In The Flowers
  • Starsailor - Boy In Waiting
  • Stereophonics - You're My Star
  • The Dears - Disclaimer
  • Oasis - Falling Down
  • Brightblack Morning Light - Gathered Years
  • TV On The Radio - Dancing Choose
  • Kings Of Leon - Crawl
  • Windsor For The Derby - Maladies
  • Fear Of Music - Ropes Out Of Sheets
  • My Morning Jacket - Look At You
  • Electric President - It's An Ugly Life
  • dEUS - Popular Culture
  • Spiritualized - Soul On Fire

Tangerine Chart


Overall


Weekly

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