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lunedì, 28 novembre 2005
Pilotdrift

Pilotdrift - Water Sphere

Quintetto di Texarkana, paese nell’angolo nord-est del Texas, talmente ad est che per metà è situato in Arkansas (da questa singolare dislocazione l’altrettanto peculiare nome della cittadina). Sono in cinque ma suonano come se fossero venticinque un progressive rock sperimentale venato di una miriade di influenze. Si erano autoprodotti un esordio Iter Facere ed avevano iniziato a calcare i palchi del sud, dove hanno avuto modo di entrare in contatto con Tim DeLaughter (leader dei Polyphonic Spree – lo stravagante assembramento di una ventina di elementi che offre pop sinfonico) il quale aveva appena fondato una nuova etichetta, la Good Records, che prontamente ha messo i Texani sotto contratto, fornendo loro i mezzo per un vero debutto su scala più ampia: Water Sphere, pubblicato lo scorso settembre.
Il frontman dei Pilotdrift definisce così il loro album: "Water Sphere is like a little movie rental store, you have your drama, sci-fi, thriller, fantasy, romance, historical documentary -- whatever it takes to help you escape the daily grind." Ed è proprio così: la musica dei Pilotdrift sembra essere generata da un frullatore alimentato da una varietà incredibile di stili, di gruppi (tutti rigorosamente d’eccezione – dagli Elbow ai Mercury Rev, dai Mars Volta agli Eels, da Wainwright ai Flaming Lips per arrivare ai Muse ma l’elenco sarebbe molto più lungo), il tutto non solo e non tanto da un pezzo all’altro, ma soprattutto all’interno dei singoli brani. Non ci sono mezze misure: una volta digerito questo disco finirà tra le stronzate più smisurate oppure si ergerà al rango di piccolo capolavoro. Per ora sarei propenso a scommettere sulla seconda ipotesi.

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So Long
Caught In My Trap
Elephant Island


Monterey typed at 23:59 | home | link | artrock |
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sabato, 19 novembre 2005
Magnet

Magnet - The Tourniquet

Ho incontrato Magnet con Lay Lady Lay, la cover della celebre canzone di Bob Dylan, splendidamente interpretata in un duetto con la (notevole – hem – topa) cantante irlandese Gemma Hayes. Questo è il relativo video (nel quale Gemma viene però purtroppo sostituita da una modella). Contravvenendo alla mia generale avversione alle cover, Lay Lady Lay ha fatto breccia nel mio costituente romantico (che a quanto pare ultimamente ha preso il sopravvento) e rimane costantemente in circolazione nei lettori.
Colpevolmente ho mancato l’uscita di The Tourniquet, secondo album di Even Johansen – che ha scelto appunto Magnet come pseudonimo – pubblicato a fine agosto nel Regno Unito, e solo ora vi pongo rimedio.
Evidentemente a Bergen, città norvegese dove è nato e vive Johansen, deve esserci qualche particolare congiunzione astrale che favorisce lo sviluppo di grandi talenti indiepop, basti pensare all’altro piccolo genio di Sondre Lerche. Magnet mi piace altrettanto, sia per la voce morbida ed avvolgente, sia per il modo di scrivere tradizionalmente melanconico che per le sonorità che si uniformano ad un genere – quello artificiosamente definito antemico con un neologismo musicale mutuato dall’inglese – da sempre apprezzato. Se l’esordio del 2003, On Your Side, che conteneva appunto Lay Lady Lay, era una ragguardevole promessa, The Tourniquet è una clamorosa conferma.

Duracellia wma


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domenica, 13 novembre 2005
Metric

Metric - Live It Out

Di primo acchito ho pensato di trovarmi di fronte ad una reincarnazione dei Garbage, impressione che trovava conferme dal sito dei Metric, nel quale campeggiano in bella evidenza un paio di gambe sinuose inguainate in calze a rete, noto marchio di fabbrica di Shirley Manson. In effetti la voce di Emily Haines non è molto dissimile, e qualcuno la paragona anche a quella di Karen O degli Yeah Yeah Yeahs (non trovandomi molto d'accordo). In realtà il riferimento ai Garbage è riduttivo, perchè Emily ed un altro componente della band - James Shaw - fanno parte del collettivo Broken Social Scene, e questa premiante esperienza si riflette nella profondità del disco. Ancora Toronto quindi, anche se partendo da New York. Live It Out, pubblicato in ottobre in nordamerica e disponibile solo d'importazione, è il secondo album dopo Old World Underground, Where Are You Now uscito nel 2003.

Monster Hospital | Video | mp3 |


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31 Inspirational Tracks

  • Fear Of Music - Ropes Out Of Sheets
  • The Dodos - Fools
  • My Morning Jacket - Evil Urges
  • Fleet Foxes - Ragged Wood
  • Electric President - It's An Ugly Life
  • dEUS - Popular Culture
  • The Brian Jonestown Massacre - Darkwave Driver / Big Drill Car
  • Tapes 'N Tapes - Hang Them All
  • Spiritualized - Soul On Fire
  • Elbow - Weather To Fly
  • Supergrass - Butterfly
  • We Are Scientists - After Hours
  • The Helio Sequence - The Captive Mind
  • The Envy Corps - Wires & Wool
  • Radar Bros. - When Cold Air Goes To Sleep
  • I Am Kloot - One Man Brawl
  • The Mountain Goats - In The Craters On The Moon
  • Yesan Damen - Whoa!
  • Grand Archives - Southern Glass House
  • Nada Surf - Weightless
  • Devastations - An Avalanche Of Stars
  • Tiny Dancers - Deep Waters
  • The Weakerthans - Civil Twilight
  • Yeasayers - Sunrise
  • Steel Train - Firecracker
  • Gomez - Moon And Sun
  • British Sea Power - No Lucifer
  • Band Of Horses - Cigarettes, Wedding Bands
  • Matt Pond PA - Last Light
  • Les Savy Fav - Pots&Pans
  • Polytechnic - Running Out Of Ideas

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