"Life is hard
and so am I."
- Mark Oliver Everett -
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Mi sono sbagliato. Un po’ perché il singolo Nature’s Law non mi è affatto piaciuto (e continua a non entusiasmarmi tuttora) un po’ perché ero prevenuto nei confronti degli Embrace, che hanno offerto produzioni oggettivamente imbarazzanti ai loro esordi. A dire il vero già Out Of Nothing, il loro album uscito nel 2005, aveva inviato segnali di crescita del gruppo del West Yorkshire, ma – si sa – è difficile togliersi le etichette che vengono, spesso frettolosamente, affibbiate. Nei primissimi ascolti di This New Day i miei pregiudizi me lo avevano fatto apparire poco interessante, tanto che – nell’abbondanza di nuove produzioni che caratterizza questo 2006 – lo avevo frettolosamente accantonato. Quasi casualmente si è ripresentato, a distanza di una decina di giorni, nella rotazione degli ascolti, ed ecco che a poco a poco cresce la convinzione che questo disco, il quinto, contenga invece degli spunti significativi, come il brano di apertura No Use Crying, e tutta la seconda parte del disco (quasi fosse il lato B), introdotta da Exploding Machines e contraddistinta da quello che viene definito come rock anthemico. Ed effettivamente, man mano che le dieci tracce aggiungono passaggi, emerge la conferma che se avessi messo nel dimenticatoio questo disco brit-molto-pop avrei perseverato nell’errore.
No Use Crying mp3
Exploding Machines mp3

Mi aspettavo molto dal nuovo album degli Snow Patrol, e un po’ di preoccupazione che queste aspettative non fossero soddisfatte ce l’avevo. Preoccupazioni che si sono rivelate infondate perché, se possibile, queste attese sono state persino eccedute. Il precedente Final Straw è stato uno degli album che ho ascoltato di più all’inizio del 2004 (e non di rado qualche sua traccia ricorre ancora oggi), ma sono certo che questo Eyes Open non farà un numero di passaggi inferiore.
La musica degli Snow Patrol, quartetto nordirlandese trapiantato in Scozia, è facile da ascoltare, perché combina sapientemente alternative e pop, voce calda e melodiosa di Gary Lightbody e un guitar rock pulito, ingredienti che sono valsi quattro dischi di platino per l’ultimo episodio. Eyes Open non si discosta da questa struttura, ma ha il pregio di offrire due o tre tracce che propongono anche situazioni alternative, su tutte il duetto con la bravissima cantautrice canadese Martha Wainwright in Set The Fire To The Third Bar.
Il primo singolo è You’re All I Have, e probabilmente i prossimi saranno Open Your Eyes e Chasing Cars. Il Boss propone un’ottima selezione qui.
Open Your Eyes mp3
You're All I Have video
Syriana ha contribuito a colmare una mia lacuna: il terzo album dei The National, Cherry Tree del 2004, che ha preceduto lo stupendo Alligator dell'anno scorso. Nella pellicola è presente infatti:
Wasp Nest mp3
ovvero la bella traccia di apertura di quell'album.
Sempre il Moz, due B-sides di You Have Killed Me che avrebbero davvero meritato di essere incluse nell'album Ringleader Of The Tormentors:
Human Being mp3
I Knew I Was Next mp3

Di solito sono io che vado in cerca della musica che ascolterò; stranamente, questa volta, è stata lei a venire a cercare me. Ed ho impiegato davvero pochi minuti a capire che non c’era proprio motivo di opporsi a questa inaspettata - e a conti fatti graditissima - svolta. Gli Eagle*Seagull sono un gruppo di Lincoln, la capitale del Nebraska, lo stato nel cuore degli Stati Uniti e dei Great Plains, ovvero gli orizzonti verdi e blu a perdita d’occhio. Sette sono i componenti che ne fanno parte, guidati dal frontman Eli Mardock, che scrive – quasi sempre da solo – i pezzi che costituiscono il loro repertorio. Repertorio che si è condensato nello scorso ottobre nel primo album eponimo, pubblicato da una nuova promettente etichetta indipendente di Nashville, la Paper Garden, composta da appassionati che hanno potuto maturare esperienze presso Sub Pop e Saddle Creek.
Definire in dettagli il tipo di musica che il gruppo consegna è un impresa piuttosto ardua, dato che gli influssi sono numerosi e trasversali. Mi verrebbe da dire che sembra un incontro tra la recente corrente canadese (Arcade Fire soprattutto) e quella del più affinato pop-rock neworkese (Blonde Redhead) con Eli Mardock che canta spesso come Robert Smith dei Cure, talvolta invece come il conterraneo Conor Oberst. Probabilmente risulta difficile immaginare questo patchwork, e sicuramente è più semplice riferirsi ai due brani che la casa discografica mette a disposizione per farsi un idea più precisa. Credo che siano anche le tracce che maggiormente spiccano nell’esordio degli Eagle*Seagull. Photograph rappresenta il primo singolo, mentre Your Beauty Is A Knife I Turn On My Throath credo che possa essere il brano a presa rapida che li faccia distinguere dalla moltitudine di gruppi che, pur suonando egregiamente, non riescono a proporre qualcosa di distintivo, caratterizzante. Man mano che si procede con gli ascolti, cresce l’apprezzamento anche per pezzi più riflessivi e lenti come Lock And Key ed Holy, ma in generale quello che emerge è la cura nei dettagli grazie ad una produzione precisa, che riesce a valorizzare i molti suoni che compongono i pezzi degli E*S.
Photograph mp3
Your Beauty Is A Knife I Turn On My Throat mp3

Esplosivo e bellissimo. Ma esplosivo non tanto per merito degli effetti speciali, quanto nelle idee. Essenzialmente le idee di Alan Moore, il creatore di V, che pure ha disconosciuto questa pellicola come esaurientemente spiega Salvatore in questo post. Viverlo attarverso le emozioni di chi ti sta a fianco, che non ha idea dello svolgimento della trama, registrando le variazioni delle sue pulsazioni, i suoi sussulti, le sue contrazioni, e qualche sospiro sospetto. Rinnovare l'ammirazione per Stephen Rea, nata con la visione de La Moglie del Soldato, e da allora purtoppo confinato in pellicole di secondo livello, a parte una piccola parte in Fever Pitch (Febbre a 90). Un paio di brani dalla OST, che non comprente Street Fighting Man degli Stones che pure accompagna adeguatamente i titoli di coda:
Cat Power - I Found A Reason mp3
Cover della canzone scritta da Lou Reed - Velvet Underground inclusa in Loaded (1970)
Dario Marianelli - Knives And Bullets (And Cannons Too) mp3
Original score della scena finale

Futures è il singolo che anticipa il terzo album dei Zero 7 in uscita tra poco: Garden. Potevano, insieme, Zero 7 e José González proporre un pezzo che non fosse quantomeno interessante?
Futures mp3

Confesso che gli Elf Power non sono stati tra i gruppi che ho seguito con maggior attenzione, anche se l’area musicale in cui si sono mossi, indie lo-fi, era una di quelle che pure aveva riservato titoli e formazioni di tutto rispetto (i Neutral Milk Hotel su tutti che insieme a Elf Power, Apples In Stereo ed altri hanno costituito il collettivo Elephant 6). Non è che mi aspettassi quindi tantissimo dal loro nuovo album Back To The Web, un po’ anche in seguito all’appagamento dei grandissimi album usciti recentemente. Mi sono invece dovuto ricredere, ascoltando dodici tracce condensate in 35 minuti che hanno saputo creare un ambientazione piuttosto elfica, quasi runica, molto più folk (in particolare dalla connotazione vagamente esteuropea e talvolta persino mediorientale) che nelle pubblicazioni passate, con abbondante ricorso a chitarra acustica a 12 corde, violino e fisarmonica. Riesce facile immaginare Andrew Rieger e compagni ritirati nel loro eremo di Orange Twin, nei pressi di Athens in Georgia, una tenuta a basso impatto ambientale, che si autosostenta con le risorse naturali offerte dai 30.000 metri quadrati a disposizione e che costituisce anche una riserva naturale, impegnati a tracciare le linee guida di Back To The Web. Potere dell’elfo.
Come Lie Down With Me (And Sing My Song) mp3
Peel Back The Moon, Beware mp3

Le B-sides dei Doves sono sempre una garanzia, non a caso Lost Sides del 2003 è in assoluto una delle migliori raccolte di brani che non hanno trovato spazio sugli album ufficiali. E’ uscita una nuova versione DVD del singolo Black And White Town, che contiene anche Eleven Miles Out, proposta l’anno scorso in un 7”. E’ una gran bella traccia, nel perfetto stile Doves, ed è un peccato che rimanga emarginata nel limbo delle rarità. Tra l’altro a breve verrà rilasciato un EP live contenente 5 pezzi che sarà disponibile solo a mezzo download.
Eleven Miles Out mp3
Edit: 15 marzo 2006
Ivan giustamente segnala che uno dei migliori pezzi di sempre dei Doves compare solo su un bonus cd di The Last Broadcast (uno di quei dischi che non deve assolutamente mancare nella collezione). Impossibile rimanere insensibili:
Far From Grace mp3
Qual è il mio video musicale preferito di sempre? Coffee And Tv dei Blur. Da quando l’ho visto, con il cartone-di-latte-animato che partiva alla ricerca del nerd scomparso Graham Coxon, ho sempre desiderato di poter assistere ad una pellicola diretta dallo stesso regista inglese, Garth Jennings, autore di svariati clip di livello elevatissimo da Beck (Lost Cause e recentemente Hell Yes), a Badly Drawn Boy (Disillusioned e Spitting In The Wind), passando per Supergrass (Low C, Keep On Moving e Pumpimg On Your Stereo), Pulp ed Eels (Last Stop This Town e Cancer For The Cure), nonché la bellissima rappresentazione della teoria dell’evoluzione in Right Here Right Now di Fatboy Slim.
Ebbene sono stato accontentato quando, dopo una serie di vicissitudini, a Jennings è stato assegnato il compito di dirigere Guida Galattica per Autostoppisti (Hitchhikers Guide to the Galaxy il titolo originale) tratto dall’omonimo libro di Douglas Adams. La Guida Galattica è apparsa brevemente nelle sale italiane a partire da metà agosto 2005, e non sono riuscito quindi ad approfittare di una visione appropriata, dovendo ripiegare sul surrogato digitale, giunto soltanto da poco nella versione localizzata.
Improbabile, il film è altamente improbabile, come era lecito aspettarsi e come dell’improbabilità la sceneggiatura ne ha fatto manifesto, integrandola persino come legge fisica che regola l’universo. Ma non per questo meno godibile. E’ necessario un approccio molto tollerante e piuttosto fantasioso, un po’ come per Big Fish (anche se consegna molto meno poesia del capolavoro di Tim Burton), considerandolo come una sorta di estensione proprio del video di Coffee and TV. Per niente banale invece il messaggio di fondo, riguardante la ricerca delle risposte alle più grandi domande che l’intera popolazione dell’universo si pone a riguardo del senso della vita, con un riferimento trasversale a riguardo dell’amore, purtroppo tradotto non del tutto fedelmente in italiano. Ne consiglio la visione a coloro che sono in grado di passare indenni attraverso gli inevitabili risvolti ingenui e che sono predisposti – sapendolo in anticipo – ad una visione accondiscendente nei confronti dell’improbabilità. Nominato comunque quale “Miglior Commedia” e “Miglior Film Britannico” agli Empire Awards 2006.
Blur - Coffee and TV video
Eels - Last Stop This Town video
Badly Drawn Boy - Spitting In The Wind video

Dopo l’anticipazione, diversi fake e tracce rippate da streaming online, è finalmente arrivata la versione definitiva di Ringleader Of The Tormentors, che consegna esattamente quello che ci si poteva aspettare, non una nota di più, non una parola di meno.
Gli altri due brani che mi coinvolgono di più, oltre alla traccia di apertura già proposta, sono You Have Killed Me a I’ll Never Be Anybody’s Hero Now.
E proprio You Have Killed Me, il cui testo e traduzione sono disponibili qui, arriva come una stoccata. L’ambientazione è decisamente italiana, con i riferimenti a Pasolini, Visconti ed Anna Magnani. Ma non solo, è proprio il passaggio che cita “Piazza Cavour, what’s my life for?” che mi lascia senza parole. Era poche ore prima di ascoltare questa canzone quando, scrivendo ad un’amica, avevo aspirato (io grigio mediolanense) ad un giorno di evasione al sole di una piazza romana, immaginando proprio quella con la statua del miglior statista che il nostro paese abbia mai avuto. D’accordo, sono semplici coincidenze, ma dato che sono probabilmente facilmente suggestionabile, non passano del tutto inosservate.
Comunque la passione per l’Italia e Roma in particolare (e credo anche per gli anni sessanta) lascia tracce anche in Dear God Please Help Me (“I am walking through Rome”) e nel video del singolo, che viene introdotto con la presentazione in italiano.
You Have Killed Me mp3
I’ll Never Be Anybody’s Hero Now mp3
You Have Killed Me video

Miglior disco dell’anno sinora. E dato che sono comparse gemme come quelle dei Grandaddy, Flaming Lips, Calexico e altri debutti eccellenti, il giudizio dice tutto. Ovviamente l’impressione è sempre soggettiva, e io tendo a dire “Gomez!” come prima risposta quando mi viene chiesto qual è il mio gruppo preferito (rimanendo troppo spesso deluso del fatto che l’interlocutore non li conosce).
How We Operate è il settimo disco del quintetto di Southport (nord-ovest dell'Inghilterra), il quinto concepito espressamente in studio per la pubblicazione (oltre ad Abandoned Shopping Trolley Hotline – il titolo più difficile da ricordare ma sicuramente molto originale – che è una raccolta di inediti, b-sides, registrazioni radio e versioni alternative nonchè Out West che è il live dell’anno scorso). Ma questo è il primo album del gruppo che viene pre-prodotto, oltretutto con la collaborazione di un grande come Gil Norton (Pixies…) e ciò si traduce in una eccellente impostazione dei brani che risultano quindi puliti, cristallini, senza perdere nessuna delle caratteristiche che hanno reso unici i Gomez nel panorama del rock britannico: poliedricità (tre voci), melodie corpose, testi poetici e nel contempo narrativi, il tutto con un retrogusto vagamente blues.
How We Operate è nettamente più accattivante di Split The Difference, il precedente, e contende a Liquid Skin e l’esordio Bring It On il titolo di migliore assoluto, come i componenti del gruppo sostengono.
L’uscita ufficiale è prevista per l’inizio di maggio, mentre mi auguro che in autunno includeranno anche l’Italia (come è probabile) nel loro tour europeo. Voglio rivivere una serata come quella di due anni fa al Rainbow, possibilmente con gli stessi compagni di ventura.
Scegliere solo tre tracce (su dodici) è già un impresa molto ardua…
How We Operate mp3
Charley Patton Songs mp3
Cry On Demand mp3
Gomez blog

Ne aveva parlato la nostra inviata a Londra, in occasione di un Tiscali showchase insieme ai The Brakes ed agli Eye. Da allora erano rimasti nella lista dei gruppi da tenere sott’occhio. Ed adesso, in occasione del loro esordio Experiments In Living, possono passare a pieno titolo nel novero delle band di cui – probabilmente – conserverò la discografia completa.
Il gruppo è di Leeds ed è composto da 5 componenti piuttosto rodati, nel senso che suonano insieme dal 1999, e già nel 2003 avevano pubblicato il singolo The First Word Is The Hardest, che verrà ripubblicato, sempre come singolo, in occasione dell’uscita dell’album. Le loro influenze più recenti riconducono ad Elbow e Tindersticks e Damien Rice, mentre hanno avuto modo di esibirsi insieme a Snow Patrol, The Coral e And You Will Know Us By The Trail Of Dead.
Experiments In Living mi fa pensare ad un “Parachutes sei anni dopo” se non propriamente nelle sonorità, certamente per l’effetto che ha prodotto dal punto di vista emotivo, sollecitando gli stessi sensibili ricettori di inguaribile romantico.
Sarà che l’argomento che costituisce il filo conduttore di questo album, l’apparentemente inspiegabile consonanza che si può instaurare tra persone che si conoscono appena e che in realtà sono molto più vicine di quanto possano immaginare e di quanto vogliano ammettere a loro stesse, è per me particolarmente significativo in questo periodo, ma ritengo che i testi del frontman Simon Wainwright (nomen omen) siano il fulcro della musica dei Four Day Hombre, attorno ai quali la band costruisce un tessuto di suoni morbidi e armoniosi.
Loro dicono che la prima parola è la più difficile. A mio avviso è invece l’ultima quella più ostica…
The First Word Is The Hardest mp3
1000 Bulbs mp3
The First Word Is The Hardest video
Monterey in dEUS
Monterey in Scattered Notes #6
Monterey in Fleet Foxes
Medicineman in dEUS
utente anonimo in Fleet Foxes
j4son in Scattered Notes #6
utente anonimo in Fleet Foxes
Monterey in Elbow
Monterey in dEUS
utente anonimo in dEUS
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