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lunedì, 29 maggio 2006
We Are The Fury

We Are The Fury - Infinite Jest

Infinite Jest. Questo titolo di un EP, il primo dei We Are The Fury, mi ha immediatamente catturato l'attenzione dato l'evidente riferimento al titolo del libro-icona di David Foster Wallace. E se non fosse bastato, l'assonanza del nome del gruppo - quintetto stiloso di Toledo nell'Ohio - a quello dei We Are Scientist sarebbe stato uno stimolo sufficiente per indurmi ad esplorare questo disco.
Un po' di musica più movimentata dopo un'indigestione di indie piuttosto soffuso, alla Band Of Horses e Mazarin, che almeno nella traccia di riferimento Better Off This Way trova spunti interessanti,  abbastanza per inserire i We Are The Fury nella watchlist.

Better Off This Way mp3


Monterey typed at 22:56 | home | link | newrock |
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giovedì, 25 maggio 2006
Belle & Sebastian @ Rolling Stone - Milano

Mi aspettavo un grande concerto e di grande concerto si è trattato. Tecnicamente. Perché non c’è nulla da obiettare alla performance degli 8 componenti che sono saliti sul palco, così come alla verve comunicativa di Stuart Murdoch, il più-che-frontman del gruppo, che si è addirittura prodigato per trovare una improvvisata interprete pur di comunicare meglio col pubblico (peccato che l’effetto ottenuto sia stato quello contrario, ma è l’intenzione che conta). Eppure… Eppure non ho provato alcun brivido, nessun sussulto e, pur avendo apprezzato la generosa esibizione, ciò che mi ha procurato le sensazioni più positive è stato l’aver ritrovato tante conoscenze di blog, alcune delle quali non incrociavo da quasi un anno e mezzo, ovvero il concerto dei Kasabian del gennaio 2005 (quello sì mi aveva elettrizzato). Un distinguo è necessario: sicuramente il genere musicale dei Belle & Sebastian non è forse il più congruente ai miei gusti personali, essendo il twee pop ai confini delle mie preferenze, e quindi il mio è un giudizio del tutto parziale, tanto è vero che ho letto nei volti di chi è decisamente più estimatore di questo gruppo la totale soddisfazione, sottolineata da apprezzamento per il costante miglioramento della resa live della migliore band della storia scozzese (investitura ufficiale arrivata l’anno scorso) nel corso degli anni.
Per quanto mi riguarda i passaggi che hanno stimolato la produzione di endorfina sono stati il secondo ed il terzo brano dell’esibizione, entrambi tratti dall’ultimo album The Life Pursuit, Another Sunny Day e Funny Little Frog, quindi l’apice del set con la antesignana If You’re Feeling Sinister (in una splendida versione con due chitarre acustiche + violino e violoncello), passando per White Collar Boy e For The Price Of A Cup Of Tea, sempre dall’ultimo LP, sino alla conclusiva e fuori scaletta The Boy With The Arab Strap.
Qualcuno ricorda con piacere anche Song For Sunshine, se non altro perché le molecole di tetracannabinolo disperse nell’aria del Rolling Stone (o almeno nella zona dove eravamo noi) raggiungevano il loro picco durante quella esecuzione, peraltro appropriata.
E se devo recriminare per un pezzo che mi è mancato, lo faccio per If She Wants Me, quello che preferisco in assoluto nel loro repertorio.


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martedì, 23 maggio 2006
Silversun Pickups

Silversun Pickups - Carnavas

Bellino davvero questo disco dei Silversun Pickups. Carnavas è il primo LP, dopo che l’anno scorso avevano pubblicato un EP in cui spiccava Kissing Families, una canzone che lasciava intravedere le discrete potenzialità di questo quartetto di Los Angeles che appartiene al collettivo The Ship di cui fa parte un altro gruppo interessante che ha proposto recentemente l’esordio: gli Irving.
Le chitarre distorte che si innestano su melodie a volte delicate a volte ipnotiche sono la caratteristica dei Silversun Pickups, che vantano una bassista – Nikki – che è la perfetta replica di una mia amica di lunghissima data, non solo nella impressionante somiglianza fisica (rapportandole alla stessa età), ma anche nei dettagli come la passione per le Chuck Taylor bordeaux e gli shorts, nonché il medesimo strumento musicale.
Il disco prende quota nella seconda metà, ad iniziare da Lazy Eye (che presumo sarà il singolo – l’album esce in luglio), e quindi Rusted Wheel ed anche Three Seed, brani i cui testi sono meno urlati e nei quali la struttura musicale appare più curata.

Lazy Eye mp3
Rusted Wheel mp3

Kissing Families video


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venerdì, 19 maggio 2006
Guster

Guster - Ganging Up On The Sun

Ho sempre guardato ai Guster con un po’ di sospetto. Non riuscivo a capire se questo gruppo mi piacesse oppure no, così a cavallo com’era tra il pop che strizza l’occhio al mainstream e il rock vagamente indie. E si che, essendo bostoniani, partivano con un discreto vantaggio derivante dalla mia passione per tutto ciò che ha a che fare con la città del Garden, l’epico palazzetto dei Celtics, quello con il parquet a quadri calpestato per tante volte da Larry Bird e Kevin McHale, gli idoli sportivi della mia adolescenza. Ma Keep It Together, il loro album di maggior successo, risalente al 2003, era appunto un ibrido che non consentiva di sciogliere le riserve.
Oggi, a distanza di tre anni, i Guster danno seguito a quell’album con Ganging Up On The Sun, loro quinto titolo. Nel frattempo il terzetto ha aggiunto un elemento polistrumentista, e questo credo risulti essere un elemento determinante per il perfezionamento del suono, fornendo probabilmente anche un contributo creativo che spinge il gruppo verso una collocazione meno scontata. Il singolo One Man Wrecking Machine è già in circolazione da un po’ ma non ritengo che sia la traccia che meglio rappresenta questa crescita. Sono invece le prime due tracce che mi spingono a mettere da parte la diffidenza: Lightning Rod e Satellite, ma anche New Underground e Ruby Falls. Certo, niente di sconvolgente, ma un discreto insieme di brani melodiosi ed orecchiabili, capaci di appagare la sempiterna ricerca di nuova musica indiepop da sgranocchiare.

Satellite mp3
Ruby Falls mp3

One Man Wrecking Machine video


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mercoledì, 10 maggio 2006
The Walkmen

The Walkmen - A Hundred Miles Off

Può una sola canzone cambiare l’intero giudizio di un album? Per me sì, almeno questo è successo con Another One Goes By, dodicesima ed ultima traccia di A Hundred Miles Off, il terzo disco full lenght dei The Walkmen. Il solito inciso a riguardo dei loro percorsi si richiama in particolare a Bows + Arrows il loro precedente che risale al 2004, che mi aveva regalato un paio di pezzi che non ho mai smesso di adorare nonostante l’evidente abuso sonoro di cui erano oggetto: Little House Of Savages e What’s In It For Me. Logica quanto prevedibile quindi la aspettativa per questa nuova produzione del quintetto di stanza newyorkese ma dal cuore proveniente – cosa abbastanza rara tra gli autori del nostro genere – dal Disctrict of Columbia, ovvero quel quadrato appoggiato sul fiume Potomac che il primo presidente ha stabilito diventasse la nuova capitale, il cui motto, Justia Omnibus, dovrebbe essere tenuto in maggiore considerazione da tutti, ma soprattutto da chi lì vi è insediato. Il mio primo ascolto, invece, sembrava volgere al peggio. Non esageratamente, ma a parte il piacere di ascoltare una voce, quella di Hamilton Leithauser che è entrata nel novero delle favorite, ed il sapiente organo di Walter Martin, i brani si susseguivano nella convinzione che, pur essento tutt’altro che banali, mancasse la scintilla che contraddistingue la musica da ricordare per lungo tempo. Ed ecco che "allo scadere" arriva diretta Another One Goes By, clamorosamente e sfacciatamente dylaniana, a condensare quello di cui ero in attesa ed a fare svanire i timori di una cocente delusione nell’arco della decina di repeat di prassi per tracce che lasciano subito il segno. Riascoltare il disco, a quel punto, diventa più facile, e si scoprono prospettive ingiustamente trascurate nel primo sbrigativo approccio, come Lost In Boston e This Job Is Killing Me.

Another One Goes By mp3

Edit 12 maggio 2006:

Cinemadeserto segnala che il pezzo riportato è una cover dei Mazarin, gruppo di Philadelphia il cui frontman Quentin Stolzfus è amico personale di Hamilton e soci - da qui la connessione, tratto da We're Already There, del 2005 ma pubblicato in Europa nel 2006.

questa è l'originale


Monterey typed at 18:21 | home | link | indie |
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giovedì, 04 maggio 2006
The Upper Room

The Upper Room - Black And White

Sembrano piuttosto preconfezionati: quartetto di giovani di Brighton, frontman – Alex Miller – carino e che canta con una dizione inglese perfetta, pronto a (tentare di) diventare un nuovo Chris Martin (tanto di Gwyneth ce n’è una sola…). Qualche influenza ben assestata, tipo il classico Phil Spector ed il suo abusatissimo wall of sound, una etichetta corposa e pronta a lubrificare a dovere i meccanismi della propaganda britannica da XFM a NME. Insomma, ci sarebbero abbastanza stimoli per detestare cordialmente i The Upper Room, e negare loro persino il “giro” di esplorazione. Eppure… eppure nell’ascolto, che in fondo è quello che conta, tutte queste considerazioni svaniscono e quello che rimane è un disco orecchiabile, da indieasylistening o britverypop che dir si voglia. E’ vero, sembra una tribute band di un vastissimo repertorio musicale della terra d’Albione, con particolare vicinanza a Snow Patrol ed Embrace, per rimanere agli episodi più recenti, con estemporanee escursioni alla Morrissey (il brano Leave Me Alone), però Other People’s Problems è un disco ruffiano che certamente riesce a regalare facile intrattenimento musicale a chi non si pone troppi problemi a riguardo dell’originalità ed alla innovazione artistica di un gruppo. L’album uscirà in agosto, mentre sono già disponibili i singoli Black And White ed All Over This Town.

All Over This Town mp3

Leave Me Alone mp3


Monterey typed at 12:48 | home | link | powerpop |
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31 Inspirational Tracks

  • Fear Of Music - Ropes Out Of Sheets
  • The Dodos - Fools
  • My Morning Jacket - Evil Urges
  • Fleet Foxes - Ragged Wood
  • Electric President - It's An Ugly Life
  • dEUS - Popular Culture
  • The Brian Jonestown Massacre - Darkwave Driver / Big Drill Car
  • Tapes 'N Tapes - Hang Them All
  • Spiritualized - Soul On Fire
  • Elbow - Weather To Fly
  • Supergrass - Butterfly
  • We Are Scientists - After Hours
  • The Helio Sequence - The Captive Mind
  • The Envy Corps - Wires & Wool
  • Radar Bros. - When Cold Air Goes To Sleep
  • I Am Kloot - One Man Brawl
  • The Mountain Goats - In The Craters On The Moon
  • Yesan Damen - Whoa!
  • Grand Archives - Southern Glass House
  • Nada Surf - Weightless
  • Devastations - An Avalanche Of Stars
  • Tiny Dancers - Deep Waters
  • The Weakerthans - Civil Twilight
  • Yeasayers - Sunrise
  • Steel Train - Firecracker
  • Gomez - Moon And Sun
  • British Sea Power - No Lucifer
  • Band Of Horses - Cigarettes, Wedding Bands
  • Matt Pond PA - Last Light
  • Les Savy Fav - Pots&Pans
  • Polytechnic - Running Out Of Ideas

Tangerine Chart


Overall


Weekly

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