"Life is hard
and so am I."
- Mark Oliver Everett -
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Potrei scrivere le stesse cose che ho postato un anno fa, evidentemente luglio è il mese dal kilometraggio maggiore dell’anno. Il soggiorno in Baden-Württenberg quest’anno si è rivelato particolarmente ascetico, grazie ai pernottamenti in un convento attiguo ad una maestosa basilica. Celle riadattate a stanze, ma mantenendo un esiziale stile minimalista, pur non facendo mancare le comodità standard ormai artatamente elevate al rango di irrinunciabili. Ma la struttura, le forme arrotondate ed un po’ anguste, le finestre a fessura, i maestosi corridoi ed i chiostri incutono rispetto, predispongono alla spiritualità che è come se fosse rimasta diffusa nell’atmosfera e nei candidi muri. Difficile accostare il rock a questo genere di ambientazione, ma qualche brano ha fatto breccia nonostante tutto:

Murder By Death – Brother mp3
Dashboard Confessional – Don’t Wait mp3
The Honorary Title – Frame By Frame mp3
Epo-555 – Hiperschlieb mp3
The M’s – Plan Of The Man mp3
Seventh Standard – Slow Burn mp3
The Working Title – The Mery Getaway mp3
The Revs – Time Slippin’ mp3
The New Amsterdams – Turn Out The light mp3
Mi aspetta ora la annuale cura disintossicante da banda larga e comportamenti compulsivi derivati, statemi bene!

Qualcuno li ha definiti “The Dark Side Of Sufjan Stevens”, e penso che non si sia sbagliato di molto. Loro si definiscono indie/acustic/experimental e non c’è motivo di dubitare. Ma perché un gruppo di Brooklyn si sceglie un nome tanto outdoor? Ed a miscelare lo-fi, divagazioni sperimentali alla Radiohead del periodo Kid A-Amnesiac con banjo folk non si rischia di far rapprendere la musica in un ammasso informe? Si rischia, ma pare che i Grizzly Bear, dopo aver effettuato una puntata su una scommessa con quota a doppia cifra, possano passare alla ricevitoria a riscuotere la vincita.
Yellow House è un disco che - questa volta scommetto io - riceverà un 10 netto da Pitchfork, rientra infatti perfettamente nella categoria di musica fighetta che solitamente si distanzia dalle masse. Ma se è vero che questo è un disco sofisticato, quasi snob, è altrettanto vero che si tratta di musica adeguatamente intelligibile anche per chi, come me, predilige la facilità di comunicazione. On A Neck, On A Spit è perfettamente rappresentativa del disco, e introduce la piacevole parte finale che mi ha aiutato a dissipare la perplessità. Attraverso il solito percorso a ritroso, risulta molto interessante anche l’esordio del quartetto delle Flatlands, Horn Of Plenty, risalente ad un paio d’anni fa. Yellow House (titolo tributo alla casa gialla a Cape Cod dove è stato concepito) verrà pubblicato in settembre da Warp.
On A Neck, On A Spit mp3

Si parlava di grande stagione dei gruppi di Los Angeles: ai Silversun Pickups si aggiungono i Green And Yellow TV ma soprattutto, a mio avviso, gli Irving. Non è freschissimo Death In The Garden, Blood On The Flowers, che risale alla primavera, ma l’arrivo del supporto in acetato ha rinvigorito in me il concetto che si tratti di un disco che merita di essere tenuto in dovuta considerazione. Neo-psychedelia è l’etichetta applicata al quintetto che ha radici neanche tanto recenti, avendo mosso i primi passi nel 1998 ed avendo pubblicato l’esordio nel 2002 (Good Morning Beautiful che cercherò di recuperare), ma nonostante l’uso spropositato delle tastiere, penso che li si possa tranquillamente collocare tra l’indiepop.
L’album è ufficialmente diviso in lato A e lato B (grandissimi – non era molto tempo fa che ne auspicavamo l’adozione anche sui CD) ed entrambe le facciate iniziano con due bellissimi pezzi, totalmente diversi tra loro. The Gentle Preservation Of Children’s Minds, la prima traccia, è una delle canzoni che preferisco in assoluto in questa prima metà d’anno. Il riff della chitarra mi ha uncinato e non c’è verso di distaccarsene. Situation è invece il settimo brano, nonché primo singolo e video, orecchiabile e canticchiabile mi ricorda da vicino una fase dei Supergrass. La traccia preferita di molti è She’s Not Shy, che anche a me piace anche se un subordine alle due citate in precedenza. Ma in questo disco che si può tranquillamente definire solare, sono diverse le canzoni che mi hanno sorpreso a cantarle.
The Gentle Preservation Of Children’s Minds mp3
Situation video
Monterey in dEUS
Monterey in Scattered Notes #6
Monterey in Fleet Foxes
Medicineman in dEUS
utente anonimo in Fleet Foxes
j4son in Scattered Notes #6
utente anonimo in Fleet Foxes
Monterey in Elbow
Monterey in dEUS
utente anonimo in dEUS
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