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"Life is hard
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- Mark Oliver Everett -

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venerdì, 22 dicembre 2006
The View

The View - Hats Off To The Buskers

Chi saranno i The Kooks del 2007? Neanche il tempo di porsi la domanda che arriva diretta la risposta, senza troppe possibilità d’errore: i The View, quartetto scozzese di Dundee, che recentemente ha visto il proprio nome apparire sulla copertina di NME. Hats Off To The Buskers è il loro esordio targato Sony, e l’etichetta che se li è accaparrati la dice lunga sul fatto che possono diventare, potenzialmente, una gallina dalle uova d’oro. Musicalmente non c’è molto da sottolineare, se non che tutti i brani prediligono l’orecchiabilità, mirano ad arrivare dritti alla corteccia cerebrale ed a non schiodarsi più di lì. Same Jeans ricorda molto da vicino la famosa Brimful Of Asha dei Cornershop, e diverse altre tracce rimandano, di volta in volta, ad autori e gruppi della recente tradizione britannica. “Ispirarsi a” non è poi tanto diverso che copiare. L’importante è farlo bene, ed i The View ci riescono.

Superstar Tradesman flac

Same Jeans flac

Wasted Little DJ's flac

Perdonate i files piuttosto pesanti in formato lossless flac (senza perdita di qualità dal CD), ma questo diventerà tra non molto il nuovo standard che soppianterà l'mp3, la maggior parte dei lettori è già compatibile.


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mercoledì, 20 dicembre 2006
Plug 2007

Plug

Spesso gli awards sono manifestazioni inutili, pompose e fuorvianti, piegate a logiche commerciali che ci fanno storcere il naso. Un'eccezione è senza dubbio rappresentata da Plug, Independent Music Awards. L'unico appunto che si può muovere è che sia un po' troppo US, essendo pochissime le band o gli artisti che risiedono al di fuori dei 50 stati dell'unione. La scelta, almeno nelle categorie che ci riguardano, è comunque molto succosa.

Plug: vota

Il mio voto per New Artists Of The Year è stato per i Voxtrot, interessante band di Austin - Texas. Indie pop spenserato, che propone motivi che ti sorprendi a fischiettare quando meno te l'aspetti.

Soft & Warm mp3

Raised By Wolves mp3

Dopo 3 EP ed un 7" si attende l'album che li consacrerà definitivamente e che probabilmente avrà un discreto successo di vendite.


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domenica, 17 dicembre 2006
Malcolm Middleton

Malcom Middleton - A Brighter Beat

Ancora non ci siamo metaforicamente asciugati le lacrime per lo scioglimento degli Arab Strap che arriva improvviso e con grande anticipo sulla data di pubblicazione ufficiale il nuovo disco solista di Malcolm Middleton, la metà più leggera del gruppo di Glasgow, a ridarci un motivo per sorridere e guardare al futuro con ottimismo. A Brighter Beat è un titolo significativo, forse anche programmatico, come si può intuire dalle prime note del singolo che apre l’album e dalla title track. Ma se la musica può apparire più luminosa, non altrettanto lo si può dire per i testi e gli argomenti trattati, che convergono spesso verso il lato più scuro dei nostri pensieri: le nostre paure, le nostre insicurezze. E senza voler scomodare massime popolari, ascoltare quello che l’autore definisce “a pop album for people who hate pop music” di sicuro aiuta a convivere meglio con ciò che tenta di toglierci la serenità.
Non ho riscontri oggettivi, ma sono sicuro che il solito gruppo di glasgowiani che comprende The Delgados, The Reindeer Section e Mogwai, abbia in qualche modo contribuito alla realizzazione di A Brighter Beat, così come era accaduto per il precedente Into The Woods.
E se anche Aidan Moffat, come è lecito aspettarsi, produrrà un disco di questo livello, potremo davvero dire che abbiamo perso sì un grandissimo gruppo (del quale ho letteramente adorato The Last Romance), ma abbiamo guadagnato due notevolissimi autori.

We’re All Going To Die mp3

A Brighter Beat mp3

Four Cigarettes mp3


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sabato, 16 dicembre 2006
2006 Chart

Tangerine 2006 Chart

Vale lo stesso disclaimer dell'anno scorso: classifica emotiva e ben poco critica, sono tutti LP che in uno o più periodi dell'anno mi hanno dato tanto. Cliccando sull'immagine si apre una nuova finestra con una risoluzione migliore e più leggibile.

Per quanto riguarda i brani, escludendo quelli contenuti nei dischi qui sopra per evitare ridondanze, questi sono quelli che mi voglio ricordare:

  1. Stand In Silence degli ...And You Will Know Us By The Trail Of Dead
  2. It's All Been Done dei Green And Yellow TV
  3. Three Seed dei Silversun Pickups
  4. True dei The Frames
  5. We Choose Faces degli I Love You But I've Chosen Darkness
  6. The Island, Come And See, The Landlord's Daughter... dei The Decemberists
  7. Benton Harbor Blues dei The Fiery Furnaces
  8. Falling Over My Feet dei Guillemots
  9. Lady Of A Certain Age di The Divine Comedy
  10. Steal The Blueprints dei +/-

Un'annata più che soddisfacente alla quale è mancato un disco da consegnare alla storia della musica.


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mercoledì, 13 dicembre 2006
Au Revoir Simone

Au Revoir Simone

Tre ragazze senza testa (solo apparentemente), le loro tastiere e le loro drum machines. Mi hanno fatto pensare ad una risposta femminile ai The Radio Dept., ma non sarebbe corretto limitarsi a tale riferimento, che andrebbe allargato almeno a Camera Obscura , Stereolab e The Postal Service. Di Erika, Heather ed Annie, cittadine della Grande Mela, sponda orientale dell’East River, ovvero Brooklyn, aveva parlato indiepop.it (e chi altrimenti?) un anno fa a riguardo del primo album: Verses Of Comfort, Assurance and Salvation. Tra poco invece verrà pubblicato il secondo: The Bird Of Music, che conferma le caratteristiche distintive delle Au Revoir Simone, vale a dire semplicità, eleganze ed etereicità. Dream pop elettronico che mette a dura prova la capacità di resistere alla tentazione di cadere in uno stato di daydreaming, ascoltandolo. Sicuramente i singoli Sad Song e Fallen Snow, sono i due episodi più interessanti del disco, che si prestano tra l’altro perfettamente ad essere integrati in playlist malandrine, ma anche la traccia di apertura, The Lucky One, non è niente male. Arrivare alla fine del disco svegli è invece alquanto difficile, almeno per me, che in questo periodo ho una preoccupante tendenza alla narcolessia. Mi sembra una sorta di difesa naturale: il cervello si spegne per evitare di pensare in negativo. Non posso neanche dargli torto…

Sad Song mp3

Fallen Snow mp3

The Lucky One mp3


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domenica, 10 dicembre 2006
Everybody's Stalking

Era il 31 ottobre 2003, qualcosa mi frullava per la testa, un concetto che trovo ben espresso nella prima pagina di Mare di Bering, secondo libro di Tullio Avoledo, edito - che combinazione - proprio nel novembre 2003. Inizio a scrivere su quel weblog personale

… per tirare giù i miei pensieri, che sono fatti di qualcosa di leggero come i sogni. Basta un battito di ciglia per vederli sparire.
A volte ho dei pensieri che mi piacerebbe ricordare.
Più che pensieri, sono dei segnali.


E presto mi sono ritrovato ad incrociare i percorsi telematici di una moltitudine di persone, molte delle quali compaiono tutt’oggi nella colonna lì a sinistra, ma almeno altrettante, se non di più, sono svanite negli abissi della rete, alcune semplicemente perché non c’era più nulla da condividere, altre perché era proprio necessario interrompere il contatto. Niente di strano, capita lo stesso nella vita di tutti i giorni, quella “vera” (come se quella vissuta qui non lo fosse). E nella stessa prima pagina Avoledo aggiunge:

La mia idea è che siamo come delle radio. Solo che ognuno è sintonizzato in modo diverso. Così capita che uno sia più sensibile ai segnali e prenda stazioni lontanissime che gli altri non riescono a captare. Un altro invece crede di ricevere un segnale unico che in realtà è la confusione di due stazioni radio mescolate insieme, e ascoltando quel segnale impuro e disturbato è convinto di sentire messaggi che in realtà non esistono.

Trovo che ciò sia a maggior ragione vero nel caso delle conoscenze cosiddette virtuali, anche quelle che evolvono per mezzo degli incontri dal vivo. E’ molto facile fraintendere, specie se in una delle due parti, o entrambe, esiste un interesse che può andare oltre la semplice amicizia. Ma anche senza misunderstanding, la convivenza online diventa alquanto complicata se qualcuno nutre un sentimento sbilanciato, non corrisposto. I post personali frequentemente hanno contenuti che eccedono le più intime confidenze. Ed i commenti, anche quelli lasciati su altri blog, sono impronte indelebili che sono facilmente tracciabili. E la somma di informazioni diventa la fonte più attendibile per sapere cosa stai pensando, facendo, chi stai frequentando.
Arriva quindi il momento in cui pensi che sia necessario ed improrogabile interrompere tutto ciò, anche se il tributo da pagare è cancellare molti tuoi pensieri, in un battito di ciglia, il tempo necessario a cliccare su quel bottone.

Badly Drawn Boy - Everybody’s Stalking mp3


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giovedì, 07 dicembre 2006
Gruff Rhys

Gruff Rhys - Candylion

Con le quintalate di spleen che mi ritrovo a disposizione in questi giorni, per almeno tre diversi motivi, avrei di che riempire un weblog personale (un po’ come quello che ha preceduto l’attuale bacheca) con decine di post melanconici e introspettivi, dotati di altrettante connessioni musicali a testi che, in un modo o nell’altro, ne traccerebbero le linee guida. Tanto che di qualche brano sono persino riuscito a decifrarne il recondito significato, che si era occultato per ben tre anni, ovvero dal 2003 quando è stata pubblicato, ripercorrendone i passaggi in prima persona.
Ma è meglio tornare nei ranghi e scrivere di un disco che, al momento, interconnessioni non ne ha. Se c’è un gruppo che ho colpevolmente ascoltato troppo poco rispetto al loro effettivo valore, quello è Super Furry Animals. Hanno tutto per entrare nel novero dei favoriti: rappresentano una sapiente miscela di power pop, progressive, melodia psichedelica. E dato che le mie radici affondano proprio nel progressive dei settanta, non ho alcuna giustificazione per questa lacuna, che comunque mi riprometto di colmare al più presto con il classico percorso a ritroso. Non è dei SFA che desidero scrivere, ma del loro leader Gruff Rhys che sta per proporre il suo secondo disco personale. Il primo era stato confinato in uno stretto ambito locale a causa del fatto che era cantato in gallese (che io erroneamente associavo al gaelico), tanto che lo stesso Rhys aveva simpaticamente annunciato, dopo il relativo insuccesso: “I'm considering splitting up after this record. I'm not sure exactly where, horizontally or vertically.”
Candylion
è fortunatamente venuto alla luce nonostante questi propositi. Non si tratta certo di un disco che passerà alla storia, ma consegna un insieme di tracce interessanti, dagli orizzonti abbastanza ampi, con alcuni episodi che sapranno stimolare gli appassionati del genere new prog, dato che in diversi momenti la mente corre veloce verso i Caravan ed i King Crimson, inoltre le indubbie doti compositive di Gruff Rhys sono ottimamente supportati da una batteria che si mantiene su livelli costantemente elevati. L’album viene chiuso da un lungo brano di 14:36 che è una sorta di audiobook musicato Skylon! narrante un dirottamento aereo vecchio stile, quello – manco a dirlo – degli anni ’70. Fosse anche solo per questo, Candylion meritebbe un ascolto.

Candylion mp3

The Court Of King Arthur mp3

Skylon! mp3


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domenica, 03 dicembre 2006
Badly Drawn Boy @ Rainbow, Milano - 2 dicembre 2006

Badly Drawn Boy - Live 2006

Recarsi ad un concerto di Badly Drawn Boy con un groppo alla gola che ti attanaglia, quella subdola contrazione del muscolo della faringe che non smette di ricordarti che hai qualcosa di cui preoccuparti, potrebbe anche rivelarsi una cattiva idea, perché se è vero che le cure lenitive della musica che più ti coinvolge potrebbe aiutarti a scioglierlo, è anche possibile che l’emozione che deriva dall’ascolto finisca per demolire le tue ultime difese. Ma Damon Gough è una persona sincera e diretta, non convenzionale ed informale, dimostrandolo appieno nel paio d’ore che dedicherà al pubblico del Rainbow, e le sue parole pronunciate in A Minor Incident sono la sua migliore risposta alle mie remore:
There's nothing I could say
To make you try to feel okay
And nothing you could do
To stop me feeling the way I do

Ed anche le strofe seguenti, sebbene concepite per un contesto diverso, suonano piuttosto significative alle mie orecchie:
And if the chance should happen
That I never see you again
Just remember that I'll always love you


Non nascondo che il suo ultimo album mi ha per certi versi deluso, pur contenendo diverse canzoni di tutto rispetto. Ma da BDB ci si aspetta di più, perché colui che ha realizzato uno dei dischi più significativi degli anni duemila – The Hour Of Bewilderbeast – non può distorcere il suo talento alla ricerca di compromessi.
Ma al termine della serata guarderò anche a Born In The U.K. con occhi diversi, perché quei brani di cui sopra sono stati resi ancor più rilucenti dall’interpretazione dal vivo, a cominciare dalla title track eseguita in due versioni, slow e fast, proprio in apertura di concerto, per proseguire con Degrees Of Separation, Promises e The Time Of Times, mentre Nothing ‘s Gonna Change Your Mind aveva già espresso tutta la propria caratura su acetato e – soprattutto – nel video.
Ma il motivo principale per cui mi trovavo lì, a fianco di uno degli amici di web che più hanno influenzato i miei ascolti in questi anni, era il repertorio musicale precedente di Badly Drawn Boy, che è stato più che adeguatamente rappresentato da All Possibilities – eseguita al rientro dopo una pausa di una decina di minuti a metà set e durante la quale Damon ha preso contatto con le prime file – a Once Around The Block in versione acustica, così come quella A Minor Incident di cui sopra – suonata solo accompagnandosi anche con l’armonica – sino ad una splendida Silent Sigh alla tastiera con il solo supporto dello xilofono.
Ed i suoi scazzi a causa di una chitarra elettrica che non suonava come avrebbe dovuto così come il paio di canzoni interrotte (una cover di Springsteen di cui non si ricordava più il testo e Magic In The Air a causa del fatto che gli ha ricordato che lunedì non potrà essere a casa a festeggiare il compleanno di suo figlio – poi ricominciata e portata a termine per chiudere il concerto) sono scivolati via senza pregiudicare la godibilità di un evento che ricorderò con molto affetto perché Damon Gough non solo ha elargito gran buona musica, ma si è calato tra noi senza nessuna riserva, facendomi intuire quale persona straordinaria sia.
Mi resta un solo rammarico: non aver potuto ascoltare Four Leaf Clover da One Plus One Is One, avrei davvero colto quel quadrifoglio volentieri…

Silent Sigh live video
Born In The U.K. live video
Once Around The Block live video
A Minor Incident live video


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31 Inspirational Tracks

  • Fear Of Music - Ropes Out Of Sheets
  • The Dodos - Fools
  • My Morning Jacket - Evil Urges
  • Fleet Foxes - Ragged Wood
  • Electric President - It's An Ugly Life
  • dEUS - Popular Culture
  • The Brian Jonestown Massacre - Darkwave Driver / Big Drill Car
  • Tapes 'N Tapes - Hang Them All
  • Spiritualized - Soul On Fire
  • Elbow - Weather To Fly
  • Supergrass - Butterfly
  • We Are Scientists - After Hours
  • The Helio Sequence - The Captive Mind
  • The Envy Corps - Wires & Wool
  • Radar Bros. - When Cold Air Goes To Sleep
  • I Am Kloot - One Man Brawl
  • The Mountain Goats - In The Craters On The Moon
  • Yesan Damen - Whoa!
  • Grand Archives - Southern Glass House
  • Nada Surf - Weightless
  • Devastations - An Avalanche Of Stars
  • Tiny Dancers - Deep Waters
  • The Weakerthans - Civil Twilight
  • Yeasayers - Sunrise
  • Steel Train - Firecracker
  • Gomez - Moon And Sun
  • British Sea Power - No Lucifer
  • Band Of Horses - Cigarettes, Wedding Bands
  • Matt Pond PA - Last Light
  • Les Savy Fav - Pots&Pans
  • Polytechnic - Running Out Of Ideas

Tangerine Chart


Overall


Weekly

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