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"Life is hard
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- Mark Oliver Everett -

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venerdì, 30 marzo 2007
The National

The National - Boxer

Le premesse c’erano tutte affinché fosse un grandissimo disco (ancora? ebbene sì, l’ennesimo, vogliamo lamentarci?), ma la dimensione di Boxer stupisce per il percorso intrapreso dal gruppo originario di Cincinnati, al quarto lavoro. Lo trovo molto diverso da quello che mi aspettavo, specie avendo ascoltato con entusiasmo il primo singolo Fake Empire, di classico stampo The National, che mi ha immediatamente fatto rivivere i fasti di Alligator, la precedente uscita. Ma leggendo gli indizi seminati da Lonox avrei dovuto capire verso quale direzione artistica si sarebbero rivolti. Si affievolisce la connotazione “post”, per far spazio a suoni morbidi, arrangiati e prodotti splendidamente: basterebbe citare Sufjan Stevens al piano in un paio di tracce. La carica capace di sprigionare il singolo cui spetta l’apertura dell’album si tramuta presto in un ambiente di suoni avvolgenti, quasi sussurrati, il tutto senza che il caratteristico timbro della voce di Matt Berninger perda la sua straordinaria efficacia. Avrei forse sognato un Boxer diverso, più vivace e scandito da ballate dove la caratteristica batteria marziale dei The National detta i tempi, ma proprio non posso considerarmi deluso da questo risultato, che probabilmente sancisce il notevole progresso artistico di questo gruppo.


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giovedì, 29 marzo 2007
Bright Eyes

Bright Eyes - Cassadaga

Il potere taumaturgico della musica: un nuovo disco da ascoltare a tarda ora e nota dopo nota ti tiene avvinto all’ascolto, incurante dell’orologio e della logica che ti consiglia di concederti quel riposo che sembra indispensabile per affrontare un altro giorno di routine lavorativa. E dire che, pur riconoscendone il talento cristallino, non sono mai stato un acceso sostenitore di Conor Oberst, ma evidentemente ogni incontro richiede tempi diversi per arrivare a compimento, e nel mio caso è stato necessario attendere Cassadaga per far cadere le ultime riserve. Sarà la suggestione delle tenebre, sarà che apportano il loro contributo tali e tanti artisti di indubbia qualità, da M.Ward a Maria Taylor sino a McEntire dei Tortoise, solo per citarne alcuni, ma a me pare proprio un disco superlativo, un altro quest’anno. Di parole ne scorreranno a fiumi a riguardo di Cassadaga e di Bright Eyes, dell’America raccontata dalle Colline Nere del Dakota alla cittadina della Florida che conferisce il proprio nome all’album, ma mi stupirebbe alquanto se fossero meno che positive.

Bright Eyes - No One Would Riot For Less mp3


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mercoledì, 28 marzo 2007
Papercuts

Papercuts - Can't Go Back

Questi gironi di relativa calma discografica in cui non compaiono altisonanti advance possono essere quelli adatti per rivisitare alcuni dei dischi che sono stati trangugiati nei periodi più densi di materiale nuovo, senza aver ottenuto adeguato spazio. Uno di questi, per me, è certamente Can’t Go Back dei Papercuts, che contiene John Brown, una delle canzoni che ascolto con maggior piacere recentemente. Jason Quever è il Deus ex machina del gruppo di San Francisco, e vanta trascorsi di collaborazione con Casiotone For The Painfully Alone (e qui immagino che a qualcuno in particolare si drizzino le orecchie…), nonché una certa vicinanza ai Grizzly Bears, più dal punto di vista relazionale che da quello dell’assonanza della musica proposta. I Papercuts viaggiano a cavallo di indie, folk e pop, prediligendo suoni classici alla ricerca di innovazioni, consegnando dieci tracce un po’ fuori dal tempo, nei quali quasi sempre sono piano/tastiere e chitarra a costituire la struttura portante sulla quale si innesta la voce calda e rassicurante di Quever.

Papercuts - John Brown mp3


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giovedì, 22 marzo 2007
Manic Street Preachers

Manic Street Preachers - Your Love Is Not Enough

Lifeblood è stata una delle delusioni più cocenti del 2004, ma non è bastato ad incrinare la mia sconfinata ammirazione per i Manic Street Preachers, che sono stati in grado di emozionare come pochi. Contavo molto su Send Away The Tigers in uscita a maggio per tornare a sperare pagine di rock epico. Il primo singolo che viene proposto, Your Love Alone Is Not Enough, che vede anche la presenza di quel gran pezzo di ragazza che risponde al nome di Nina Persson dei The Cardigans, sembra invece sancire l’insipiente virata pop accennata dal precedente episodio. Spero di potermi smentire presto, ma dubito.

Your Love Alone Is Not Enough mp3

Edit del 26 marzo 2007:

Sono lieto di potermi - forse - sconfessare prima del previsto. Cinque altri brani sono trapelati e di questi almeno un paio non mi paiono affatto male...

Indian Summer mp3

Autumnsong mp3

Manic Street Preachers - Send Away The Tigers


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mercoledì, 21 marzo 2007
Robbers On High Street

Robbers On High Street - Grand Animals

Due anni dopo Tree City, e qualche mese dopo aver proposto l’EP The Fatalist And Friends che ne anticipava due tracce, esce Grand Animals, il secondo album dei The Robbers On High Street. Il primo episodio mi aveva colpito per la freschezza, pur riconoscendo che si trattava di suoni parzialmente riciclati, con tanti Spoon nelle note. L’immediatezza permane anche nel nuovo disco, che sembra comunque denotare una certa crescita di spessore del gruppo nato nel nord dello stato di New York, poi trasferitosi nella Big A. Certo, i picchi dei gruppi di riferimento sono lontani, ma non mi pare il caso di arricciare il naso davanti ad un disco che scorre fluido e morbido e che lascia comunque con il sorriso sulla bocca.

Across Your Knee mp3

The Ramp mp3

Married Young mp3


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venerdì, 16 marzo 2007
Frank Miller's 300

Frank Miller's 300300 ha notevolmente sollecitato la mia curiosità sin da quando ho iniziato a leggerne, per almeno tre diversi motivi. Innanzitutto perché è una nuova trasposizione in film di un libro a fumetti, dopo i recenti V For Vendetta di Moore e Sin City dello stesso Frank Miller, poi le notevoli polemiche sollevate in relazione ad una presunta strumentalizzazione del confronto tra occidente e medio oriente ed infine perché sono irrimediabilmente attratto dalla storia e dalla strategia.
Quello che ho visto è molto interessante, penso che valga la pena di investire un paio d’ore nella visione di 300, sempreché l’esposizione alla violenza grondante di sangue e ai dettagli più trucidi non rappresenti un insormontabile ostacolo per chi vorrebbe assistervi. Non è il mio caso, anche perché imbattersi in un qualsiasi telegiornale al giorno d’oggi non è meno agghiacciante.
La pellicola non ha alcuna intenzione di rappresentare una fedele riproduzione dell’evento storico che costituisce il cuore della narrazione, ovvero da battaglia delle Termopili, del resto già il libro di Miller si era concesso delle licenze al fine di costruire attorno alla vicenda di Leonida di Sparta ed i 300 opliti che guidava una trama avvincente. La necessità di tradurre in video quanto concepito da Miller ha comportato un ulteriore distacco dalla realtà dei fatti. Questo, in ogni caso, non è di per se un problema, anche perché una noiosa ricostruzione epica avrebbe avuto ben poco appeal. Più discutibile è forse l’immagine che viene fornita dei Persiani e del loro re Serse, dipinti come sanguinari e brutali i primi e raffigurato in un improbabile folle sovrano letteralmente ricoperto da piercing il secondo. Da questo soprattutto derivano le – legittime – manifestazioni di disappunto dei popoli che si sentono discendenti dei persiani. Se a questo aggiungiamo un ricorrente ricorso alla esaltazione della libertà, con ad esempio un discorso della (splendida) regina Gorgo declamato al concilio spartano – mentre il marito si difende strenuamente alle Termopili – che avrebbe potuto tranquillamente essere la trascrizione di quelli delle autorità occidentali dopo l’infausto 911, il sospetto che si sia voluto cavalcare la contrapposizione tra le due culture sembra poter disporre di un concreto riscontro.
Un altro aspetto che potrebbe indispettire gli animi sensibili è il continuo riferimento alle figure retoriche di orgoglio, onore e gloria, ma in questo caso tenderei ad essere più indulgente, in quanto paiono riscontri oggettivi essendo Sparta e gli Spartani i protagonisti della vicenda, non a caso sin da quando ero bambino le mie simpatie sono andate alla democratica e filosofica Atene, piuttosto.
Detto questo rimane lo spettacolo delle immagini e dei suoni, e se ci si ricorda che il realismo è assolutamente opzionale, difficilmente si può negare che si tratti di un film che avvince e che probabilmente traccia la rotta per un genere, quello che miscela computer grafica, animazione e recitazione, che diventerà molto diffuso.
Rinoceronti da battaglia, terzi tempi alla Michael Jordan, movimenti che appartengono più al bagaglio di un evoluto praticante di arti marziali che a quello di un oplita del quinto secolo A.C., il regista decide di non farsi mancare niente, e se vi chiedete di quale metallo poteva essere composta la maschera cromata degli Immortali, i combattenti persiani di elite vestiti di nero e così simili ai ninja, la risposta è nessuno, di certo non poteva essere argento, quello. La falange spartana che ride fragorosamente sotto il lancio di migliaia di frecce persiane, così tante da oscurare il sole, sostenendo che “almeno potremo combattere all’ombra”, pare invece essere una citazione storica certificata.
In un riferimento circolare di citazioni ricorda la Battaglia Per La Terra Di Mezzo del secondo episodio di LORT (a proposito: Faramir è presente anche in 300), per la quale Tolkien ha certamente tratto ispirazione proprio dalle Termopili.
Bella la colonna sonora di Tyler Bates, appropriata e vivace in un paio di circostanze con l’adozione di potenti chitarre, una possibile dissonanza che invece non stona.

Tyler Bates - The Hot Gates mp3

Tyler Bates - Fever Dream mp3


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lunedì, 12 marzo 2007
...A Toys Orchestra

...A Toys Orchestra - Technicolor Dreams

Nonostante questo sia solo il secondo disco italiano cui dedico un post posso assicurare che non ho alcuna preclusione nei confronti dei gruppi connazionali. I miei preferiti sono, oltre agli …A Toys Orchestra, gli Yuppie Flu, i Giardini Di Mirò ed i Julie’s Haircut e non passerà inosservato il fatto che sono accomunati dal adozione dell’idioma anglosassone per i loro testi. Non è neppure questo fatto una discriminante voluta, ma è innegabile che sia determinante per il raggiungimento del risultato finale di gradevolezza dell’insieme. Una canzone indie in italiano, a mio personalissimo giudizio, suona come un opera lirica cantata in inglese, mi lascia un senso di incongruenza, di inadeguatezza.
Cuckoo Boohoo, l’album precedente degli …A Toys Orchestra, è stato il migliore album italiano del 2004 e grazie a Modern Lucky Man ma soprattutto Peter Pan Syndrome ed al relativo ottimo video, ha ottenuto una discreta visibilità. Il nuovo album Technicolor Dreams, che uscirà lunedì prossimo, ha il difficile compito di consacrare il gruppo campano e, se possibile, garantirne l’affermazione internazionale. Con questo obiettivo Dustin O’Halloran, fondatore dei Devics nonché romagnolo adottivo, è stato investito del ruolo di direttore artistico di questo lavoro, e la sua presenza si sente, eccome, palesandosi anche in diverse tracce guidate dal suo sapiente pianoforte che gli era valso l’apparizione nella colonna sonora di Marie Antoinette. Ed a proposito di OST, ben tre pezzi di Technicolor Dreams accompagneranno The Beautiful Ordinary, una commedia postadolescenziale nordamericana che passerà a breve nelle (loro) sale cinematografiche, tra cui la title track, Amnesy International e Cornice Dance.
L’intensità del disco è vagamente intermittente, ma chiedere agli …A Toys Orchestra di mantenere lo stesso elevato livello delle tracce migliori in tutti i pezzi sarebbe ingeneroso e ritengo che il risultato finale possa essere salutato con soddisfazione ed orgoglio.

Cornice Dance mp3 ringraziando Urtovox


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venerdì, 09 marzo 2007
Scattered Notes #3

Visto che questa settimana non ha proposto dischi di particolare rilievo, è l'occasione giusta per cercare di selezionare materiale meno noto ed annunciato:

Wiretree - BouldinWiretree - powerpop da Austin / Texas

Big Coat mp3
da Bouldin

sito

myspace

Limbeck - S/TLimbeck - indie rock da Orange County / California

Big Drag mp3
da Limbeck

sito

myspace

Call Me Lighthing - Soft SkeletonCall Me Lightning - newrock da Milwakee / Wisconsin

Billion Eyes mp3
da Soft Skeletons

sito

myspace


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martedì, 06 marzo 2007
The Cooper Temple Clause @ Rainbow - Milano

E’ facilmente intuibile come il lunedì sera non sia propriamente la collocazione ideale per un concerto, di manic Mondays ce n’è una bibliografia completa, e anche se quella di ieri non è stata la peggiore delle giornate campali in ufficio, la brillantezza non era certo quella dei giorni migliori. Però qualcuno mi aveva raccomandato di non perdermi i The Cooper Temple Clause dal vivo, ed ogni volta che gli ho dato ascolto non ho mai avuto motivo di pentirmene. Ed anche questa occasione non costituisce eccezione alla regola, grazie anche al fatto che poter condividere l’evento con una gig-mate esemplare contribuisce notevolmente ad accrescerne la godibilità. I The Cooper Temple Clause hanno consegnato al pubblico - piuttosto raccolto ma sufficientemente coinvolto da garantire un adeguato calore - un’ora e mezza di ottimo rock declinato nelle diverse sfumature che compongono il loro suono, capace di passare dal solido e ruggente al morbido e melodico nel volgere di poche battute, pescando dall’infinità di influenze, perlopiù britanniche, che lo caratterizzano. Ricorderò distintamente Damage, Connect e All I See Is You dall’ultimo – un po’ controverso nei giudizi – album Make This Your Own, così come Promises Promises e Blind Pilots dal precedente Kick Up the Fire, and Let the Flames Break Loose, con quest’ultima ad essere l’unico pezzo della serata a risultare meno incisivo che la corrispondente registrazione in studio, ed inoltre Who Needs Enemies? dall’esordio See This Through And Leave. Mi è mancata Take Comfort, la mia preferita tra le recenti, ma al termine la soddisfazione era diffusa e palpabile, e dato che ci siamo posti alcune domande, provo a fornirne le risposte in questo trivia:

Da cosa deriva il nome del gruppo?

Non esiste una risposta univoca e certa, ma la cosa più probabile è che le radici vadano ricercate nel luogo dove il gruppo di amici di cui facevano parte i componenti del gruppo in gioventù era solito ritrovarsi nei pressi di un garage di Reading, “The Cooper”, divenuto in seguito “The Cooper Temple” in funzione della pagana sacralità del luogo. Il nome definitivo è arrivato per assonanza con un atto storico del parlamento inglese nell’ottocento, il Cowper-Temple Clause, la clausola di Cowper-Temple, che si pronuncia più o meno come Cooper Temple.

Quali sono le maggiori influenze del gruppo?

Vengono riportati gli At The Drive In ed i Biffy Clyro (per quanto riguarda il lato più ruvido), nonché Blur ed Oasis (il modo di cantare alla Liam Gallagher in effetti è parso evidente in almeno un pezzo). Noi avremmo detto anche The Stone Roses, con grande soddisfazione.

Who’s who? Quali sono i loro nomi?

Benedict “Ben” Gautrey è il cantante principale (al centro del palco), nonché teorico frontman; è colui che ha auspicato alle squadre milanesi di calcio una settimana vincente in Champions League (scongiuri del caso) perché essere perdenti non è bello, come sanno bene loro, tifosi del Reading (che per la prima volta nella sua lunghissima storia – dal 1871 – gioca quest’anno in Premiership e non se la cava affatto male, al momento è settima…); al termine del set ha anche auspicato di riverderci presto, ma con tanti bambini in più nel frattempo. Grazie, io ho già dato, e anche chi era attorno a me pare abbia cortesemente declinato l’invito…

Tom Bellamy è quel tipo che nel mezzo del concerto si è fatto una passeggiata in mezzo al pubblico imbracciando la chitarra elettrica, passandomi di fianco e rassicurandomi con un sorriso, per giungere alla consolle audio e chiedere una modifica prima di lanciarsi in All I See Is You; multitasking, dato che si occupa anche di elettronica, campionamenti, basso e quant’altro, forse è lui il vero frontman, oltreché notevole pezzo di ragazzo (come confermato da chi mi stava a fianco);

Daniel Fisher è il chitarrista/bassista che stava sulla destra del palco;

Keiran Mahon è il tastierista che talvolta diventa chitarrista aggiunto o bassista di supporto (il basso in passato era prerogativa di Didz Hammond che l'anno scorso ha amichevolmente lasciato il gruppo per unirsi a Carl Barat nei Dirty Pretty Things) ;

John Harper è l’unico che pare avere un compito ben definito, ovvero percussioni;


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domenica, 04 marzo 2007
Wilco

Wilco - Sky Blue Sky

Non credo che sia una caso che la prima registrazione completa di Sky Blue Sky, sesto album dei Wilco, sia apparsa in rete, seppure in formato transcodificato ottenuto rippando le tracce dal sito preposto dal gruppo alla anteprima del disco, contemporaneamente all’eclissi di Luna. La bellezza e l’emozione che provoca l’ascolto di queste 12 tracce è a mio avviso assolutamente comparabile alla suggestione unica e trascendentale che suscita l’assistere ad un evento cosmico come quello ammirato ieri notte. Un’ombra proiettata a 384.400 kilometri non dovrebbe suscitare tanto scalpore, potrebbe obiettare qualcuno meno incline al pathos, ma anche in questo caso sono contento di potere prendere le distanze dal pensiero troppo antropocentrico che ha contraddistinto la nostra civiltà negli ultimi millenni. E se devo riconoscere dei meriti ad un uomo, allora adesso lo faccio nei confronti di Jeff Tweedy, faro dei Wilco. Dice che non è mai stato per lui, per loro, così facile realizzare un disco, perché sin dalle prime sessioni in sala di registrazione a Portland, il lavoro e le idee di tutti i componenti del gruppo convergevano nella medesima direzione, consentendo agli stessi di focalizzarsi sui dettagli della produzione anziché disperdere preziose energie per trovare comunione di intenti. E tutto ciò si traduce in un suono eccellente, un’insieme armonico, contraddistinto da quella naturalezza che marchia le grandi opere.
Sky Blue Sky – che vedrà ufficialmente la luce a metà maggio – torna ad essere più alternative country, con il chitarrista Nels Cline, che si è unito al gruppo dopo la pubblicazione del precedente LP A Ghost Is Born, capace di apportare un notevole contributo qualitativo, consentendo di intagliare atmosfere che talvolta mi ricordano alcuni dei migliori episodi acustici della storia del southern rock, come Impossibly Germany, specie nella sua seconda parte. La dolcezza di Please Be Patient With Me è stordente, mentre Walken sembrerebbe essere la traccia più immediata, una sorta di novella Heavy Metal Drummer. Il disco non conosce cedimenti e si congeda con On And On And On dove un piano accompagna un testo incantevole, da imprimersi indelebilmente nella mente.
Certo che, a proposito di congiunzioni astrali, quest’inizio di 2007 ha messo assieme un trittico indie semplicemente straordinario come The Shins, Modest Mouse ed ora Wilco, facendo letteralmente impallidire quello dello scorso anno che annoverava Calexico, Grandaddy e The Flaming Lips.

Impossibly Germany mp3

Side With The Seeds mp3
 
Walken mp3


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sabato, 03 marzo 2007
Maxïmo Park

Maximo Park - Our Earthly Pleasures

Un giudizio attendibile su Our Earthly Pleasures, ad occhio e croce, lo potrò fornire intorno alla mezzanotte del 16 aprile, dopo la loro apparizione sul palco del Rolling Stone. Nel frattempo mi limiterò a lasciarlo fluire, costituiendo uno dei piaceri terreni cui fa riferimento il titolo, cercando di non farmi influenzare da una vaga sensazione di incompiutezza. Perchè se gli episodi più riusciti sembrano essere quelli dal ritmo più controllato, nel caso di Paul Smith e compagni potrebbe essere sintomo di imperfezione, più che di evoluzione.

Books For Boxes mp3

Russian Literature mp3

Parisian Skies mp3


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Bear On Bear

Bear On Bear - Bear On Bear EP

Dylan, un componente della band, ha reso disponibile questo EP, esordio eponimo, presso una popolare comunità di torrent. Mi pare doveroso premiare la scelta, ed oltretutto, essendo la musica proposta dai Bear On Bear sicuramente apprezzabile, da loro stessa definita indie-guitar-pop-sound, lo sforzo è davvero minimo. Citano Jarvis Cocker, The Smiths e Talk Talk tra le influenze, pur essendo situati piuttosto distanti dalla terra di Albione, ovvero a Santa Cruz, ah Santa Cruz, California.

Better Than Nothing mp3

Orange Blossoms mp3

Magpies mp3


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31 Inspirational Tracks

  • Fear Of Music - Ropes Out Of Sheets
  • The Dodos - Fools
  • My Morning Jacket - Evil Urges
  • Fleet Foxes - Ragged Wood
  • Electric President - It's An Ugly Life
  • dEUS - Popular Culture
  • The Brian Jonestown Massacre - Darkwave Driver / Big Drill Car
  • Tapes 'N Tapes - Hang Them All
  • Spiritualized - Soul On Fire
  • Elbow - Weather To Fly
  • Supergrass - Butterfly
  • We Are Scientists - After Hours
  • The Helio Sequence - The Captive Mind
  • The Envy Corps - Wires & Wool
  • Radar Bros. - When Cold Air Goes To Sleep
  • I Am Kloot - One Man Brawl
  • The Mountain Goats - In The Craters On The Moon
  • Yesan Damen - Whoa!
  • Grand Archives - Southern Glass House
  • Nada Surf - Weightless
  • Devastations - An Avalanche Of Stars
  • Tiny Dancers - Deep Waters
  • The Weakerthans - Civil Twilight
  • Yeasayers - Sunrise
  • Steel Train - Firecracker
  • Gomez - Moon And Sun
  • British Sea Power - No Lucifer
  • Band Of Horses - Cigarettes, Wedding Bands
  • Matt Pond PA - Last Light
  • Les Savy Fav - Pots&Pans
  • Polytechnic - Running Out Of Ideas

Tangerine Chart


Overall


Weekly

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