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mercoledì, 16 maggio 2007
Spoon

Spoon - Ga Ga Ga Ga Ga

Ga Ga Ga Ga Ga è un titolo il cui appeal è quanto meno opinabile, ed è già stato giustamente rinominato Ga5 , ma almeno la cover è stilosa, una immagine del 1963 che riprende la scultrice Lee Bontecou all’opera nel suo studio. Ma dagli Spoon non è che ci aspettiamo titoli e arte grafica, quello che non hanno mai mancato di fornire è ottima musica.
Di primo acchito neanche Ga5 si sottrae a questa piacevole abitudine, e sebbene le due tracce che mi hanno immediatamente colpito di più sono la prima e l’ultima del disco, ovvero Don’t Make Me A Target e Black Like Me, sono piuttosto sicuro che anche le altre 8 che ci sono in mezzo sapranno conquistarmi col tempo. Non mi pare che i texani si siano discostati di molto dalla loro impostazione canonica e ciò probabilmente contribuisce a mantenere uno standard elevato, all’altezza dei precedenti episodi, Kill The Moonlight e prima ancora Girls Can Tell, più di Gimme Fiction. Il che non è poco.

Don’t Make Me A target mp3

Black Like Me mp3


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lunedì, 14 maggio 2007
Bloc Party + Biffy Clyro @ Alcatraz, Milano

Concerto splendido; aggiungere una decina di sinonimi a piacere. Alla terza occasione riesco finalmente ad assistere ad una data dei Bloc Party, un gruppo per il quale nutro una simpatia che prescinde dal loro effettivo talento ed uno dei pochi “nuovi fenomeni” che sento di amare incondizionatamente. Di sicuro ha influito il fatto di essere stato testimone dei loro primi vagiti musicali (grazie a Steve Lamacq), quando ancora non si trovava la benché minima traccia in rete (ricordo che il primo brano recuperato dopo tanti sforzi era erroneamente attribuito a Block Party), ma determinante è certamente stato il profilo mantenuto dai quattro di East London i questi anni, lontano dai divismi che mi impediscono di apprezzare appieno altre interessanti realtà.
Il contatto diretto era una sorta di prova del fuoco per verificare che questa affinità potesse avere rispondenze oggettive riscontrabili a pelle. Il risultato non lascia spazio a dubbi o equivoci, sono bravi, sanno suonare bene (anche dal vivo – cosa sempre meno scontata ultimamente), sanno coinvolgere ed infiammare. Certo, dovendo ridistribuire i meriti all’interno del gruppo, molti andrebbero ascritti alla contagiosa attitudine di Kele Okereke, che riesce a compensare la statica presenza scenica del timidissimo chitarrista Russell Lissack, perennemente nascosto dietro il suo lungo ciuffo, ed a quella del pur bravissimo bassista (e batterista aggiunto in occasione dell’esecuzione di Sunday) Gordon Moakes, mentre il batterista Matt Tong è adeguatamente coreografico, per quanto il suo ruolo – che pure conferisce una notevole connotazione al suono dei Bloc Party – possa consentirlo.
La scaletta ha sapientemente alternato brani dai due album, evidenziando quello che è l’unico appunto che sentirei di muovere ad A Weekend In The City, ovvero la mancanza di pezzi come Banquet o Helicopter che sappiano trascinare, conferendo al disco quella ecletticità che avevamo unanimemente apprezzato in Silent Alarm. Mi è davvero piaciuto essere là in mezzo in occasione di queste due esplosioni di energia cinetica, che pure hanno messo a repentaglio la nostra incolumità fisica, ma è il modo migliore per sentirsi parte di un evento di questo genere. Ma, fedele alle mie preferenze musicali, l’apice della serata è stato a mio avviso raggiunto da So Here We Are, la splendida canzone che rimane ad oggi la mia preferita in assoluto, definita da Kele come something fresh. Altroché fresh, chilling direi. Brividi.
La setlist completa è la seguente:

01: Song For Clay (Disappear Here)
02: Positive Tension
03. Blue Light
04: Hunting For Witches
05: Waiting For The 7:18
06: Banquet
07: I Still Remember
08: This Modern Love
09: The Prayer
10: Uniform
11: So Here We Are
12: Eating glass


13: Sunday
14: She's Hearing Voices
15: Pioneers
16: Helicopter


L’unico rammarico? La mancanza di SRXT, la canzone che avrebbe fatto piangere per 15 minuti Liam Gallagher quando l’ha ascoltata per la prima volta, facendolo quindi recedere dai giudizi negativi che aveva espresso sui Bloc Party in occasione del loro esordio.

Precedentemente avevamo assistito all’esibizione dei Biffy Clyro, che conoscevo solo marginalmente in quanto il loro genere di musica, un alternative rock che ondeggia tra sfumature emo ed impennate neogrunge, non è esattamente quello che più mi si addice. Si nota che sono ottimi musicisti, avrebbero anche degli spunti interessanti, ma che non trovano – sempre rigorosamente IMHO – un adeguato compimento. Ero curioso perché i glasgowiani figuravano tra i gruppi da cui i The Cooper Temple Clause avevano tratto ispirazione. In occasione di un brano si è aggiunto alla chitarra Gordon, bassista dei Bloc Party, a testimonianza del loro affiatamento e della poliedricità dello stesso. In ogni caso si è trattato di un piacevole preludio.


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giovedì, 03 maggio 2007
Piano Magic

Piano Magic - Part Monster

Marco di Definizioni mi ha convinto qualche mese fa a prestare maggior attenzione ai Piano Magic, ed oggi, in occasione della comparsa del loro nuovo album Part Monster è l’occasione giusta per ringraziarlo del suggerimento. Mi sarei perso altrimenti un bel po’ di suoni di qualità, estremamente difficili da definire, finendo per ricorrere ad un patchwork di etichette che includono postrock, shoegaze ed indietronica. Sicuramente originale il gruppo di Londra, lontano dalla ribalta, a volte persino troppo sofisticato. Non ho maturato ancora abbastanza conoscenza della loro storia per poter fare un raffronto attendibile tra questo album e le loro numerose produzioni pregresse. Quello che mi sento di trasmettere è comunque il giudizio estremamente positivo che hanno manifestato i miei indicatori fisiologici durante l’ascolto di un disco dalle atmosfere saturni e raffinate, distante dalla omologazione senza incorrere nella pretenziosità che ha contraddistinto analoghi slanci. Il 16 maggio al Transilvania Live di Milano.

The Last Engineer mp3

Halfway Through mp3


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mercoledì, 02 maggio 2007
Editors

Editors - Smokers Outside The Hospital Doors

Prentato ieri sera nel programma di Zane Lowe trasmesso da BBC Radio One il nuovo singolo degli Editors - a proposito di Birmingham - che anticipa il secondo album An End Has A Start, di cui costituirà la prima traccia.

Editors - Smokers Outside The Hospital Doors [Radio Rip] mp3


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31 Inspirational Tracks

  • Fear Of Music - Ropes Out Of Sheets
  • The Dodos - Fools
  • My Morning Jacket - Evil Urges
  • Fleet Foxes - Ragged Wood
  • Electric President - It's An Ugly Life
  • dEUS - Popular Culture
  • The Brian Jonestown Massacre - Darkwave Driver / Big Drill Car
  • Tapes 'N Tapes - Hang Them All
  • Spiritualized - Soul On Fire
  • Elbow - Weather To Fly
  • Supergrass - Butterfly
  • We Are Scientists - After Hours
  • The Helio Sequence - The Captive Mind
  • The Envy Corps - Wires & Wool
  • Radar Bros. - When Cold Air Goes To Sleep
  • I Am Kloot - One Man Brawl
  • The Mountain Goats - In The Craters On The Moon
  • Yesan Damen - Whoa!
  • Grand Archives - Southern Glass House
  • Nada Surf - Weightless
  • Devastations - An Avalanche Of Stars
  • Tiny Dancers - Deep Waters
  • The Weakerthans - Civil Twilight
  • Yeasayers - Sunrise
  • Steel Train - Firecracker
  • Gomez - Moon And Sun
  • British Sea Power - No Lucifer
  • Band Of Horses - Cigarettes, Wedding Bands
  • Matt Pond PA - Last Light
  • Les Savy Fav - Pots&Pans
  • Polytechnic - Running Out Of Ideas

Tangerine Chart


Overall


Weekly

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