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- Mark Oliver Everett -
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Haunting. Non ho mai trovato un vocabolo italiano che sappia tradurre in maniera soddisfacente il significato di haunting. Evocativo non è sufficiente, haunting è qualcosa di più, sembra quasi contenere un’accezione sovrannaturale, che trascende. Qualsiasi concetto riferisca ad haunting, ebbene ciò si adatta perfettamente a The Seldom Seen Kid, nuovo album degli Elbow.
L’aspettativa che ha accompagnato questa uscita era composta da un misto di sensazioni, dall’ovvia speranza di accedere ad un nuova opera d’eccellenza alla Cast Of Thousands alla meno scontata preoccupazione di ritrovarmi di fronte ad un nuovo – parzialmente deludente nella mia valutazione personale – Leaders Of The Free World.
Non c’è pericolo, The Seldom Seen Kid è splendido, in particolare nella sua seconda metà, e contiene quella che sarà una delle ballate più belle di quest’annata: Weather To Fly. Un pezzo per amare chi ci sta di fianco, chi non c’è più e chi ci sarà un domani.
Curiosamente, dopo che il 2007 ha visto una netta prevalenza di produzioni nordamericane con elevata affinità ai miei gusti musicali, questo scorcio di 2008 fa registrare una notevole riscossa da parte delle realizzazioni del Regno Unito, dove Manchester - come previsto - riveste un ruolo di primo piano, dopo I Am Kloot ed Elbow ed in attesa degli adorati Doves…
Weather To Fly mp3
One Day Like This mp3
Grounds For Divorce video:

Dal 2005 conservo gelosamente la mia copia di Road To Rouen, nella sua semplice ma elegantissima livrea argentea. E’ uno dei dischi a cui ricorro quando necessito di sciacquarmi musicalmente le orecchie. I Supergrass avevano voluto dimostrare, con quella piccola (corta) gemma che non erano semplicemente una delle tante britpop band che avevano usufruito della notorietà di quel genere musicale nella seconda metà degli anni ’90 per fare cassetta, ma che al contrario loro di talento ne avevano in abbondanza, tanto da potersi permettere un’escursione fuori dagli angusti confini disegnati intorno a loro dalla critica. A tre anni di distanza giunge ora Diamond Hoo Ha, che appare essere una perfetta sintesi tra le raffinate atmosfere di Road To Rouen e quelle originarie di I Should Coco e In It For The Money: intensità, strutture musicali sofisticate, arrangiamenti cristallini ed una ampia varietà di soluzioni e strumenti impiegati.
Mancherà forse un singolo brano a far breccia nei cuori della moltitudine, come Moving oppure Alright nel passato, ma dalla prima traccia, nonché singolo e quasi title track, all’undicesima non registro il minimo calo di tensione e giungo al termine dei quarantun minuti di ascolto con un sorriso ebete stampato sul volto: ancora una volta grazie Gaz e soci!
345 collegamento rimosso
Butterfly collegamento rimosso
[Poche volte mi sono trovato così in difficoltà a selezionare *solo* due pezzi, un delitto omettere l'energica Bad Blood - secondo singolo designato e video - e la sognante Return Of Inspiration]
Alcune anticipazioni da album sophomore di sicuro interesse, in uscita tra marzo e aprile:

Islands - The Arm mp3
Dal secondo album della band di Montreal: Arm's Way

Guillemots - Get Over It (Radio Edit) mp3
Dal secondo album della band inglese di Fyfe Dangerfield: Red

Tapes 'n Tapes - Hang Them All mp3
Dal Secondo album della band di Minneapolis: Walk It Off

Carino il singolo After Hours dei We Are Scientists, che fa ben sperare per il secondo album degli stessi, previsto per il prossimo marzo: Brain Thrust Mastery. L'esordio With Love And Squalor è stato uno dei migliori album del 2005, quindi è lecito aspettarsi una replica all'altezza, nonostante l'abbandono del batterista Michael Tapper possa oggettivamente suscitare qualche preoccupazione, considerando che il suono della band era molto improntato sull'ottima sezione ritmica.
After Hours (promo) mp3

I Foals sono unanimemente considerati da media ed appassionati a divenire il gruppo rivelazione del 2008, sebbene già lo scorso anno con un paio di singoli, Hummer e Mathletics, si erano già guadagnati una discreta ribalta. Ma sarà indubbiamente l’album d’esordio Antidotes, la cui pubblicazione è prevista per il 24 marzo, a sancire definitivamente il passaggio da promessa a vera “big thing”. Inizialmente piuttosto tiepido, sia per l’hype che li circondava che per il fatto che venissero erroneamente accostati ad altre realtà britanniche come i Klaxons ed i The Maccabees, ho impiegato davvero pochi passaggi per capire che in realtà in questo caso non c’è trucco, e che i cinque oxfordiani hanno davvero stoffa. Sorprendentemente ho trovato pochi riferimenti nella loro biografia ai !!! (Chk Chk Chk), il gruppo che più mi ricorda il loro suono elettronico incastonato su battiti veloci e riff sapienti, ma citerei anche i The Rapture e certi passaggi di Silent Alarm, l’esordio dei Bloc Party tra i componenti della miscela funkpunk che contraddistingue i Foals.
A garantirne il livello qualitativo d’eccellenza concorre il produttore David Sitek, chitarrista dei TV On The Radio, che ha lavorato anche con Liars e Yeah Yeah Yeahs, anche se pare si sia verificata una divergenza di opinioni tra lo stesso e la band a riguardo del mixaggio finale del disco registrato a New York (altro riferimento che rimanda ai !!! e The Rapture), in quanto la versione di Sitek risultava suonare troppo "spaziale" in seguito ad abbondante uso di effetti di riverbero. Inutile sottolineare come sarei molto curioso di ascoltare anche tale versione, oltre a quella che è poi stata adottata per il disco, remixata dal gruppo.
Il singolo è Balloons, già ampiamente disponibile in rete, il secondo sarà invece Cassius. Seleziono quindi un altro paio di pezzi dell’album, oltre ai quali menzionerei The French Open, brano che tradisce la smisurata passione del frontman Yannis Philippakis per il tennis e per Andy Roddick e le sue Lacoste in particolare. Ma è tutto il disco a meritare: headbanging garantito.
Electric Bloom mp3
Big Big Love (Fig. 2) mp3

Tra gli appassionati di Band Of Horses dalla prima ora c’è molta aspettativa per l’esordio dei Grand Archives, gruppo creato da Matt Brooke all’ombra dello Space Needle e con il favore della brezza che spira dal Pudget Sound (dove sound non ha accezione musicale o sonora ma geografica) dopo la sua scissione dalla band dei cavalli, che ha proseguito per la sua strada condotta da Ben Bridwell pubblicando il secondo discreto album Cease To Begin nello scorso autunno. I Grand Archives avevano fatto informalmente circolare un EP di demo che poteva dare un’idea di quella che sarebbe stata la loro direzione musicale, ancora più soft dei BOH, tanto è vero che tre delle quattro tracce sono state incluse anche nell’album eponimo che è in fase di pubblicazione da Subpop, la stessa etichetta che ha accompagnato la carriera di Brooke e Bridwell, non a caso basata anch’essa nella Emerald City - Seattle. Mi rammarico però della mancanza di Southern Glass House, il brano che più mi era piaciuto nel CD-R, ed ho fatto scorrere The Grand Archives per molte volte nella speranza di capire se mi piacesse davvero o se invece prevalesse un vago senso di insoddisfazione, causata certamente da suoni talvolta troppo intrisi dai miti di Matt Brooke, i Beach Boys ed i Bee Gees, riproponendo di fatto atmosfere già ascoltate nella sua incarnazione con i Carissa’s Weird, dei quali ha fatto parte con Bridwell prima di creare i Band Of Horses. Non ci sono - ancora - riuscito.
Torn Blue Foam Couch (album version) mp3
Breezy No Breezy mp3
Monterey in dEUS
Monterey in Scattered Notes #6
Monterey in Fleet Foxes
Medicineman in dEUS
utente anonimo in Fleet Foxes
j4son in Scattered Notes #6
utente anonimo in Fleet Foxes
Monterey in Elbow
Monterey in dEUS
utente anonimo in dEUS
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