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- Mark Oliver Everett -
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Erano settimane che aspettavo un album così; uno di quelli di cui ci si può innamorare perdutamente e mettere in repeat per ore. Il fatto che poi giunga da una band di cui è stata molto sottovalutata la produzione sin ora e che le strade del web 2.0 mi abbiano portato in passato ad entrare in contatto con un componente della stessa (Nick Campbell – chitarra e voce), conferisce all’accadimento ancor più coinvolgimento e soddisfazione.
Gli Arizona sono stati seguiti a lungo, e l’impressione che potessero prodursi in un disco sopra alla media era forte e chiara. Ciò nonostante Glowing Bird supera le già elevate aspettative. Come da tradizione per il gruppo è stato partorito in uno studio improvvisato in un paesino montano disperso sugli Appalachi, ed ha beneficiato dell’apporto di Danny Kadar (ingegnere del suono per My Morning Jacket e The Avett Brothers) che ha svolto la funzione di catalizzatore per riuscire ad ottenere da ciascuno dei quattro componenti del gruppo il meglio di loro in termini di scrittura, composizione ed esecuzione, per mettere quindi appieno a frutto l’indubbio talento dei ragazzi originari di Brooklyn. Colors, ispirata da un’alba caratterizzata da nuance di una bellezza quasi contundente, è per i miei gusti la canzone più bella di quest’anno e mi ricorda i migliori episodi dell’inizio degli anni novanta, contraddistinta da una chitarrona quasi grunge. Ma ci sono altre tre o quattro tracce che mi fanno trasalire, ed il bello è che si sviluppano su temi ed atmosfere anche molto diversificati, da You Were Right a Ghost, dalla title track a Easily, per chiudere con Whiskey Or Wine. Con Colors sono sei, in realtà, e allora posso tranquillamente confermare che si tratta di un gran disco. Spero solo, a questo punto, che Nick mantenga la sua promessa: nel 2009 venire in tour anche in Italia.
Colors video
Easily mp3
Whiskey Or Wine mp3

Gary Lightbody ci aveva avvisato: “questo sarà l’album migliore degli Snow Patrol”. Sembrerebbe che il frontman del gruppo nordirlandese di stanza a Glasgow abbia mantenuto la promessa, consegnando un album – A Hundred Million Suns – che sfiora l’ora di minutaggio, chiudendo con una poderosa suite in tre parti di oltre 16 minuti. Sempre in bilico tra mainstream e alternative (parlare di indie in questo caso diventa difficile anche se l’accezione del termine è ormai praticamente universale), questo disco è pronto a fornire un’altra buona dose di tracce per colonne sonore di film post-adolescenziali e serie televisive di successo. Ciò non toglie che possa garantire anche ad ascoltatori più smaliziati gradevoli atmosfere musicali costruite con maestria ed attenzione, indugiando talvolta in gargantueschi crescendo di chitarre. E se siete amanti delle metafore astronomiche e spaziali ("Use me forever as rocket fuel... Love me like the silence of the turning earth”) declamate dalla suadente voce di Lightbody, potreste anche giudicarlo uno dei migliori dischi dell’anno (ma il voto di Pitchfork non supererà il 6.9).
Il primo singolo è Take Back The City, ma come traccia da nastrone preferisco If There’s A Rocket Tie Me To It, la prima del disco.
The Lightning Strike mp3
(i "What If This Storm Ends?")
(ii "Sunlight Through the Flags")
(iii "Daybreak")

A distanza di due anni quasi esatti dal bellissimo Let's Build A Fire, i +/- pubblicano un nuovo disco, Xs On Your Eyes. I Plus/Minus ricorrono molto meno al supporto elettronico per questo episodio, muovendosi verso suoni più tradizionali e complessivamente un po' più quieti. Non che questo comprometta l'esito del disco, anzi, però può risultare meno originale e distintivo della produzione precedente. Resta che i +/- hanno a mio avviso raccolto meno successo di quello che si sarebbero meritati, e purtroppo dubito che Xs On Your Eyes possa contribuire alla causa in maniera determinante. Spiace per loro, ma ciò non impedisce di gustarsi questo disco dalla copertina legnosa.
Non so con certezza a cosa debbono il loro nome, ma essendo di Brooklyn e considerando che NY vanta una buona tradizione nell'hockey su ghiaccio, mi verrebbe proprio da pensare che si riferisca all'omonima statistica +/- refertata dalla National Hockey League, che essenzialmente tiene in considerazione per ciascun giocatore il fatto che la squadra di appartenenza realizzi o subisca una rete in condizione di superiorità o inferiorità numerica. Complicato? Di sicuro la loro musica è ben più intuitiva...
Tired Eyes mp3
Unsung mp3
Medicineman in 2009 mese per mese
utente anonimo in 2009 mese per mese
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Monterey in 2009 mese per mese
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