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- Mark Oliver Everett -
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Sophomore slump? Questo termine è mutuato dal mondo accademico nordamericano, indicando il calo di rendimento che solitamente colpisce degli studenti durante il secondo anno di università (sophomore appunto, mentre freshman è un iscritto al primo anno, junior al terzo e senior al quarto – come impara presto chi segue la pallacanestro NCAA come me), ed in campo musicale si riferisce alla purtroppo ricorrente occorrenza del secondo disco pubblicato da un gruppo che non riesce ad essere in grado di mantenersi allo stesso livello dell’acclamato esordio. A scanso di equivoci, Neon Bible non rientrerà, fortunatamente, in questa categoria. Sarebbe alquanto inutile sottolineare quanto abbiamo tutti amato Funeral, perché davvero non ricordo di aver letto giudizi negativi a riguardo. Cito solo la mia traccia preferita: Neighborhood #3 (Power Out).
Ad essere sincero, dopo aver sentito il primo singolo Black Mirror, non è che mi fossi molto entusiasmato, ed un minimo di apprensione l’avevo maturata. Ma riascoltato nell’ambito del disco assume una connotazione più rilucente, apparendo in tutta la sua evidenza il tributo a David Bowie, di cui si ricorda uno splendido duetto proprio con gli Arcade Fire (di cui si professa grandissimo estimatore) in occasione di Fashion Rocks a New York nel settembre di un paio d’anni fa, con il pezzo Wake Up.
Il resto del disco è analogamente un diletto per il nostro senso uditivo e trovo perfettamente calzante la descrizione che ha voluto fornire il frontman Win Butler: “è come trovarsi davanti all’oceano di notte”. La capacità di comporre emersa con Funeral ha potuto usufruire in Neon Bible anche di possenti mezzi di supporto, che si traducono nell’adozione di un’intera orchestra ungherese e di un coro militare, e vede l’impiego di strumenti come l’organo a canne e la ghironda per mantenere fede a quella connotazione di pop barocco a cui paiono molto affezionati. Tra gli artisti di spicco che vengono ospitati mi preme sottolineare Martin Wenk e Jacob Valenzuela dei Calexico, cui concedo la mia fiducia incondizionata.
C’è spazio anche per un richiamo allo Springsteen di Born To Run, l’ennesimo di questo periodo, nel modo di cantare (Antichrist Television Blues), ma questi piccoli dettagli affondano nell’immensità dell’oceano Neon Bible. E’ forse presto per sbilanciarsi a tal punto, ma qualcosa mi dice che questo disco lascerà il segno anche negli anni a venire. Si rende quindi necessario un nuovo pellegrinaggio a Montreal, questa volta possibilmente senza la coltre di un metro di neve all'aeroporto Dorval.
Keep The Car Running mp3
No Cars Go mp3
My Body Is A Cage mp3

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