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- Mark Oliver Everett -
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Dato che a loro piacciono soprattutto Doves ed Elbow non ci potrebbe essere maggiore affinità di gusti musicali. In realtà il suono dei quattro che si sono conosciuti e frequentati quattro anni all’università di Stafford, provenendo dalle regioni più disparate del Regno Unito, da Nottingham a Ipswich, per poi stabilirsi definitivamente a Birmingham, ha relativamente poco da spartire con i due gruppi menzionati, ma può essere invece assimilato ad un genere più shoegazing, tendente ai Joy Division ed Echo And The Bunnymen e caratterizzato da sfumature dark che, inevitabilmente, riconducono agli Interpol.
A mio avviso è questo il miglior esordio in ambito new rock di questo 2005, battendo sul filo di lana i Bloc Party (che oltretutto avevano preso una lunghissima rincorsa dall’estate 2004 e che devono scontare il fatto di aver inspiegabilmente escluso dall’album il loro miglior pezzo ovvero Little Thoughts), e per distacco i The Bravery ed i Kaiser Chiefs.
Siamo arrivati al terzo singolo* (Blood che uscirà l’11 luglio), dopo che Munich e Bullets hanno già riscosso un ampio consenso nei primi mesi dell’anno, e quindi l’album The Back Room racchiude una notevole collezione di brani capaci di catalizzare l’attenzione, considerando che anche Lights, All Sparks ed Open Your Arms potrebbero essere tranquillamente inclusi nel nastrone (acetatone?) estivo al quale demandiamo il difficile compito di rinfrescare le nostre idee ottenebrate dalla canicola. Per quantità di brani che lasciano il segno questo album trova delle analogie con il CD che ha assolto – egregiamente – tale compito un anno fa: Hot Fuss dei The Killers.
Ampiamente condivisibile la loro scelta di preferire un’etichetta indipendente come la Kitchenware in luogo della nutrita schiera di major che aveva bussato alle porte degli Editors (così rinominatisi dopo aver accantonato il loro primo nome di Snowfield - effettivamente piuttosto tenue), onde mantenere quella libertà d’azione che ha caratterizzato gli esordi di questo nuovo gruppo delle Midlands. A voler fare una cosa saggia sarebbe proprio il caso di considerare una puntata al Golfe Juan Festival di Antibes, dove venerdì 22 luglio apriranno per i Franz Ferdinand.
Valutazione 4,2 su 5,0
* Guy Carter e Craig Potter degli Elbow producono il relativo B-Side Let Your Good Heart Lead You Home

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