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sabato, 02 febbraio 2008
Foals

Foals - Antidotes

I Foals sono unanimemente considerati da media ed appassionati a divenire il gruppo rivelazione del 2008, sebbene già lo scorso anno con un paio di singoli, Hummer e Mathletics, si erano già guadagnati una discreta ribalta. Ma sarà indubbiamente l’album d’esordio Antidotes, la cui pubblicazione è prevista per il 24 marzo, a sancire definitivamente il passaggio da promessa a vera “big thing”. Inizialmente piuttosto tiepido, sia per l’hype che li circondava che per il fatto che venissero erroneamente accostati ad altre realtà britanniche come i Klaxons ed i The Maccabees, ho impiegato davvero pochi passaggi per capire che in realtà in questo caso non c’è trucco, e che i cinque oxfordiani hanno davvero stoffa. Sorprendentemente ho trovato pochi riferimenti nella loro biografia ai !!! (Chk Chk Chk), il gruppo che più mi ricorda il loro suono elettronico incastonato su battiti veloci e riff sapienti, ma citerei anche i The Rapture e certi passaggi di Silent Alarm, l’esordio dei Bloc Party tra i componenti della miscela funkpunk che contraddistingue i Foals.
A garantirne il livello qualitativo d’eccellenza concorre il produttore David Sitek, chitarrista dei TV On The Radio, che ha lavorato anche con Liars e Yeah Yeah Yeahs, anche se pare si sia verificata una divergenza di opinioni tra lo stesso e la band a riguardo del mixaggio finale del disco registrato a New York (altro riferimento che rimanda ai !!! e The Rapture), in quanto la versione di Sitek risultava suonare troppo "spaziale" in seguito ad abbondante uso di effetti di riverbero. Inutile sottolineare come sarei molto curioso di ascoltare anche tale versione, oltre a quella che è poi stata adottata per il disco, remixata dal gruppo.
Il singolo è Balloons, già ampiamente disponibile in rete, il secondo sarà invece Cassius. Seleziono quindi un altro paio di pezzi dell’album, oltre ai quali menzionerei The French Open, brano che tradisce la smisurata passione del frontman Yannis Philippakis per il tennis e per Andy Roddick e le sue Lacoste in particolare. Ma è tutto il disco a meritare: headbanging garantito.

Electric Bloom mp3

Big Big Love (Fig. 2) mp3


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venerdì, 23 novembre 2007
Say Hi

Say Hi - The Wishes and The Glitch

Conosciuto in passato come Say Hi To Your Mom, più che un gruppo uno pseudonimo delle attività di Eric Elbogen, nel trasferimento da Brooklyn a Seattle perde un pezzo di nome per rimanere semplicemente Say Hi. Singolare combinazione di indie rock ed elettronica, intrigante miscela di chitarre e sintetizzatore, si è reso da poco disponibile il download digitale del nuovo album The Wishes And The Glitch, che precede la pubblicazione ufficiale prevista per febbraio 2008. Anche l'utilizzo dei testo è poco convenzionale, mi sono ritrovato spesso a consultare il dizionario on line per  capire, ed alla fine ho acquisito una decina di nuovi vocaboli e verbi. Oltre a quelli riportati, anche We Lost The Albatross è un gran pezzo, e l'insieme giustifica senza riserve i sette dollari richiesti.

Spiders mp3
Northwestern Girls mp3

Say Hi | myspace |


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mercoledì, 24 gennaio 2007
The Go Find

The Go Find - Stars On The Wall

Che dal Belgio possano provenire ottime band è un fatto assodato, basti pensare ai dEUS, mio gruppo preferito dell’Europa continentale, o ai Soulwax. I The Go Find sono un gruppo che nasce dalle idee di Dieter Sermus, un trentenne di Anversa che ha maturato una lunga esperienza in formazioni indiepop. E giusto per fornire un paio di indizi a garanzia che si tratti di qualcosa di realmente concreto, i riferimenti sono: Morr Music, l’etichetta di Berlino specializzata in indietronica (The Notwist, Ms.John Soda, Lali Puna e Mum) e la produzione di Arne Van Petegem, meglio conosciuto come Styrofoam (anch’esso appartenente alla scuderia Morr).
Per descrivere la musica dei The Go Find, una consona analogia che mi viene in mente è il famigerato cioccolato belga Godiva. Ingredienti di elevata qualità, poco dolce ma ricco di un corposo intreccio di essenze aromatiche. Suoni molto soffusi, limitato e funzionale impiego di campionamenti, tracce esclusivamente acustiche come Monday Morning, quella che più mi piace di Stars On The Wall, secondo disco full length dopo Miami del 2004. E non è escluso che il risultato possa anche migliorare, in quanto quella che ho ascoltato pare essere una versione preliminare. In ogni caso è consigliato a chi ama Morr, l’indie d’atmosfera, e le sonorità delicate. Se cercate invece qualcosa di movimentato e brioso, passate oltre.

Dictionary mp3

Monday Morning mp3

Ice Cold Ice mp3


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mercoledì, 13 dicembre 2006
Au Revoir Simone

Au Revoir Simone

Tre ragazze senza testa (solo apparentemente), le loro tastiere e le loro drum machines. Mi hanno fatto pensare ad una risposta femminile ai The Radio Dept., ma non sarebbe corretto limitarsi a tale riferimento, che andrebbe allargato almeno a Camera Obscura , Stereolab e The Postal Service. Di Erika, Heather ed Annie, cittadine della Grande Mela, sponda orientale dell’East River, ovvero Brooklyn, aveva parlato indiepop.it (e chi altrimenti?) un anno fa a riguardo del primo album: Verses Of Comfort, Assurance and Salvation. Tra poco invece verrà pubblicato il secondo: The Bird Of Music, che conferma le caratteristiche distintive delle Au Revoir Simone, vale a dire semplicità, eleganze ed etereicità. Dream pop elettronico che mette a dura prova la capacità di resistere alla tentazione di cadere in uno stato di daydreaming, ascoltandolo. Sicuramente i singoli Sad Song e Fallen Snow, sono i due episodi più interessanti del disco, che si prestano tra l’altro perfettamente ad essere integrati in playlist malandrine, ma anche la traccia di apertura, The Lucky One, non è niente male. Arrivare alla fine del disco svegli è invece alquanto difficile, almeno per me, che in questo periodo ho una preoccupante tendenza alla narcolessia. Mi sembra una sorta di difesa naturale: il cervello si spegne per evitare di pensare in negativo. Non posso neanche dargli torto…

Sad Song mp3

Fallen Snow mp3

The Lucky One mp3


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martedì, 04 aprile 2006
Zero 7

Zero 7 - The Garden

Il genere lounge sarebbe uno di quelli che meglio si dovrebbe adattare alla mia età anagrafica. Beh, in certe occasioni ci riesce perfettamente, come ad esempio nel caso degli Zero 7 (e in qualche altro caso come Air, Lemon Jelly e Röyksopp). Io invece, a dispetto di tutto, continuo a sentirmi meglio rappresentato dall’indie e dalle sue sfumature meno sofisticate. A tal riguardo mi ha fatto tenerezza una storia ben raccontata e a lietissimo fine di un quarantenne entusiasta dei Gomez. Nonostante le apparenze quel tipo non sono io (la descrizione combacia a parte il fatto che non è mia abitudine indossare le magliette dei gruppi che vado ad ascoltare), purtroppo, verrebbe da aggiungere.
Tornando agli amati Zero 7 (sin dall’esordio clamoroso Simple Things), a maggio pubblicano il loro terzo album The Garden, anticipato dal singolo Futures proposto qualche tempo fa. Avevo sperato, in cuor mio, che fosse dedicato molto spazio a José González anche nel resto del disco, ma sapevo che ciò non sarebbe stato possibile e, se mai lo fosse stato, avrebbe finito per snaturare lo stile del talentuoso duo inglese. Mi gusto quindi un pacchetto di nuove tracce con la tradizionale classe elargita da Henry Binns e Sam Hardaker, supportati dalle voci di Sia Furler (già presente in When It Falls del 2004) e il già menzionato fenomeno indie scandinavo.

Your Place mp3

Crosses mp3


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giovedì, 27 ottobre 2005
Adam Freeland

Adam Freeland - Back To Mine

Back To Mine è un progetto inglese che pubblica compilation afterhours realizzate da svariati artisti, dagli Everything But The Girl ai New Order, dai Lamb ai Death In Vegas. E’ interessante per farsi un’idea di cosa ascoltano i vari gruppi e spesso è una buona occasione per conoscere gruppi nuovi o poco conosciuti.
Il ventunesimo episodio è stato curato e mixato da Adam Freeland, colui che può essere considerato uno dei più grandi DJ in circolazione, che staziona usualmente al Fabric di Londra. La selezione che ha messo insieme è sorprendentemente simile a quella che potrebbe essere una playlist casuale dei nostri ascolti, ma è dosata in maniera sapiente in tre sezioni che possono essere identificate rispettivamente come rock, acustica e post/space/elettronica.
L’intro spetta ad uno dei più bei pezzi really-rock di questo 2005: Will You Smile Again For Me dei notevolissimi And You Will Know Us By The Trail Of Death. Curiosamente questa stessa traccia è presente in un’altro disco eterogeneo che avrà un discreto successo nei mesi a venire: la colonna sonora del film Goal! Degli Autolux parlava invece Barto poche settimane fa a proposito del loro esordio. Gli Interpol non hanno ovviamente bisogno di commento aggiuntivo, se non sottolineare che il mixaggio con la bellissima Staring At The Sun dei TV On The Radio è riuscito perfettamente e non intacca il valore dei singoli brani. Gli Ambulance LTD ci hanno regalato uno dei più bei dischi del 2004 e qui vengono proposti con un brano che non ha ottenuto altrettanta visibilità di Sugar Pill o Heavy Lifting, che sono stati anche adottati in alcune fiction americane piuttosto note. Quindi un omaggio alla disciolta The Beta Band (notevole specie all’inizio della carriera) portata  anni fa alla ribalta da High Fidelity.
La sezione acustica è brillantemente rappresentata da Elliot Smith e da PJ Harvey, assecondati dalla rivelazione Jape.
Introdotta dalla datata e virtuosa chitarra dei Funkadelic, il disco si chiude con una lunga parentesi post-electronica, nell’ambito della quale svettano gli M83 e i Boards Of Canada, musica perfetta per abbandonarsi al daydreaming o alla – sempre necessaria – introspezione. Altamente consigliabile.

Tracklist:

01 - …Trail Of Dead - Will You Smile Again For Me
02 - Autolux - Turnstile Blues
03 - Interpol - Untitled
04 - Tv On The Radio - Staring At The Sun
05 - Ambulance Ltd - Yoga Means Union
06 - The Beta Band - Its Not Too Beautiful
07 - Jape - Floating
08 - El-P - Constellation Recall
09 - Elliot Smith - Needle In The Hay
10 - Pj Harvey - The Slow Drug
11 - Funkadelic - Maggot Brain
12 - Dyke House - Sandy Strip
13 - M83 - Lower Your Eyes To Die With The Sun
14 - Trans Am - A Single Ray Of Light On An Other Wise Cloudy Day
15 - Boards Of Canada - Zoetrope


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giovedì, 22 settembre 2005
Her Space Holiday

Her Space Holyday - The Past Presents The Future

San Francisco è la città degli Stati Uniti che, tra quelle che ho visitato, preferisco di gran lunga; forse è l’unica in cui mi sentirei di poter vivere, insieme a Seattle. San Francisco è stata la città in cui ho commesso una delle più grosse stoltezze della mia vita; se non altro le conseguenze sono state limitate, e comunque il contesto era molto coreografico: in mezzo a Market Street. San Francisco è il ricordo di un uomo anziano di colore – la sua immagine nella memoria si confonde con quella di Morgan Freeman – che ci ha offerto la colazione perché gli avevamo sorriso, e ciò è stato un grosso sollievo dopo gli sguardi ostili e carichi di rancore dei coloured della Grande Mela, che ci rimproveravano di trovarci – malgrado fossimo a Manhattan – nel posto sbagliato il giorno sbagliato nell’ora sbagliata. San Francisco è il pensiero del Big One che non ci ha mai del tutto abbandonato durante la nostra permanenza. San Francisco è una città fantasma vista da Sausalito in un mattino di agosto di luce diffusa dalla bruma della baia. San Francisco – purtroppo – è anche immagini di volti devastati dall’AIDS, quando ancora i trattamenti farmacologici contro tale sindrome non avevano raggiunto l’efficacia attuale.
A quell’epoca probabilmente Marc Bianchi non aveva nemmeno iniziato a suonare e il progetto Her Space Holiday non aveva ancora fatto capolino tra i suoi pensieri, quindi in teoria di punti di contatto con quei mie ricordi, se non la mera dislocazione geografica, non dovrebbero essercene. Ed invece quando lo ascolto non posso fare a meno di collegare le due esperienze e trovo che il suo stile sappia rispecchiare fedelmente le sfumature di quella area urbana così peculiare. Non è da molto che lo seguo, in quanto è stato necessario lo splendido video di My Girlfriend’s Boyfriend per accorgermi di lui (pensavo fosse un classico clip Shynola e invece è di bubble&squeek).
Mi sono avvicinato al suo nuovo album The Past Presents The Future con una buona dose di ottimismo, ed è stato un vero piacere ritrovare le stesse atmosfere eteree ed un po’ futuriste. E’ un genere molto distante da quello che più mi esalta, ma se ho necessità di ascoltare una musica che mi sappia rilassare evitando l’effetto collaterale della induzione alla narcolessia, la selezione comprende certamente Her Space Holiday e la sua capacità di miscelare magistralmente elettronica, archi e fiati.
Del disco che esce il 27 settembre Marc Bianchi mette generosamente a disposizione ben tre brani (anche se solamente a 112 Kbps), tra cui il più significativo The Weight Of The World:

Forever And A Day
The Weight Of The World
A Match Made In Texas


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venerdì, 17 giugno 2005
Röyksopp

Röyksopp - The Understanding

Non sono certo un patito di musica dance, ma quando si incontra un capolavoro, di qualsiasi genere esso sia, non si può rimanere indifferenti. Era la fine del 2001 quando usciva Melody AM, il disco di esordio dei Röyksopp, un duo di affiatati sperimentatori di suoni elettronici, provenienti da Tromsø, una cittadina norvegese dove in questo periodo dell’anno si può vivere quella strana esperienza che è il “Sole di Mezzanotte”. Poor Leno, grazie anche alla voce che il connazionale Erlend Øye (più noto come componente dei Kings Of Convenience), ha fatto il giro del mondo nelle sue svariate versioni, quindi Eple e Remind Me hanno contribuito a far sfondare a questo album il muro del milione di copie vendute, un volume assolutamente significativo per un prodotto che poteva sembrare di nicchia ai più.
Torbjørn Brundtland e Svein Berge si ripresentano quindi a distanza di poco meno di quattro anni con il secondo album The Understanding – in uscita il 28 giugno – che sembra avvicinarsi allo standard qualitativo di Melody AM, senza probabilmente raggiungere gli stessi picchi di coinvolgimento. Sembra che la dote che più si possa apprezzare di questa nuova pubblicazione sia il fatto che non sia stata concepita con l’idea di seguire e sfruttare i percorsi già tracciati con l’esordio (tentazione che avrebbe potuto indurre in peccato molti altri gruppi di questa categoria musicale). The Understanding invece indirizzarsi verso ambientazioni leggermente più cupe, che a titolo personale trovo persino più apprezzabili, che trovano i nelle tracce Triumphant (la prima) ed Alpha Male la loro migliore espressione. Il singolo Only This Moment, che si avvale anche dell’apporto della nuova vocalist di sostegno Kate Havnevik, sarà la vittima sacrificale per i remix di tutte le specie. 49 Percent è un tributo decisamente dance floor (che non so perché mi fa venire in mente la leoparda del Byblos), mentre Someone Like Me torna a mettere in evidenza le qualità vocali di Svein.
Röyksopp in norvegese significa “qualcosa che è di troppo”, oltre che denominare la caratteristica e sinistra nuvola a forma di fungo tipica delle esplosioni nucleari. Di certo la musica dei Röyksopp non è assolutamente di troppo, ed è stata giustamente definita più cool dei Dirty Vegas e più user friendly di quella degli Air.

Valutazione 4,3 su 5,0


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31 Inspirational Tracks

  • Fear Of Music - Ropes Out Of Sheets
  • The Dodos - Fools
  • My Morning Jacket - Evil Urges
  • Fleet Foxes - Ragged Wood
  • Electric President - It's An Ugly Life
  • dEUS - Popular Culture
  • The Brian Jonestown Massacre - Darkwave Driver / Big Drill Car
  • Tapes 'N Tapes - Hang Them All
  • Spiritualized - Soul On Fire
  • Elbow - Weather To Fly
  • Supergrass - Butterfly
  • We Are Scientists - After Hours
  • The Helio Sequence - The Captive Mind
  • The Envy Corps - Wires & Wool
  • Radar Bros. - When Cold Air Goes To Sleep
  • I Am Kloot - One Man Brawl
  • The Mountain Goats - In The Craters On The Moon
  • Yesan Damen - Whoa!
  • Grand Archives - Southern Glass House
  • Nada Surf - Weightless
  • Devastations - An Avalanche Of Stars
  • Tiny Dancers - Deep Waters
  • The Weakerthans - Civil Twilight
  • Yeasayers - Sunrise
  • Steel Train - Firecracker
  • Gomez - Moon And Sun
  • British Sea Power - No Lucifer
  • Band Of Horses - Cigarettes, Wedding Bands
  • Matt Pond PA - Last Light
  • Les Savy Fav - Pots&Pans
  • Polytechnic - Running Out Of Ideas

Tangerine Chart


Overall


Weekly

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