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"Life is hard
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- Mark Oliver Everett -

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lunedì, 22 dicembre 2008
2009 Watch List

White Lies - To Lose My Life

Il 2009 musicale appare molto promettente, probabilmente migliore di un 2008 che ha regalato diversi buoni dischi ma che è mancato negli acuti, quelli che restano negli annali. Il mio promemoria degli album che usciranno nell'anno che sta per arrivare è infatti già piuttosto nutrito:

• Ambulance Ltd – Second Album (curato da John Cale, Ivy e Ladyfingers sono brani che promettono già molto)
• Arcade Fire – The Box OST (un paio di pezzi strumentali)
• Badly Drawn Boy – EP
• Band Of Horses – Third Album
• Belle & Sebastian – God Help The Girl
• Black Stoltzfus – Debut Album (in realtà sarebbe il secondo perchè è il nuovo nome della band Mazarin dopo le grane legali relative al precedente nome del gruppo)
• Cake – Live At Crystal Palace e Sixth Album
• Doves – Fouth Album (House Of Mirrors?)
• Franz Ferdinand – Tonight (26 gennaio)
• Gomez – A New Tide (30 marzo)
• Idlewild – Seventh Album
• Kasabian – Third Album (“Fire”? – stile Syd Barret dei primi Pink Floyd)
• Manic Street Preachers – Journal For Plague Lovers
• Morrissey – Years Of Refusal (16 febbraio)
• Mumford & Sons – Debut Album
• Muse – Fifth Album (registrato in Italia, Lago di Como)
• Pela – Rise Ye Sunken Ships (secondo album di un gruppo decisamente troppo sottovalutato)
• PJ Harvey – A Woman A Man Walked By (30 marzo)
• Red Light Company – Fine Fascination (16 febbraio)
• Starsailor – All The Plans (3 marzo)
• Sufjan Stevens – New Jersey (?)
• The Boy Least Likely To – Law Of The Playground
• The Decemberists – Hazards Of Love (24 marzo)
• The National – Live EP
• The Rakes – Klang (16 marzo)
• The Temper Trap – Debut Album
• The Veils – Third Album
• White Lies – To Lose My Life (19 gennaio)
• Wilco – Seventh Album (annunciate sonorità tipo Yankee Hotel Foxtrot)
• Yeah Yeah Yeahs – Third Album


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venerdì, 10 ottobre 2008
+/- (Plus/Minus)

+/- (Plus/Minus) - Xs On Your Eyes

A distanza di due anni quasi esatti dal bellissimo Let's Build A Fire, i +/- pubblicano un nuovo disco, Xs On Your Eyes. I Plus/Minus ricorrono molto meno al supporto elettronico per questo episodio, muovendosi verso suoni più tradizionali e complessivamente un po' più quieti. Non che questo comprometta l'esito del disco, anzi, però può risultare meno originale e distintivo della produzione precedente. Resta che i +/- hanno a mio avviso raccolto meno successo di quello che si sarebbero meritati, e purtroppo dubito che Xs On Your Eyes possa contribuire alla causa in maniera determinante. Spiace per loro, ma ciò non impedisce di gustarsi questo disco dalla copertina legnosa.
Non so con certezza a cosa debbono il loro nome, ma essendo di Brooklyn e considerando che NY vanta una buona tradizione nell'hockey su ghiaccio, mi verrebbe proprio da pensare che si riferisca all'omonima statistica +/- refertata dalla National Hockey League, che essenzialmente tiene in considerazione per ciascun giocatore il fatto che la squadra di appartenenza realizzi o subisca una rete in condizione di superiorità o inferiorità numerica. Complicato? Di sicuro la loro musica è ben più intuitiva...

Tired Eyes mp3

Unsung mp3


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mercoledì, 02 luglio 2008
Sunny Day Sets Fire

Sunny Day Sets Fire - Summer Palace

Summer Palace è uno dei più bei dischi indiepop che mi sia capitato di ascoltare quest’anno. E’ l’album d’esordio dei Sunny Day Sets Fire, un eterogeneo gruppo di base a Londra, cui il nostro paese ha l’onore di contribuire con ben due componenti, il frontman Mauro ed il polistrumentista Max. Completano la lineup del gruppo una ragazza di Hong Kong e due componenti anglosassoni, dal Regno Unito e dal Canada. Le origini della formazione sono da attribuire a Mauro ed Onyee (la componente femminile) che fecero conoscenza anni fa in quanto colleghi: erano entrambi maschere in un cinema di Chelsea; scoprirono di condividere i gusti musicali e si ritrovarono a comporre motivi pop durante le pause della loro attività. Da lì a costituire un duo il passo fu breve, e si aggiunsero strada facendo gli ulteriori elementi sino a plasmare la formazione odierna che propone, come da loro stesso definito, “un insieme di influenze ad ampio spettro che scorrono su di un piano di epico pop psichedelico”. I loro primi EP sono stati pubblicati nel 2006 (risale a quell’anno il brano più orecchiabile e radiofonico: Brainless), ma è con la pubblicazione di Summer Palace che i Sunny Day Sets Fire si aspettano di raggiungere un pubblico più vasto, ed io non posso che unirmi al coro di coloro che ascoltato l’album esclamano: “Grandiosi! Speriamo che in molti si accorgano di loro!”.

Brainless mp3

Smallest Heart On Earth mp3


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giovedì, 05 giugno 2008
The Fairline Parkway



A completampento del post precedente, questo è il video di Westward Bound, disegnato da Georgia Perris.


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mercoledì, 14 maggio 2008
The Fairline Parkway

The Fairline Parkway - A Memory Of Open Space 

Per quest'anno non possiamo contare su un nuovo disco dei Wilco, è quindi necessario rivelgere altrove le proprie attenzioni per trovare un nuovo disco che proponga gli stessi suoni morbidi, capaci di cullarci nei pigri pomeriggi delle giornate estive. A Memory Of Open Space dei The Fairline Parkway è un disco che si candida autorevolmente a rivestire questo impegnativo ruolo, pur sapendo che i confronti con il genio di Jeff Tweedy possono risultare molto severi. Il gruppo, che ha ottenuto visibilità grazie all'apparizione al South By SouthWest,  ha sede a Washinghton DC, dove promuoverà a metà giugno il lancio del disco ad etichetta Kora Records (la stessa dei Gregor Samsa) insieme, guardacaso, ai Grand Archives.

The Fairline Parkway

Westward Bound mp3


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giovedì, 18 ottobre 2007
Math And Physics Club

math And Physics Club - Baby I'm Yous EP

Uno dei brani che più risulta gradevole alle mie orecchie in questi giorni è Baby I'm Yours dall'omonimo EP dei Math and Physics Club, un gruppo indiepop nella accezione più twee del termine. Coagulatasi a Seattle negli ultimi tre anni, anche se alcuni componenti sono bostoniani, la band è stata correttamente triangolata tra Belle & Sebastian, The Lucksmiths ed una certa produzione di Marr/Morrissey. L'occasione è stata propizia per ripercorrere a ritroso la loro discografia, che comprende il debutto eponimo pubblicato alla fine del 2006, ed altri due EP del 2005: Movie Ending Romance e Weekends Away, trovando ottimi riscontri in ogni episodio. Vivamente consigliati ai molti estimatori di Stuart Murdoch.

Baby I'm Yours mp3


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mercoledì, 11 aprile 2007
The Clientele

The Clientele - God Save The Clientele

Archi, riverberi, indiepop, poesia, testi surrealisti sussurrati, suoni confortevoli come una giornata di pieno sole. The Clientele sono tutto ciò ed anche molto di più, non finirò mai di ringraziare quel sant’uomo che me li fece conoscere due anni fa con Strange Geometry e la mia più bella canzone d’amore di questi anni (I Can’t Seem) To Make You Mine.
God Save The Clientele – e io aggiungerei un indeed – è il titolo del terzo album della band di Londra con origini nella regione degli Spitfire, l’Hampshire, in pubblicazione all’inizio di maggio. 14 pezzi per quasi ¾ d’ora di musica che corrobora lo spirito, indirizza i pensieri verso approdi rassicuranti, scioglie la tensione latente. A volte sembra di ascoltare un viaggio indietro nel tempo, a cavallo tra gli anni ’60 e ’70, ma a differenza di altri casi, non c’è alcun sentore di stantio, al massimo si potrà provare una raffinata malinconia.

The Clientele - Bookshop Casanova mp3

The Clientele - These Days Nothing But Sunshine mp3

The Clientele - Here Comes The Phantom mp3


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mercoledì, 28 marzo 2007
Papercuts

Papercuts - Can't Go Back

Questi gironi di relativa calma discografica in cui non compaiono altisonanti advance possono essere quelli adatti per rivisitare alcuni dei dischi che sono stati trangugiati nei periodi più densi di materiale nuovo, senza aver ottenuto adeguato spazio. Uno di questi, per me, è certamente Can’t Go Back dei Papercuts, che contiene John Brown, una delle canzoni che ascolto con maggior piacere recentemente. Jason Quever è il Deus ex machina del gruppo di San Francisco, e vanta trascorsi di collaborazione con Casiotone For The Painfully Alone (e qui immagino che a qualcuno in particolare si drizzino le orecchie…), nonché una certa vicinanza ai Grizzly Bears, più dal punto di vista relazionale che da quello dell’assonanza della musica proposta. I Papercuts viaggiano a cavallo di indie, folk e pop, prediligendo suoni classici alla ricerca di innovazioni, consegnando dieci tracce un po’ fuori dal tempo, nei quali quasi sempre sono piano/tastiere e chitarra a costituire la struttura portante sulla quale si innesta la voce calda e rassicurante di Quever.

Papercuts - John Brown mp3


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mercoledì, 07 febbraio 2007
The Honorary Title

Ti sentirai solo. In tanti me lo dicono. E probabilmente hanno ragione. Ma io sono pronto. A sentirmi un po’ più solo. Indi(e)pendente. Mi sarò fatto condizionare dalla nostra amata musica, dallo zeitgeist che spinge in questa direzione. Ma è quello che voglio, adesso.

Vivo l’ultimo atto ufficiale di una mezza vita passata seguendo uno schema prefissato con lo spirito leggero di chi ha un futuro diverso che lo aspetta, diverso per scelta propria. Nessuno può dirmi ora se la scelta è corretta, ragionevole (non lo sembrerebbe di primo acchito), adeguata. Posso solo leggere nei loro occhi, quelli di chi viene edotto, la sincera contentezza di sapere che sto facendo ciò che dovrebbe rendermi felice. Tanto basta.

Nero o rosso, pari o dispari, la giocata non è poi troppo rischiosa. La pallina può rimbalzare impazzita e lasciarti in braghe di tela, ma – sarà che sono ottimista di natura – mi vedo di più a lasciare la mancia al croupier, come quella volta del pieno al Ceasar Palace.

Migliaia di volti si sovrappongono, si susseguono, è un caleidoscopio che attinge a più di vent’anni di storia, spesso entusiasmante, talvolta drammatica, ma almeno per il momento non butto niente nel cestino, ed il cordone ombelicale non viene ancora reciso.

Luci e velluto, forme e colori, creatività omologata. Niente però può nascondere l’evidente crisi di identità della nostra società. E la sensazione è quella che il baricentro si stia veramente spostando sempre più ad ovest, passando la linea del cambio di data, proseguendo quel cammino intrapreso millenni fa a partire dalla Mezzaluna Fertile quasi ad assecondare il movimento rotatorio del nostro pianeta. E per citare ancora una volta Yoshimi dei Lips:

You realize that life goes fast
It's hard to make the good things last
You realize the sun doesn't go down
It's just an illusion caused by the world spinning round


Viaggiare di notte in metropolitana in una città aliena ha sempre un fascino senza uguali. La cartina impressa in mente, contare le fermate, lasciare che le immagini scorrano via nella visione periferica. Un ragazzo dai lineamenti mediorientali e gentili, quasi regali, che si siede di fronte nel vagone mezzo vuoto. Le sue cuffiette diffondono quello che è senza ombra di dubbio l’ultimo album dei The Shins. “Wincing The Night Away is perfect for a night tube ride, isn’t it?” Il suo viso si trasfigura per lo stupore e l’occorrenza di un fatto inaspettato, virando infine verso il sospetto. Mi rendo conto di avere un aspetto poco probabile ai suoi occhi, e solo un ampio sorriso ma soprattutto una veloce spiegazione riesce a rasserenarlo.

U Bahn

“Entschuldigen Sie mich bitte, in welcher Richtung ist Müllerstrasse?” domando con grande impegno ad un passante attingendo al mio limitato repertorio di tedesco, e questa volta la sorpresa è mia quando l’esaustiva risposta arriva in un italiano cristallino. Ci incontriamo e ci riconosciamo ovunque.

Lei è una ex-modella, avrà un paio d’anni meno di me. Le rughe di espressione intorno ai suoi occhi di ghiaccio lo stanno a dimostrare, perché se fosse solo per il suo corpo, non le darei certo più di trent’anni. Parla in italiano e piuttosto bene, ma l’accento teutonico, al contrario di quello francese, mi ha sempre smontato, anche all’epoca delle prime inesperte esperienze adolescenziali. Dopo un relativamente breve preambolo incentrato sui classici argomenti generici inizia a decantare con dovizia di particolari le proprietà taumaturgiche di una sana doccia calda dopo un’intensa giornata lavorativa, l’esaltazione dell’intimità del suo accogliente appartamento e altre amenità del genere. La mia salivazione aumenta a dismisura perché mi ricordo bene dove hanno portato discorsi analoghi in passato, e la parola “doccia” usata in privato è una sorta di password. Ma potrebbe anche essere una semplice provocazione e quindi decido di attuare una manovra evasiva, sia perché rimarrei un po’ deluso se così fosse sia perché preferisco evitare di trovarmi di fronte a scelte complicate, col rischio che la componente inguinale del pensiero possa prendere il sopravvento …

Basta sproloqui, tornando ho trovato un altro bel disco, Ten New Messages dei The Rakes, ed una bella traccia, Untouched And Intact dei The Honorary Title, che avevano già solleticato le mie orecchie quest’estate con Frame By Frame. Anticipa il secondo album del gruppo che ha ereditato il batterista dei The Format e che suona un indie ammiccante da costa est.

Untouched And Intact mp3


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sabato, 03 febbraio 2007
Sea Wolf

Sea Wolf - Leaves In The River

Alex Church è il bassista degli Irving. Il disco dell’anno scorso degli Irving, Death In The Garden, Blood On The Flowers, che a dispetto del trucido titolo è invece solare e ristoratore, è uno degli album che mi è piaciuto di più del 2006. E’ quindi scontato che segua con attenzione i progetti dei loro componenti, oltre alle loro future produzioni. Alex Church oltre a suonare il basso compone la maggior parte delle canzoni degli Irving, ma il gruppo ha una connotazione piuttosto briosa, oltre al massiccio impiego delle tastiere. Alcune canzoni di Church sono invece indirizzate a sonorità più calme, dai confini acustici e quindi piuttosto distanti da ciò che gli altri componenti della band accettano di integrare nei dischi degli Irving. Appare quindi inevitabile che si sia reso necessario un ulteriore progetto per dare compimento a questo materiale che altrimenti rimarrebbe inutilizzato. Ecco quindi materializzarsi Sea Wolf, un po’ pseudonimo, un po’ comunità che attinge dall’ambiente Ship Collective di Los Angeles e dintorni (che comprende oltre ai menzionati Irving i Silversun Pickups, i Great Northern e gli Earlimart). Sea Wolf ha appena firmato un contratto discografico, e l’album Leaves In The River uscirà più avanti, forse in estate, co-prodotto da chi ha un buon orecchio (lo stesso che si occupa di The Shins e Modest Mouse).

Leaves In The River mp3

You’re a Wolf mp3

Black Dirt mp3


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martedì, 30 gennaio 2007
Scattered Notes

Hope Sandoval

C’è una traccia che mi sta letteralmente ipnotizzando in questi giorni ed è Into Dust degli Ashtar Command, una fantomatica formazione composta da due ingegneri del suono che hanno collaborato in passato con Billy Corgan. E’ una cover apparsa su OC Mix 6 Covering Our Tracks, e riprende il brano originale dei Muzzy Star, passato quale sottofondo di una puntata. Quel pezzo è stato pubblicato nel 1993 nell’album So Tonight That I Might See, probabilmente il più riuscito della formazione dreampop californiana, insieme a Fade Into You che ha ottenuto un discreto successo commerciale. Una componente dei Mazzy Star, vocalist e scittrice dei testi, è la notevole fanciulla che appare qui sopra, tale Hope Sandoval, che riapparirà tra poco nel prossimo disco dei Massive Attack: Weather Underground. Le combinazioni…
Ashtar Command – Into Dust mp3
Mazzy Star – Into Dust mp3
Mazzy Star – Fade Into You mp3

Ho ascoltato il nuovo disco eponimo dei Grinderman, evoluzione dei Bad Seeds inglobante Nick Cave. Al termine dell’ultima traccia ho pensato: “meno male (che è finito)”, magari mi sbaglio.

Allettato da antiche vibrazioni, ho fatto fare un giro anche a Out Of The Woods, album solista di Tracy Thorn, al di fuori dalla formazione Everything But The Girl. Ma ho deciso che le suggestioni degli ’80 è meglio lasciarle tra i ricordi, a prescindere dalla sua bellissima voce.

All We Have Is Now, cantavano i Flaming Lips in Yoshimi Battles The Pink Robots. Confermo che ne vorrei due di adesso. Ma soprattutto tre o quattro allora.


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mercoledì, 24 gennaio 2007
The Go Find

The Go Find - Stars On The Wall

Che dal Belgio possano provenire ottime band è un fatto assodato, basti pensare ai dEUS, mio gruppo preferito dell’Europa continentale, o ai Soulwax. I The Go Find sono un gruppo che nasce dalle idee di Dieter Sermus, un trentenne di Anversa che ha maturato una lunga esperienza in formazioni indiepop. E giusto per fornire un paio di indizi a garanzia che si tratti di qualcosa di realmente concreto, i riferimenti sono: Morr Music, l’etichetta di Berlino specializzata in indietronica (The Notwist, Ms.John Soda, Lali Puna e Mum) e la produzione di Arne Van Petegem, meglio conosciuto come Styrofoam (anch’esso appartenente alla scuderia Morr).
Per descrivere la musica dei The Go Find, una consona analogia che mi viene in mente è il famigerato cioccolato belga Godiva. Ingredienti di elevata qualità, poco dolce ma ricco di un corposo intreccio di essenze aromatiche. Suoni molto soffusi, limitato e funzionale impiego di campionamenti, tracce esclusivamente acustiche come Monday Morning, quella che più mi piace di Stars On The Wall, secondo disco full length dopo Miami del 2004. E non è escluso che il risultato possa anche migliorare, in quanto quella che ho ascoltato pare essere una versione preliminare. In ogni caso è consigliato a chi ama Morr, l’indie d’atmosfera, e le sonorità delicate. Se cercate invece qualcosa di movimentato e brioso, passate oltre.

Dictionary mp3

Monday Morning mp3

Ice Cold Ice mp3


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mercoledì, 20 dicembre 2006
Plug 2007

Plug

Spesso gli awards sono manifestazioni inutili, pompose e fuorvianti, piegate a logiche commerciali che ci fanno storcere il naso. Un'eccezione è senza dubbio rappresentata da Plug, Independent Music Awards. L'unico appunto che si può muovere è che sia un po' troppo US, essendo pochissime le band o gli artisti che risiedono al di fuori dei 50 stati dell'unione. La scelta, almeno nelle categorie che ci riguardano, è comunque molto succosa.

Plug: vota

Il mio voto per New Artists Of The Year è stato per i Voxtrot, interessante band di Austin - Texas. Indie pop spenserato, che propone motivi che ti sorprendi a fischiettare quando meno te l'aspetti.

Soft & Warm mp3

Raised By Wolves mp3

Dopo 3 EP ed un 7" si attende l'album che li consacrerà definitivamente e che probabilmente avrà un discreto successo di vendite.


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mercoledì, 13 dicembre 2006
Au Revoir Simone

Au Revoir Simone

Tre ragazze senza testa (solo apparentemente), le loro tastiere e le loro drum machines. Mi hanno fatto pensare ad una risposta femminile ai The Radio Dept., ma non sarebbe corretto limitarsi a tale riferimento, che andrebbe allargato almeno a Camera Obscura , Stereolab e The Postal Service. Di Erika, Heather ed Annie, cittadine della Grande Mela, sponda orientale dell’East River, ovvero Brooklyn, aveva parlato indiepop.it (e chi altrimenti?) un anno fa a riguardo del primo album: Verses Of Comfort, Assurance and Salvation. Tra poco invece verrà pubblicato il secondo: The Bird Of Music, che conferma le caratteristiche distintive delle Au Revoir Simone, vale a dire semplicità, eleganze ed etereicità. Dream pop elettronico che mette a dura prova la capacità di resistere alla tentazione di cadere in uno stato di daydreaming, ascoltandolo. Sicuramente i singoli Sad Song e Fallen Snow, sono i due episodi più interessanti del disco, che si prestano tra l’altro perfettamente ad essere integrati in playlist malandrine, ma anche la traccia di apertura, The Lucky One, non è niente male. Arrivare alla fine del disco svegli è invece alquanto difficile, almeno per me, che in questo periodo ho una preoccupante tendenza alla narcolessia. Mi sembra una sorta di difesa naturale: il cervello si spegne per evitare di pensare in negativo. Non posso neanche dargli torto…

Sad Song mp3

Fallen Snow mp3

The Lucky One mp3


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sabato, 25 novembre 2006
The SLIP

The SLIP - Eisenhower

Non ho ancora capito come funziona il meccanismo che mi spingere a scrivere di un disco. Di alcuni dei dischi che più ho ascoltato non ho mai nemmeno accennato, ultimo dei quali il nuovo dei The Shins, Wincing The Night Away, che migliora di passaggio in passaggio. Ma anche Beck ha subito la stessa sorte, e solo il concerto al Rolling Stone mi ha indotto a citare Sam’s Town dei The Killers. Del resto è il bello di questi spazi senza la benché minima aspirazione di rappresentare qualcosa di definito, e nelle intenzioni avrei voluto condividere idee ed impressioni anche su pellicole e libri, ma la musica alla fine ha spontaneamente preso il sopravvento. Assecondo questo spirito libero almeno qui, uno dei contesti dove non si rischia nulla a lasciar correre l’assenza di regole. E da un pezzo risiede sull’HD un disco interessante di cui mi ero ripromesso di riportare: Eisenhower dei The Slip.
I The Slip sono un terzetto di Boston. Ecco qui già mi fermo ed apro una divagazione cestistica. Terzetto di Boston mi richiama alla memoria quella che probabilmente è la miglior front line che sia mai apparsa sui parquet del mondo: Larry Bird, Kevin McHale e Robert Parish. Dicesi front line il pacchetto di giocatori che costituisce la batteria di lunghi, ovvero quelli che solitamente giocano nei pressi del canestro, ed in quanto tali sono spesso caratterizzati da potenza (espressa in altezza e stazza più forza muscolare) e per contro meno dotati di velocità, eleganza e talento che normalmente abbondano tra gli esterni. Ma quell’epico trio – definito anche The Big Three – incarnava invece tutte le qualità descritte, e nei primi anni ottanta consentirono ai Boston Celtics di vincere titoli NBA a ripetizione, anche contro avversari altrettanto leggendari come i Lakers di Magic Johnson. Il caso ha voluto che nel 1980 abbia avuto l’onore di conoscere di persona Kevin McHale, nella palestrina secondaria del Palalido, durante gli allenamenti dell’allora Billy Milano. McHale aveva terminato l’università ed era divenuto prima scelta dei Boston Celtics; le trattative per il contratto – che già a quell’epoca non aveva nulla da invidiare alle più celebrate star calcistiche odierne – avevano preso una piega poco gradita al gigante del Minnesota, che aveva quindi minacciato di giocare in Europa per un anno, in modo da svincolarsi e diventare free agent, ovvero libero di negoziare con qualsiasi squadra ed il suo arrivo in Italia era funzionale a rendere più credibile questa minaccia. Quei pomeriggi di settembre non li scorderò molto facilmente, anzi, è molto probabile che non li scorderò affatto.
Riaffiorano infatti ascoltando tre musicisti che probabilmente al Boston Garden, quel palazzetto inglobato nella North Station della città del New England con il parquet intrecciato in modo unico a formare grandi quadrati, si saranno recati spesso, a respirare quello spirito di Fightin’ Irish che ha caratterizzato l’epoca d’oro dei Celtics. I The SLIP si definiscono avant-rock, ed io non ho ben compreso cosa dovrebbe significare; forse un suono eclettico, abbastanza lontano da uno schema prefissato. A me in alcuni aspetti ricordano i Guster, che non a caso provengono dalla stessa città. La prima parte del disco è convincente, ed inizia proprio con il brano più significativo dell’intero LP: Children Of December. Eisenhower arriva dopo dieci anni di attività del gruppo ed alcune pubblicazioni che hanno lasciato impronte molto lievi, ed in ogni caso pare che il suono si sia evoluto negli anni, non senza le influenze di realtà come Wilco, The Flaming Lips, Built To Spill e, recentemente, Explosions In The Sky e Tortoise. La strada è quella giusta.

Children Of December mp3

Even Rats mp3


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sabato, 04 novembre 2006
The Apples In Stereo

The Apples In Stereo - New Magnetic Wonder [provisional]

L’idiozia più grossa a riguardo dell’indie l’ho sentita pronunciare da uno dei santoni indie nostrani, quello che ha fondato anche una rivista molto cool, che sentenziò: “chi ama i Pink Floyd non è indie”. Non sarebbe molto difficile smontare questa teoria, partendo dal basilare concetto che è impossibile che il gradimento o meno di un singolo gruppo possa determinare la indietudine di un soggetto, per quello che poi può valere questa accezione. Sta di fatto che proprio uno degli uomini più indie del mondo, ovvero Robert Peter Schneider, creatore dei The Apples In Stereo e co-fondatore del collettivo Elephant 6, è la dimostrazione vivente di quanto l’assunto del paraguru sia risibile: il nome della sua band deriva proprio dall’ascolto, durante il brainstorming per trovare l’appellativo al gruppo, del brano “Apples And Oranges”, singolo del 1967 di Syd Barrett e soci (che merita una visione qui). Originariamente la band si chiamò The Apples, ma Schneider pensò di conferire un tocco di psichedelia con l’aggiunta di In Stereo.
Tutto questo per dire che New Magnetic Wonder, nuovo LP della band dopo 5 anni di attesa è in circolazione con abbondante anticipo sulla data di pubblicazione, prevista per il 7 febbraio 2007. Ed è valsa la pena aspettare con pazienza, dato che i The Apples In Stereo e la moltitudine di ospiti tra cui spicca Jeff Magnum dei Neutral Milk Hotel consegnano un doppio stupefacente nel suo insieme, con un disco che contiene 14 brani ed il secondo che offre altri 12 pezzi definibili come seguiti o richiami. Intendiamoci, non è un disco che raggiungerà vette di gradimento popolare sinora inarrivabili per i gruppi Elephant 6, ma rappresenta un perfetto esempio di maestria musicale indiepop, che arriva persino alla creazione di una nuova scala musicale, definita “non-pitagorica” da Schneider, il suo inventore.
Segnalo infine la curiosità relativa al fatto che l’etichetta che pubblicherà New Magnetic Wonder è la neocreata Semian, una iniziativa di Elijah Wood, il Frodo di LOTR nonché lo stalker di The Eternal Sunshine Of A Spotless Mind. La generazione cresciuta a pane ed indie si appresta a contollare le leve del potere… ;]

Energy mp3

Radiation mp3


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sabato, 28 ottobre 2006
+/- (Plus/Minus)

+/- (Plus/Minus) - Let's Build A Fire

Se vi piace il lap pop non potete perdervi il nuovo album dei +/- (Plus Slash Minus): Let’s Build A Fire. Qualche estemporaneo lettore che non appartiene alla categoria degli indie nerds si potrebbe chiedere cos’è il lap pop, la domanda sarebbe più che lecita, ed evitando improbabili battute che coinvolgano la lap-dance, cerco di spiegarmi meglio: è sinonimo di indietronica, altro termine nerd che almeno ha il pregio di portare verso la giusta direzione, ovvero il fatto che si tratti di una nicchia di musica indie che fa ampio ricorso all’elettronica, in particolare a suoni campionati e gestiti attraverso un computer portatile, altrimenti detto laptop. E’ un genere che vanta un’ottima tradizione europea, basti pensare ai teutonici The Notwist (tra i capostipiti) ed agli scandinavi The Radio Dept.
Let’s Build A Fire è il terzo disco del terzetto newyorkese, e segue a tre anni di distanza il valido You Are Here, qui validamente recensito da indiepop.it, non chiedetemi però cosa sia "una miscela pop molecolare". La descrizione generica dei suoni calza comunque anche per questo episodio, che forse, visto il traffico generato nei peer2peer, avrà la chance di far uscire i +/- dall’anonimato. Se lo meriterebbero, visto che Steal The Blueprints è una delle canzoni più orecchiabili dell’anno.

Steal The Blueprints mp3

One Day You’ll Be There mp3


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martedì, 03 ottobre 2006
Copeland

Copeland - Eat, Sleep, Repeat

In mezzo ad una massiccia dose di nuovi album di notevole spessore, da The Information di Beck a Sam’s Town dei The Killers, sino a giungere all’odierno e per certi versi sorprendente So Divided degli …And You Will Know Us By The Trail Of Dead, si ritaglia uno spazio Eat, Sleep, Repeat, terzo disco dei Copeland, quartetto indiepop della Florida.
Abbandonate le insane tentazioni emo che hanno fatto capolino negli episodi precedenti, i Copeland consegnano undici tracce in cui abbondano suoni di una moltitudine di strumenti diversi, tanto che a volte è necessario prestare attenzione al fine di non perdere per strada qualche dettaglio. Non vi è ridondanza, comunque, e l’unico appunto che mi sentirei di muovere è che il cantato suona talvolta un po’ troppo christian per i miei gusti.
Eat, Sleep, Repeat scivola via leggero, ma prende quota man mano che si susseguono i passaggi e mi sentirei di consigliarlo a chi apprezza i Nada Surf, ed a coloro ai quali i Guster sono piaciuti, oppure a quelli che si fidano ciecamente dei consigli musicali di Zach Braff…
I Copeland pubblicheranno a fine ottobre Eat, Sleep, Repeat con Militia Group, la stessa etichetta dei The Appleseed Cast (brutto segno quando si inizia a spulciare tra le case discografiche più oscure per trovare nuova linfa musicale), e con gli stessi saranno in tour prossimamente.

I’m A Sucker For A Kind Word mp3

Where’s My Head mp3

Careful Now mp3


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sabato, 23 settembre 2006
Small Sins

Small Sins - Small Sins

Electro chamber pop, e la copertina costituisce una dichiarazione d’intenti, manca solo la drum machine. Toronto. Gruppo riformulato da Astralwerks (il cui livello medio qualitativo degli artisti è un sinonimo di graranzia: da Badly Drawn Boy a Sondre Lerch, da Sparklehorse – a proposito sarebbe criminale perdersi 'Dreamt For Lightyears In the Belly Of A Mountain' – sino ai Turin Brakes), dopo che nel 2005 Thomas D’Arcy, fondatore ed ispiratore pressoché unico, si era proposto con il nome The Ladies And Gentlemen, pubblicando Small Sins, titolo destinato a diventare anche l’appellativo definitivo. Tale album viene riproposto, debitamente riarrangiato, da Astralwerks nel giugno scorso in nordamerica, mentre la pubblicazione in Europa è prevista per novembre.
Sebbene Thomas D’Arcy conosca anche personalmente gli interpreti del collettivo indie canadese, a cominciare dai Broken Social Scene, gli Small Sins non hanno granché da spartire con loro; ascoltandoli si viene invece immediatamente rimandati a Grandaddy e, soprattutto, The Postal Service, sebbene D’Arcy proclami che ciò sia assolutamente incidentale, in quanto i suoi ascolti più convinti si indirizzano verso Wilco e Spoon, che peraltro non sono attinenti al suono proposto dagli Small Sins. Che non è niente male.

Stay mp3

Won’t Make It Easier mp3


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venerdì, 28 luglio 2006
Murder By Death

Potrei scrivere le stesse cose che ho postato un anno fa, evidentemente luglio è il mese dal kilometraggio maggiore dell’anno. Il soggiorno in Baden-Württenberg quest’anno si è rivelato particolarmente ascetico, grazie ai pernottamenti in un convento attiguo ad una maestosa basilica. Celle riadattate a stanze, ma mantenendo un esiziale stile minimalista, pur non facendo mancare le comodità standard ormai artatamente elevate al rango di irrinunciabili. Ma la struttura, le forme arrotondate ed un po’ anguste, le finestre a fessura, i maestosi corridoi ed i chiostri incutono rispetto, predispongono alla spiritualità che è come se fosse rimasta diffusa nell’atmosfera e nei candidi muri. Difficile accostare il rock a questo genere di ambientazione, ma qualche brano ha fatto breccia nonostante tutto:

Murder By Death - In Bocca Al Lupo

Murder By Death – Brother mp3

Dashboard Confessional – Don’t Wait mp3

The Honorary Title – Frame By Frame mp3

Epo-555 – Hiperschlieb mp3

The M’s – Plan Of The Man mp3

Seventh Standard – Slow Burn mp3

The Working Title – The Mery Getaway mp3

The Revs – Time Slippin’ mp3

The New Amsterdams – Turn Out The light mp3

Mi aspetta ora la annuale cura disintossicante da banda larga e comportamenti compulsivi derivati, statemi bene!


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31 Inspirational Tracks

  • Badly Drawn Boy - Is There Nothing We Could Do?
  • Julian Plenti - Skyscraper
  • Spoon - Written In Reverse
  • Charlotte Gainsbourg & Beck - Heaven Can Wait
  • Eels - Little Bird
  • Julian Casablancas - Out Of The Blue
  • Pearl Jam - Just Breathe
  • Athlete - Black Swan Song (acoustic)
  • Jason Lytle - Brand New Sun
  • The Lovely Feathers - Lowiza
  • Bad Lieutenant - Walk On Silver Water
  • Death Cab For Cutie - Meet Me On The Equinox
  • Editors - Papillon
  • Kings Of Convenience - Boat Behind
  • Radiohead - These Are My Twisted Words
  • Modest Mouse - Satellite Skin
  • Dinosaur Jr. - Pieces
  • Kasabian - Underdog
  • Wilco - I'll Fight
  • Eels - That Look You Gave That Guy
  • Manic Street Preachers - All Is Vanity
  • Sophia - There Are No Goodbyes
  • Doves - Spellbound
  • ...And You Will Know Us By The Trail Of Death - Insatiable One
  • The Decemberists - The Hazards Of Love 1 (The Prettiest Whistles Won't Wrestle The Thistles Undone)
  • Gomez - Airstream Driver
  • The Veils - Sit Down By The Fire
  • Iran - I Can See The Future
  • Ben Folds - Cologne
  • The National - So Far Around The Bend
  • The Temper Trap -Sweet Disposition

Tangerine Chart


Overall


Weekly

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