"Life is hard
and so am I."
- Mark Oliver Everett -
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Carino il singolo After Hours dei We Are Scientists, che fa ben sperare per il secondo album degli stessi, previsto per il prossimo marzo: Brain Thrust Mastery. L'esordio With Love And Squalor è stato uno dei migliori album del 2005, quindi è lecito aspettarsi una replica all'altezza, nonostante l'abbandono del batterista Michael Tapper possa oggettivamente suscitare qualche preoccupazione, considerando che il suono della band era molto improntato sull'ottima sezione ritmica.
After Hours (promo) mp3

Prentato ieri sera nel programma di Zane Lowe trasmesso da BBC Radio One il nuovo singolo degli Editors - a proposito di Birmingham - che anticipa il secondo album An End Has A Start, di cui costituirà la prima traccia.
Editors - Smokers Outside The Hospital Doors [Radio Rip] mp3

Interpol - The Heinrich Maneuver [Radio Rip] - mp3
primo singolo nonchè quarta traccia di Our Love To Admire.
Visto che questa settimana non ha proposto dischi di particolare rilievo, è l'occasione giusta per cercare di selezionare materiale meno noto ed annunciato:
Wiretree - powerpop da Austin / Texas
Big Coat mp3
da Bouldin
Limbeck - indie rock da Orange County / California
Big Drag mp3
da Limbeck
Call Me Lightning - newrock da Milwakee / Wisconsin
Billion Eyes mp3
da Soft Skeletons

Un giudizio attendibile su Our Earthly Pleasures, ad occhio e croce, lo potrò fornire intorno alla mezzanotte del 16 aprile, dopo la loro apparizione sul palco del Rolling Stone. Nel frattempo mi limiterò a lasciarlo fluire, costituiendo uno dei piaceri terreni cui fa riferimento il titolo, cercando di non farmi influenzare da una vaga sensazione di incompiutezza. Perchè se gli episodi più riusciti sembrano essere quelli dal ritmo più controllato, nel caso di Paul Smith e compagni potrebbe essere sintomo di imperfezione, più che di evoluzione.
Books For Boxes mp3
Russian Literature mp3
Parisian Skies mp3

Dylan, un componente della band, ha reso disponibile questo EP, esordio eponimo, presso una popolare comunità di torrent. Mi pare doveroso premiare la scelta, ed oltretutto, essendo la musica proposta dai Bear On Bear sicuramente apprezzabile, da loro stessa definita indie-guitar-pop-sound, lo sforzo è davvero minimo. Citano Jarvis Cocker, The Smiths e Talk Talk tra le influenze, pur essendo situati piuttosto distanti dalla terra di Albione, ovvero a Santa Cruz, ah Santa Cruz, California.
Better Than Nothing mp3
Orange Blossoms mp3
Magpies mp3

Quasi due anni dopo. Eh però queste scimmiette...
Brianstorm [radio rip] mp3
Sarà la prima traccia di Favourite Worst Nightmare, in uscita il 23 aprile, nonché primo singolo del nuovo album. La traccia è stata rippata dal programma The Radio 1 Rock Show condotto da Zane Lowe su BBC 1 stasera. Gli è piaciuta così tanto da trasmetterla due volte.

Circa un anno fa ero incappato in Black Shoes, e da allora avevo inserito The Films nella lista dei “sotto osservazione”. Pur essendo originari della South Carolina, hanno diviso ultimamente il palco con gruppi europei come i Mando Diao ed i The Kooks, e questi indizi possono aiutare anche ad intuire quale sia il genere di musica che propongono. Abusatissimo il paragone con i The Strokes, e forse per sfuggirne pubblicano il disco di esordio Don’t Dance Rattlesnake prima in Europa, nei paesi a lingua tedesca. La maggior parte dei brani, 9 su 12, sono rapidi nel ritmo e nell’esecuzione, non arrivando nemmeno ai canonici 3 minuti, ma non per questo rimangono incompiuti, confezionando un disco incalzante ma non frenetico. Sicuramente interessanti e degni di ascolto, potrebbero costituire una sorpresa nell’affollatissimo panorama discografico di questo inizio d’anno.
Black Shoes mp3
Call It Off mp3
Belt Loops mp3
A volte c’è qualcuno che sceglie per te, e tu non puoi fare altro che adeguarti, perché sai che se certe cose accadono, lo fanno seguendo un filo predesignato che ti porterà alla destinazione a te ignota al momento della partenza, in rispetto del karma, ma non nell’accezione newage del termine, semplicemente in accordo con la fondamentale legge della causa/effetto.
Perché in una sera in cui si offre la scelta tra The Datsuns, Yuppie Flu acustici e The Fratellis, o l’alternativa sempre prioritaria della tranquillità casalinga in una settimana lavorativa che ti ha spremuto come un limone, se uno dei tuoi wingman da concerto preferiti ti chiama offrendoti un accredito per assistere all’esibizione degli scozzesi, pare chiaro cosa abbiano deciso le forze superiori di cui sopra.
E non è detto che la componente musicale sia quella che contraddistinguerà la serata, perché se Costello Music non l’hai ascoltato granché e i pezzi dei The Fratellis sono passati più che altro grazie alle varie playlist, un motivo ci sarà. Non erano bastate le raccomandazioni di Kapranos ed il glamour costruito attorno al terzetto glasgowiano, per fare breccia nelle mie orecchie e sebbene non mi dispiacessero affatto, non avevo aperto loro le porte dell’affezione. L’esibizione mi ha aiutato a fornirmi esaurienti risposte riguardo il perché, e dopo quanto espresso da Viridian e Bartolone, penso non ci sia molto da aggiungere.
Jon mi è anche simpatico, per carità, ma come ha segnalato Mist (lui pure simpaticissimo e con il quale condivido una smodata passione per i The National), non è che il pubblico si accontenti della buona attitudine a fronte dell’esborso di una banconota blu.
Ma la musica non è solo un insieme di note, rumori ed armonie. Ormai lo sappiamo bene: c’è l’effetto aggregante, la condivisione delle emozioni, il pretesto per dare uno scossone al grigiore di certe nostre giornate. E sotto questo profilo ieri sera il successo è stato enorme, dal rinnovare i contatti con gli habitué, al conoscere nuove promettentissime realtà. Se poi si rivelano meno nuove di quello che si possa immaginare, possiamo solo avere una conferma che questo ambito – tra blog e comunità tipo last.fm – è più ristretto e delimitato di quello che ci si aspetta, e ciò non dispiace affatto, anzi.
E sotto questo profilo, anche canzoni suonate approssimativamente e deprivate del fascino conferito da una produzione che – evidentemente – ha ingigantito i loro meriti possono risultare piacevoli e ti stimolano un sorriso. Penso ad Henrietta che ha aperto il set, a Got Ma Nuts From A Hippy ed alla conclusiva Ooh La La, cover della canzone della fascinosa Alison Goldfrapp, a sua volta ispirata a Spirit In The Sky, di Norman Greenbaum.

Non tutti i week-end lavorativi vengono per nuocere. Per esempio, certi novelli corrispondenti franciosi hanno perfettamente intuito che piazzargli alle costole una simpatica modella controfigura di Keira Knigthley, anzi forse anche dotata di qualcosa in più, è un sistema molto efficace per tenere molto elevata l’attenzione di uno stanco (e teoricamente un po’ svogliato) quarantenne in trasferta in Haute Savoye. Del tipo che: “è già ora di ri-partire?”. Impressionante, ma da accantonare prontamente tra i piacevoli ricordi, e per rientrare nei ranghi mi affido all’ennesima creatura glasgowiana, un quartetto che si affaccia alla ribalta del newrock (categorizzazione che incontra sempre maggiori consensi e che intitola un canale audio di Sky) con il debutto A Strange Education. Scorrendo le prime tracce non posso evitare di pensare ai The Editors, e la corrispondenza tende a ripetersi anche nei brani conclusivi. Cercando dei riscontri è possibile verificare che hanno supportato diverse loro date (insieme anche a We Are Scientists, il cui componente geekissimo Chris Cain compare in un cameo nel video del singolo Break), così come hanno fatto recentemente per gli Snow Patrol, di cui però non si trovano pressochè tracce nel suono dei The Cinematics. Energici e determinati, i quattro componenti sembrano essere piuttosto omogenei ed affiatati. A Strange education verrà pubblicato in marzo.
Break mp3 / video
Asleep At The Wheel mp3

Chi saranno i The Kooks del 2007? Neanche il tempo di porsi la domanda che arriva diretta la risposta, senza troppe possibilità d’errore: i The View, quartetto scozzese di Dundee, che recentemente ha visto il proprio nome apparire sulla copertina di NME. Hats Off To The Buskers è il loro esordio targato Sony, e l’etichetta che se li è accaparrati la dice lunga sul fatto che possono diventare, potenzialmente, una gallina dalle uova d’oro. Musicalmente non c’è molto da sottolineare, se non che tutti i brani prediligono l’orecchiabilità, mirano ad arrivare dritti alla corteccia cerebrale ed a non schiodarsi più di lì. Same Jeans ricorda molto da vicino la famosa Brimful Of Asha dei Cornershop, e diverse altre tracce rimandano, di volta in volta, ad autori e gruppi della recente tradizione britannica. “Ispirarsi a” non è poi tanto diverso che copiare. L’importante è farlo bene, ed i The View ci riescono.
Superstar Tradesman flac
Same Jeans flac
Wasted Little DJ's flac
Perdonate i files piuttosto pesanti in formato lossless flac (senza perdita di qualità dal CD), ma questo diventerà tra non molto il nuovo standard che soppianterà l'mp3, la maggior parte dei lettori è già compatibile.

“Salve, è Universal che parla, la vostra casa discografica. Avete due giorni per consegnarci una vostra cover di All You Need Is Love dei Beatles, è richiesta dalla Chase Credit Cards quale colonna sonora del loro prossimo spot pubblicitario. Avete dai 45 minuti ad un’ora per confermare; ah, sappiate che se declinerete la richiesta, perderete il vostro contratto discografico.”
Respect per i The Features (per i quali avevo già espresso ammirazione) che, incuranti delle minacce, hanno risposto “no!”, non tanto e non solo per avversità a concedere musica per uno spot, ma per l’evidente controsenso nell’utilizzare un’inflazionata canzone dei Fab Four il cui intendimento è molto distante da quello del messaggio pubblicitario che invita a “comprarsi la felicità”. By the way, alla fine quella cover l’hanno realizzata i Nada Surf (recuperabile qui).
Tutto ciò 14 giorni prima di entrare in studio per registrare il seguito di Exhibit A, che vedrà – a questo punto – la pubblicazione con una altra etichetta in via di definizione all’inizio del prossimo anno. Il gruppo del Tennessee non si è certo perso d'animo, e nel frattempo si è autofinanziato un EP, Contrast, con la produzione di Jaquire King (Kings Of Leon, Modest Mouse ed Archie Bronson Outfit), la cui title track è molto carina.
Contrast mp3
A Sam’s Town ho riservato un’accoglienza tiepida. Il singolo When You Were Young mi aveva fatto capire che il secondo album dei The Killers non sarebbe stato un seguito lineare dello splendido Hot Fuss. Non mi sono riconosciuto nella corrente di pensiero che accostava il suono di questo disco a quello degli U2, mentre trovo decisamente più riscontri nei commenti che indicano come il periodo ruggente del Boss Springsteen, i primi anni ottanta ed i dischi The River e Born In The U.S.A. in particolare, quali fonte di ispirazione per il nuovo disco. Avendo potuto apprezzare già a suo tempo, nella mia fase tardo adolescenziale, quello specifico tipo di musica, Sam’s Town mi è risultato quindi complessivamente accettabile. Certo, avrei preferito che i quattro del Nevada avessero proseguito il loro percorso più vicino alle sonorità del rock britannico, che sono complessivamente più attigue ai miei gusti attuali, ma ciò non è a mio avviso sufficiente per stroncare il nuovo disco. Decido quindi di confermare la fiducia ai The Killers e di presenziare al concerto che passa da queste parti, anche per sfruttare l’occasione di incontrare blog friend che è da troppo tempo che non vedo. Oltretutto avevo un conto in sospeso perché in occasione del loro precedente concerto milanese, pur disponendo dei biglietti, avevo dovuto rinunciare. Sebbene il sold out mi costringa ad uno sforzo supplementare, vengo ampiamente ricompensato da un concerto di grande sostanza ed il solito piacevole contorno di relazioni personali allacciate, nuove conoscenze e – finalmente – il contatto diretto con la donna le cui parole sono affilate come lame di katana, ma che dal vivo rende tutto più morbido grazie ad un sorriso contagioso ed allo sguardo penetrante.
L’esecuzione live, se possibile, rende ancora più evidente il contrasto tra le sonorità del primo e quelle del secondo LP, e credo che se ne rendano conto loro stessi, in considerazione della scaletta “a blocchi”. Brandon Flower si presenta vestito da croupier, in omaggio alla title track Sam’s Town che apre il concerto (casinò di Las Vegas – città natale) e si profonderà in un visibile impegno per tutta la durata del concerto che si giova del fatto che quella di Milano è una delle prime date del tour europeo (massiccio l’afflusso di inglesi). Noto che Read My Mind dal vivo rende meglio che sull’album, in quanto emerge meglio la chitarra di Dave Keuning, mentre al contrario Uncle Johnny – il brano che preferisco nel nuovo album – risulta un po’ spenta e rallentata. Poco importa perché nel complesso i The Killers riescono a dimostrare che, seppure privi di particolare originalità, hanno le carte in regola per essere considerati un degno gruppo che suona Gramorous Indie Rock & Roll. “I got soul but I’m not a soldier” da All These Things I’ve Done è stato il refrain più coinvolgente. La setlist è stata, approssimativamente perché vado a memoria, la seguente:
Sam’s Town
When You Were Young
Somebody Told Me
Smile Like You Mean It
Bones
Bling (Confession Of A King)
Read My Mind
Jenny Was A Friend Of Mine
Glamourous Indie Rock & Roll
Uncle Johnny
Mr. Brightside
My List
For Reasons Unknown
All These Things I’ve Done
Exitlude

Se per descrivere una band vengono citati i The Doors, i The Strokes ed i Franz Ferdinand, difficilmente si può evitare di inarcare le sopracciglia con una buona dose di scetticismo. E’ vero che i The Blood Arm hanno aperto alcune date dei due gruppi contemporanei appena citati, oltre ad alcune per i Maxïmo Park, ma, sebbene la città di origine sia la stessa, Los Angeles, trovo abbastanza azzardato l’accostamento a Morrison e soci.
Molto più contigue le sonorità del gruppo di Alex Kapranos, il cui modo di cantare sembra fonte di ispirazione continua per Nathanial Fregoso, frontman del quartetto californiano. E le affinità non si fermano certo lì, tanto che all’inizio mi pareva quasi di ascoltare una tribute band (ascoltando Suspicious Character).
Dando però credito all’intero album di esordio, Lie Lover Lie, emerge invece che l’hype che si è condensato intorno a questo debutto ha qualche giustificazione, riscontrabile in un pezzo come Do I Have Your Attention? ma non solo. Per l’occasione, allora, aggiungo una tag: next big thing.
Do I Have Your Attention? mp3
Stay Put! mp3
Suspicious Character mp3

Loog ci aveva avvisati già ad inizio 2005. Da allora i Battle risiedono nella watch list, che finalmente ora propone qualcosa di più concreto dei singoli usciti sinora. Arriva il loro disco d’esordio, Break The Banks, la cui uscita ufficiale è prevista per il tardo autunno, anticipato da un mini-LP che si intitolerà Back To Earth. I Battle sono formati da quattro componenti che provengono prevalentemente dall’area di South London e sembrano apportare un contributo equamente suddiviso all’identità del gruppo. Mi piace la voce di Jason Bavanandan (di formazione soul e che si esprime talvolta anche alle tastiere ed alla chitarra di supporto), mi piace molto il suono del chitarrista Jamie Ellis (cresciuto a Clapton e poi svezzato da grunge e britpop), e apprezzo la sezione ritmica composta dal batterista Olivier Davis (con ascendenze dance) e dal bassista Timothy Scudder (che dopo una sbandata metallara si è convertito ai My Bloody Valentine ed agli Strokes). Leggendo la biografia si può già ottenere un riscontro interessante, specie registrando le loro apparizioni quali supporto dei Bloc Party, The Rakes e British Sea Power. Ed in effetti il responso sonoro è consono alle premesse, assolutamente positivo. E proprio il gruppo di Kele è quello che maggiormente viene richiamato nelle sonorità delle tracce dei Battle, mentre taluni passaggi della chitarra lasciano trasparire la contiguità ai British Sea Power.
Penso che Break The Banks si aggiudicherà il titolo di miglior disco newrock inglese dell’anno, semprechè i Bloc Party non decidano di anticipare la data di pubblicazione del loro secondo album, attualmente programmato per gennaio.
Per quanto riguarda le tracce Tendency è quella più nota tra quelle già in circolazione da tempo, ed in questo episodio è proposta in una versione riveduta e corretta, con l’aggiunta di archi ed altri dettagli di produzione. Beautiful Dynasty sarà invece il prossimo singolo, mentre Sit With Me è il pezzo che – a parte il menzionato Tendency – infilerei in una compilation stradale. Non resta che aspettare un loro live, dato che tra l’altro pare che rendano molto bene dal vivo.
Tendency

Infinite Jest. Questo titolo di un EP, il primo dei We Are The Fury, mi ha immediatamente catturato l'attenzione dato l'evidente riferimento al titolo del libro-icona di David Foster Wallace. E se non fosse bastato, l'assonanza del nome del gruppo - quintetto stiloso di Toledo nell'Ohio - a quello dei We Are Scientist sarebbe stato uno stimolo sufficiente per indurmi ad esplorare questo disco.
Un po' di musica più movimentata dopo un'indigestione di indie piuttosto soffuso, alla Band Of Horses e Mazarin, che almeno nella traccia di riferimento Better Off This Way trova spunti interessanti, abbastanza per inserire i We Are The Fury nella watchlist.
Better Off This Way mp3

Nella fantastica lavagna di School Of Rock ci sarebbe un ramo che discende dai Clash, passa per i Public Image Ltd. ed arriva ai Radio 4 (che infatti devono il loro nome ad una canzone dei PIL). Se ador(av)o i Clash, am(av)o Rotten o Lydon che dir si voglia, logica vuole che mi piacciano anche i Radio 4, quintetto newyorkese. In particolare le linee del basso mi hanno sempre convinto e coinvolto, trovando in Eyes Wide Open la traccia di riferimento di questo genere di musica negli anni correnti. Proprio con Gotham!, l’album in cui è incluso quel pezzo, ho fatto conoscenza dei R4. Era il loro secondo album (2002), al quale è seguito due anni più tardi Stealing Of A Nation, una grossa delusione, purtoppo. Con aria circospetta mi sono quindi avvicinato a Enemies Like This, album in uscita ad inizio di maggio, temendo che l’ispirazione del gruppo non fosse tornata ai livelli di Gotham!. Cautela che si è rivelata fortunatamente infondata: trovo questo lavoro davvero convincente, praticamente privo di passaggi a vuoto, e che costantemente induce a muovere una qualsiasi parte del corpo al tempo della sezione ritmica, sempre superlativa. Noto nelle chitarre, specie nella parte iniziale del disco, un certo influsso Interpolico, che comunque certo non stona.
Enemies Like This mp3
This Is Not A Test mp3

“Ogni sera, per sei mesi, prima di coricarmi, ho ascoltato A Whiter Shade Of Pale dei Procol Harum. Quella canzone mi portava in una dimensione parallela, in uno stato quasi onirico, un luogo totalmente privato. Questo mi procura la mia musica preferita: suoni che mi conducono in una sorta di spazio esclusivamente personale, e che riescono ad aiutarti a superare i momenti difficili. E questo è quello che intendiamo per den [letteralmente tana, rifugio, nascondiglio, covo], un posto dove ci si possa metaforicamente accucciare.”
Ebbravo Blaine Harrison, innanzitutto per la scelta del pezzo, e poi per la spiegazione del titolo dell’album, Making Dens, l’esordio dei Mystery Jets, condizione che frequentemente abbiamo tutti vissuto. Mi hai convinto ad accantonare quella istintiva diffidenza che insorge quando NME seleziona la classica next big thing da promuovere e sovresporre.
E meno male, dato che questi Mystery Jets, band del West London composta da cinque elementi, combinano sonorità ormai consuete nel panorama del newrock inglese (Maxïmo Park e Kaiser Chiefs soprattutto) a sfumature dalla connotazione progressive, fornendo quindi un interessante connubio. Ciò che spicca è la voce di Blain e una cura attenta per le percussioni di accompagnamento.
Inevitabile, in questo periodo, compararli ad Arctic Monkeys e The Kooks, e credo che possano essere collocati a metà strada tra i due gruppi.
I brani più distintivi sono il singolo The Boy Who Ran Away, i precedenti CDS Zoo Time e Alas Agnes e Horse Drawn Cart. Certo che non ci si può proprio distrarre un attimo…
The Boy Who Ran Away video: real | win
Zoo Time audio: aac

Il filone è quello degli Interpol -> Editors -> The Departure (a proposito: Lee Irons ha appena abbandonato il gruppo) -> The Rakes e, perché no, anche qualche sfumatura Franz Ferdinand. I Cherubs sono un quintetto basato a Londra, ma formato per tre quinti da componenti norvegesi, tra cui i due fondatori. Hanno pubblicato il primo album l’anno scorso, Uncovered By Heartbeat, che non ha riscosso consensi analoghi ad altr band emerse nel 2005. Evidentemente sentono la necessità di correggere il tiro, pubblicando un singolo a breve distanza di tempo che contiene tre canzoni di buon livello: Paper Cut Moon, The World Outside e For Luck To Land On My Shoulders. C’è, anche tra la nomenklatura musicale più in vista, chi è disposto a giurare che non si tratta di una meteora. Di certo per ora non brillano per originalità, ma la consistenza è tutt’altro che disprezzabile. Cherubs è comunque il nome di un album e di un brano degli Arab Strap, che mi appresto ad applaudire al Rainbow.
Paper Cut Moon mp3
![The Secret Machines - Ten Silver Drops [awaiting cover art]](http://utenti.lycos.it/tangerine7/secret.jpg)
I Secret Machines hanno confermato quanto di buono avevano fatto intuire con l’esordio del 2004, il cui titolo era Now Here Is Nowhere. Convincente infatti anche il secondo album che esce tra poco (oddio poco… in aprile) Ten Silver Drops, che la maggior parte dei fan considera addirittura migliore del primo. Di sicuro si è fatto notare in questa marea di advance e penso che il gruppo texano, ormai trapiantato a NY, possa uscire dal limbo delle promesse per accedere alla casta dei gruppi affermati. Di sicuro aiuterà alla loro visibilità partecipare al tour messicano degli U2.
Il singolo è Alone Jealous & Stoned, che è possibile reperire in questo post di Justin Sheppard (e se ci capitate non dimenticate di scaricare anche una traccia dell'ultimo - nel senso che non ne seguiranno altri - album dei Grandaddy), e che mi sembra coniugare il loro stile tradizionale newrock con uno stile post-rock alla God Is An Astronaut (a proposito di advance, bello il loro EP A Moment Of Stillness). Comunque riverberi, chitarre ritardate e batteria pesante sono una costante in tutto il disco. Light Blue Eyes è melodica e piuttosto radiofonica, ce la vedo bene in qualche nastrone. La psichedelica Daddy’s In The Doldrums sembra un tributo ai Doors, anche se la batteria ricalca fedelmente When The Levee Breaks dei Led Zeppelin (combinazione vuole che abbia appena rifornito lo scaffale con IV rimasterizzato – i vinili sono belli da vedere ma piuttosto scomodi da usufruire ormai). Ciò non è sufficiente a rimandare i Secret Machines, in fondo anche i mostri sacri citavano pezzi della tradizione blues…
Monterey in dEUS
Monterey in Scattered Notes #6
Monterey in Fleet Foxes
Medicineman in dEUS
utente anonimo in Fleet Foxes
j4son in Scattered Notes #6
utente anonimo in Fleet Foxes
Monterey in Elbow
Monterey in dEUS
utente anonimo in dEUS
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