"Life is hard
and so am I."
- Mark Oliver Everett -
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Tra gli appassionati di Band Of Horses dalla prima ora c’è molta aspettativa per l’esordio dei Grand Archives, gruppo creato da Matt Brooke all’ombra dello Space Needle e con il favore della brezza che spira dal Pudget Sound (dove sound non ha accezione musicale o sonora ma geografica) dopo la sua scissione dalla band dei cavalli, che ha proseguito per la sua strada condotta da Ben Bridwell pubblicando il secondo discreto album Cease To Begin nello scorso autunno. I Grand Archives avevano fatto informalmente circolare un EP di demo che poteva dare un’idea di quella che sarebbe stata la loro direzione musicale, ancora più soft dei BOH, tanto è vero che tre delle quattro tracce sono state incluse anche nell’album eponimo che è in fase di pubblicazione da Subpop, la stessa etichetta che ha accompagnato la carriera di Brooke e Bridwell, non a caso basata anch’essa nella Emerald City - Seattle. Mi rammarico però della mancanza di Southern Glass House, il brano che più mi era piaciuto nel CD-R, ed ho fatto scorrere The Grand Archives per molte volte nella speranza di capire se mi piacesse davvero o se invece prevalesse un vago senso di insoddisfazione, causata certamente da suoni talvolta troppo intrisi dai miti di Matt Brooke, i Beach Boys ed i Bee Gees, riproponendo di fatto atmosfere già ascoltate nella sua incarnazione con i Carissa’s Weird, dei quali ha fatto parte con Bridwell prima di creare i Band Of Horses. Non ci sono - ancora - riuscito.
Torn Blue Foam Couch (album version) mp3
Breezy No Breezy mp3
Inside of Love non è più una semplice canzone per me già da diversi anni, da quell’album - Let Go - uscito nel 2002 prima in Europa che negli Stati Uniti, con il suo passaggio
only when we get to see
the aerial view
will the patterns show
è diventata manifesto programmatico, testo romantico ma anche pratico, una ballata sui misteri dell’amore che racchiude molte verità e tante esperienze comuni. Quando un gruppo ti dona questo genere di pietre miliari, difficilmente perderà lo status di raccomandato. A dire il vero ciò non era bastato ai Nada Surf per guadagnarsi la sufficienza con The Weight Is a Gift nel 2005, album piuttosto insipido che non aveva saputo sollecitare il mio interesse. Mi pare invece diverso l’esito di Lucky, in uscita ad inizio febbraio, che pur contenendo una dose da cavallo di saccarosio ed edulcoranti vari, risulta armonico ed equilibrato, garantendo quasi tre quarti d’ora di canzoni tenui ma significanti, che alla fine del disco ti inducono alla più lampante delle sentenze: ascoltiamolo ancora.
Non che manchino contributi di eccellenza a giustificarne il livello qualitativo, del resto, da Ben Gibbard dei Death Cab For Cutie in See These Bones, singolo e traccia più rappresentativa (offerto dall’etichetta Barsuk Records qui), ad Ed Harcourt in Beautiful Beat e Martin Wenk dei Calexico in Ice on the Wing.
Beautiful Beat mp3
The Fox mp3
Gli ungulati sono certamente i mammiferi più gettonati per le copertine dei dischi indie, seguiti a qualche lunghezza dagli ursidi, che detengono invece il primato nell’ambito dei nomi dei gruppi. Gli uccelli non sono da meno, dai rapaci notturni ai volatili marini. Non sono diventato quel biologo naturalista con la predilezione per la fito e zoogeografia che ad un certo punto sembrava dovesse essere la mia vocazione, anzi, non ci sono andato neppure vicino, ma la antica passione evidentemente arde ancora sotto le ceneri depositate dai lustri, e basta poco per ravvivarla, anche quando mi dedico ad attività che poco o nulla hanno da spartire con la scienza del Professor Mainardi. A volte sono dettagli apparentemente insignificanti come una figura di una cover a metterti sulle tracce di un gruppo che in mezzo alla moltitudine sarebbe scivolato via ingiustamente ignorato. Eccone alcuni esempi:
Pela - indie rock da Brooklyn / New York
Lost To The Lonesome mp3
da Anytown Graffiti
Thee More Shallows - indie con riflessi postrock da Berkeley / California
Night At The Knight School mp3
da Book Of Bad Breaks
Get Cape. Wear Cape. Fly - folktronica dall'Essex / UK
I-Spy mp3
da The Chronicles of a Bohemian Teenager

Meno di un anno fa scrivevo di Nashville, il suo modo di congedarsi dal Tennessee per intraprendere una nuova vita in Europa. Nashville è stato un album che è cresciuto col tempo, e che comunque ha riscosso un grandissimo successo presso i cultori del suono sussurrato (gli stessi che amano Sufjan Stevens, Josè González, Jens Lekman e compagnia). Ci sono canzoni di Nashville, come Sad Eyes ed i suoi archi, che mantengono inalterato il loro fascino discreto, e che mi sorprendono a canticchiarne il motivo quando vengono selezionale dal lettore, specie in auto.
Josh Rouse, è noto, è un musicista prolifico, ed infatti in tempi ristretti, rispetto alla ultima pubblicazione appena citata, è pronto a proporre un nuovo album, realizzato interamente nella suo nuova dimora spagnola: Subtítulo, in uscita il 20 marzo. Eloquente l’intenzione di descrivere la sua nuova esperienza sulla Costa Blanca (a cui dedica la quarta traccia – un brano strumentale), ad Algea (la Quiet Town del singolo e del video) nell’arco dei dieci pezzi che compongono il disco. Ne emerge un quadro di estrema rilassatezza, che esalta la tradizionale morbidezza della musica di Josh Rouse, basata su corde di nylon arpeggiate, pedal steel in sottofondo, ritmi lenti ed atmosfera romantica.
Curiosamente la Costa Blanca è stata (e probabilmente lo sarà ancora) la mia gabbia dorata per diverse occasioni lavorative, ma se dicessi che ne riconosco i tratti nella musica di Subtítulo, direi una bugia. Credo, come è anche logico aspettarsi, che ci sia ancora molto Nebraska e Tennesse (specie in His Majesty Rides), e ciò non mi dispiace affatto.
Quiet Town mp3
Quiet Town video quicktime

Nessuno sa con certezza cos’abbia spinto Josh Rouse, uno dei migliori interpreti del genere Americana, una sorta di soft-rock con venature alternative e country, a trasferirsi dagli States alla Spagna alla soglia dei 33 anni. Forse non lo sa con esattezza nemmeno lui. Condivido la sua scelta, comunque: Algea è a metà strada tra Valencia ed Alicante sulla costa di fronte alle Baleari. Nato in Nebraska, ha vissuto gli ultimi dieci anni a Nashville, dove ha potuto avvalersi dell’amicizia e della collaborazione di Kurt Wagner dei Lambchop, liaison che influenza sensibilmente anche il suo quinto album, il cui titolo è dedicato proprio alla città del Tennessee che abbandona.
Nashville si regge sulla apparente contraddizione tra allegri motivi melodici e testi dai contenuti melanconici, cantati con un velo di tristezza come nella migliore tradizione di Josh Rouse. Essendo un album piuttosto omogeneo, è difficile selezionare delle tracce che spiccano, ma quella di apertura It’s The Nighttime è forse quella più radiofonica, mentre My Love Is Gone è piuttosto rappresentativa dello stato emotivo che ha ispirato questo disco.
Valutazione 3.7 su 5
Monterey in dEUS
Monterey in Scattered Notes #6
Monterey in Fleet Foxes
Medicineman in dEUS
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j4son in Scattered Notes #6
utente anonimo in Fleet Foxes
Monterey in Elbow
Monterey in dEUS
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